martedì 21 aprile 2009

Sulla condivisione libera della musica, e blogspot



Sembra quasi impossibile che, tra i numerosissimi blog musicali, si possano trovare piccoli tesori, perle, e veri e propri capolavori.
Prima di parlarvi di due album (questo avevo in programma), permettetemi di dirvi due parole su questi blog, e sui diritti d'autore in campo musicale.

I colleghi blogger hanno dei blog proprio qui, su questo dominio, blogspot.com. Difatti, dopo averlo scoperto, non appena mi serviva qualche album da scaricare, scrivevo semplicemente il nome dell'artista e blogspot.com su Google, e via, in questo modo ho scoperto vari blog. I link potete trovarli a piè di pagina, ma vi dico solo che, entrati in un blog, vedrete nei link altre decine di blog affiliati: se non eravate a conoscenza di quello di cui vi sto parlando, potete rietenere questo post come un punto di partenza.
I blog musicali. Numerosissimi sono quelli sul metal, soprattutto Nordico, Black, Pagan, Viking. Non credo sia una mia (falsa) impressione, dato che appunto cercavo delle band viking, ma sembra che il metal sia il genere più scaricato e condiviso. I paesi più attivi sono quelli latini, America del sud, ma anche europei, Spagna-Portogallo, e quelli del nord, Germania, in piccola parte Belgio, Francia, e una notevole importanza hanno anche i paesi slavi.
Esistono ovviamente anche altri blog non-metal.

In questi blog si trovano gli album di svariate band. I tag dei post sono i generi musicali, e ogni post ospita un album (talvolta anche più, ma raramente), con relativo titolo, copertina, lista delle tracce, la nazionalità, l'anno, a volte anche il tema dei testi! E poi, la parte più importante, i(l) link per scaricare l'album. Semplicemente, loro comprimono i cd in un file con dentro le canzoni, la copertina, e a volte anche un file di testo per il riconoscimento dell'appartenenza a quel blog - perché è quasi sicuro che chi usa programmi p2p metterà questi album in una cartella condivisa. Un file condiviso con tutti, e quindi scaricato, da 1 diventa 100 in mezz'ora, e così via moltiplicandosi, favorendo visibilità e accessi al blog.
Questi file vengono caricati su domini di free hosting. Ovvero, parcheggiati per sempre su server di simpatici amiconi, che offrono alla gente i loro computer sempre accessi e sempre connessi - non so come guadagnano, ad ogni modo è possibile pagare qualcosina per avere dei privilegi nell'uso del servizio.
Ed è fatta. In questo periodo stavo cercando qualcosa di alternative. Mi son fatto una piccola cultura informandomi sulla storia del genere, caratteristiche, influenze eccetera, quindi ho trovato i nomi delle band (nel mio caso, i The butterfly effect), ho cercato su Google scrivendo anche "blogspot.com", e sono giunto a questo sito.

La condivisione della musica è cosa buona e giusta.
Mi sono informato sulla vicenda di The Pirate Bay (che si è conclusa di recente). Be', a quanto pare sono riusciti, nonostante tutto, a metterli dentro. E loro manco ospitano i file torrent, poveretti, ma ne agevolano la condivisione, cioè sono una specie di Google dei torrent. Ad ogni modo, il processo è stato una barzelletta, e in realtà tutti i discorsi sul voler togliere la pirateria da internet fanno solo ridere.
Fanno ridere soprattutto quando la pirateria non uccide le vendite, ma le incrementa. O meglio, le incrementerebbe di più una libera condivisione (legale) da parte degli artisti. Vedasi il caso Radiohead. La verità la conosciamo tutti. Sono le major a guadagnare dalla presunta legalità (ma, è stato fatto presente, il p2p non è illegale, in quanto non si ruba un'opera, ma la si copia, e chi la possiede non ne viene privato ovviamente). Invece, una band che accetta offerte e offre gratuitamente i propri album mette paura alle etichette discografiche, perché in questo modo il denaro passa dai fan alla band, direttamente. Rendendole, così, quasi inutili.
Oltretutto, le band non guadagnano tanto dalla vendita dei dischi, quanto dai concerti. E non si può piratare un concerto. In un concerto i fan sono felici di pagare per partecipare all'evento.
In più, una volta appurata la qualità di un artista - dopo averne scaricato gli album -, se davvero si ama quella band, quell'artista, allora lo si finanzierà perché lo si vuole davvero.
Io amo i Dream Theater, il 23 giugno uscirà il loro nuovo album. Ciononostante, su The Pirate Bay (sì, è ancora aperto) si può trovare un torrent che contiene due canzoni, di cui una edita e l'altra no. Non ho idea di come abbiano fatto a recuperare quella inedita. Fatto sta che le ho ascoltate entrambe. Ma non era necessario, perché comunque sia ho la discografia della band, mi fido di loro, difatti comprerò a occhi chiusi l'album. Se possibile, comprerò direttamente l'edizione speciale.
Se non avessi mai scaricato degli album di questa band, sarebbe stato più difficile per me conoscerli e apprezzarli. In questo modo invece non solo li apprezzo, ma li finanzio pure e, appena mi sarà possibile, andrò a un loro concerto.
Il 23 giugno sono al Gods of metal. Andrei a vederli...
Se non avessi la prima prova di Italiano due giorni dopo...

