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giovedì 8 dicembre 2011

Impressione/Segnalazione: Korgoth of Barbaria

Fantasy comico umoristico Korgoth of Barbaria youtube Aaron SpringerDi recente sono in vena di segnalazioni, mi dispiace. Colpa del poco tempo e delle troppe cose da fare.

Dopo aver raccontato a un amico del "mitico" Age of Barbarian presentato da Zwei, l'amico mi ha ricordato una vera parodia barbarica.
Segnalo, non senza entusiasmo, questo Korgoth of Barbaria. Si tratta di un episodio pilota di una serie del 2006 che non ha avuto fortuna (= non si son fatti altri episodi, ce n'è solo uno, uno, mannaggia agli dèi!).
Questo è un link qualsiasi per la puntata completa su Youtube. Se ne possono trovare altre versioni, anche coi sub ita. Vi linko questa perché completa (ed è un inglese comprensibilissimo, ma vedetevelo come più vi aggrada).
Korgoth of Barbaria è, o doveva essere, una parodia dell'heroic fantasy, e del fantasy in generale. La componente violenta e raccapricciante è portata all'estremo. Orientata prettamente per un pubblico adulto, fa davvero ridere non solo per la componente fantasy, ma anche per le "gag" idiote che trascendono la mera parodia fantasy, gag linguistiche o pittoriche.
Sono sinceramente dispiaciuto che non abbia avuto fortuna. Tutta colpa del maledetto sistema, il vile danaro, la Macchina-despota.
Sono 22 minuti, potete vedervelo a colazione, mangiando un panino. Ve lo consiglio.

Korgoth of Barbaria screenshot

venerdì 2 dicembre 2011

Segnalazione: Il Teschio di Agarash (pdf gratuito) e Gdr da tavolo

The skull of Agarash, il Teschio di Agarash, pdf gratis, Joe Dever, Lupo Solitario, Lone WolfQualche sera fa stavo giocando a Monopoli, e mentre le lancette giravano, la mezzanotte arrivava e le palpebre si chiudevano, pensavo: Altro che Monopoli. Sai cosa sarebbe figo? Un gioco di ruolo da tavolo vecchio stile, tamarrissimo, senza l'impostazione complessa di D&D, qualcosa con carte e dadi, come il mitico HeroQuest.
Vagavo sul web in cerca di giochi di ruolo da tavolo da scaricare e stampare, per perdere un po' di tempo durante le feste con gli amici più coraggiosi.
Googlando sono arrivato qui, Arcan Myth, un gdr da tavolo gratuito, e ho scoperto questo, Stonehenge Webring. Si tratta di un'iniziativa lodevole: diffusione gratuita di giochi di ruolo, avventure e compagnia varia.
Ravanando nel campo, non so come, sono finito in qualche modo su una pagina Wikipedia in cui si parlava di un gioco di ruolo basato sulle avventure di Lupo Solitario (Lone Wolf), la mitica saga di Joe Dever - i librigame degli anni '90, chi non se li ricorda, con quelle copertine accattivanti?
Fantasy tamarrissimo allo stato puro.
Da qui, ho scoperto dell'esistenza di una graphic novel dello stesso autore, Il Teschio di Agarash, rilasciata gratuitamente per conto del Progetto Aon, col permesso dell'autore.
Da qui si può arrivare direttamente all'opera in pdf.
In un Paese in cui nulla è gratuito, gli autori sono degli incompetenti malefici che giocano a fare gli artisti e gli editori hanno il QI di un troll, mi sembrava giusto condividere con voi questa scoperta - forse ho scoperto l'acqua calda, chi lo sa.
Fantasy vecchio stile, forse fantatrash, forse semplice Sword & Sorcery. Ma i miti non muoiono mai.

martedì 24 marzo 2009

Il cammino di Santiago?


Ho un file, insieme ai racconti, chiamato Quaderno.odt. È un documento in cui scrivo quello che penso, una specie di diario. Visto che quello che volevo esprimere in questo post si trova lì, lo riporto di seguito - omettendo solo alcune cose private che riguardano me o altri.

Lunedì 23 marzo 2009

Quest'idea del cammino di Santiago mi ha preso e mi ha ritardato il sonno ieri notte. Non facevo altro che pensare a come potrebbe essere vagare per la campagna ispanica in un cammino così antico.

Sto leggendo Il cammino di Santiago di Paulo Coelho, e per profondo è profondo. Oggi pomeriggio ne ho letto una trentina di pagine e ho cominciato a sentirmi stanco. Mi ha dato tranquillità, questo è sicuro. Mi sono messo a letto con il plaid addosso, ho continuato a leggere e dopo ho chiuso gli occhi [ detto in questo modo sembra che il romanzo non fosse così emozionante, lol!]

Ora anche dal punto di vista artistico mi sento come vuoto, ho qualcosa da esprimere ma devo prima viverla, questa cosa. Domenica ho visto