---------
Link utili:
Northen Warriors. Blog musicale, su Black, Viking, Pagan metal e simili.
Musicsharing4all. Altro blog musicale su vari generi rock e metal.
The pirate bay. Il sito incriminato, ma ancora aperto e funzionante. Si noti che nel blog del sito, in una notizia riguardante il blocco degli accessi (italiani) alla Baia, l'Italia è stata definita uno dei paesi fascisti, con Berlusconi al comando fascista. Lol! Lo hanno capito tutti, allora! Certo però che suona strano detto da stranieri - in questo caso da svedesi. xD

nota: l'immagine in cima appartiene a Northern Warrior, primo blog sopra linkato, e l'unico motivo per cui l'ho scelta è che è figa e appartiene, appunto, a un "blog musicale".

venerdì 10 aprile 2009

Viaggi e terremoti


Durante questi giorni sono stato in viaggio in Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia, e ho visitato Auschwitz.
Il viaggio è stato infernale, per il semplice fatto che per arrivare fino a Tarvisio son passate 16 ore di viaggio, in un pullman a due piani, dove non si respirava - non capisco ancora perché l'autista ogni tanto spegnesse l'aria, mah.
Vorrei poter dire che i paesi dell'est Europa sono interessanti, belli, e consigliare a tutti di visitarli.
Ma non è così.

Bratislava è una città orribile. Mi spiace dirlo, ma è così. La gente non sa parlare inglese (in tutti i paesi slavi sembra essere così), e coi loro occhietti chiari e il viso scavato e squadrato sembrano architettare qualcosa di brutto. L'albergo in cui sono stato, a tre stelle, ne valeva 1½. La gente del luogo sembra criminale, e l'unica parola che quei tipi conoscevano, mentre camminavamo per la strada (di sera), era "Fuck you", e lo dicevano ridendo. Mah. Qrwa mac.
Campagna polacca. La casa più lussuosa che ho visto.

Le case in periferia sono delle baracche: le assi di legno sono tutte storte e si capisce che sono state montate alla bell'e meglio, una ad una. Sembra che con un calcio crollerà tutto. E davanti alle case c'è un orticello, terra scura, delimitato da una staccionata, anche questa instabile e approssimativa. In quelle campagne sperdute, deserte, ho visto più di qualcuno che zappava la terra del suo orticello, e qualche bambino seduto sul terreno. Dicono che in Ucraina c'è più miseria.
Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia non sono molto diverse. La Polonia sembra più "avanti", ma non di molto. O almeno, solo Cracovia sembrava una specie di Roma, con meno turisti.
Brutta esperienza coi taxisti. Tutti stronzetti cogli occhi azzurri, malvagi, che per fare un paio di kilometri ti facevano sborsare 30 zloty. Uno di questi mi è sembrato che stesse taroccando il tassametro, allungando un dito furbetto dalla mano poggiata sul cambio. E facevano tutti finta di non capire quello che dicevo. Non sarò un asso in inglese, ma ho cercato di esprimere un concetto in mille modi. "Is it near?", "Is it far?", "Does it need much time?". Insomma, mi so' arrangiato, ma loro mi guardavano ebeti e borbottavano qualcosa nella loro fottuta lingua, come per dire: "Boh, non ho la più pallida idea di cosa tu voglia dire, guido e basta".

Auschwitz. Potrei dire tante cose, ma a che serve? Posso solo mostrarvi alcune foto.
Il paesaggio di quelle regioni.

Auschwitz Birkenau, ingresso. Ridere non fa, soprattutto se immagini che come tu ci stai andando per visitarlo come turista, qualcun altro, da quei binari, lo vedeva avvicinarsi e sotto sotto sapeva che ci sarebbe rimasto. Morto.
Quelle recinsioni elettrificate facevano un certo effetto. E anche gli edifici, nati per essere "tranquillizanti", non lo erano affatto. E neanche il mio brutto muso lo è tanto.

Ebrei che ostentano la stella di David, seduti sul terreno su cui sono morti migliaia di altri loro fratelli. La guida ha detto che effettivamente non apprezzava molto questi ebrei che vanno ad Auschwitz avvolti in quelle bandiere. In effetti la cosa è sembrata fastidiosa anche a me. Non so spiegarmelo, però.
C'era una strana atmosfera, e avevo deciso di scattare una foto al sole nascosto. In quel momento la guida ha alzato la mano. Non ricordo cosa stesse dicendo, ma la foto che ne è uscita è strana. Inquietante.

L'Austria è un paese del tutto diverso. Vienna, ricca di arte, persone educatissime e rispettose, che sanno parlare inglese. Era un piacere chiedere informazioni, anche solo per parlare con qualcuno della città.
Chiedo perdono, ma non ricordo il nome di quell'enorme monumento. Questo è un particolare che mi ha colpito. Comunque sia, si trova nei pressi di Shmerling Platz.

Guarda su.
Idem.

La notte del terremoto io ero sveglio, in camera con amici. Ho passato almeno tre notti senza dormire. E le altre tre notti ho dormito sì e no 3 ore. In pullman mi addormentavo mentre la gente mi parlava, e sognavo o avevo le visioni, non saprei. Di sicuro lucido non stavo.
Ad ogni modo, vediamo sul notiziario internazionale la notizia, "Earthquake in Italy", "Some victims reported", "Epicentre in l'Aquila". Allora decidiamo di rompere le scatole e svegliare gli altri amici. Non sapevamo che la cosa fosse così grave.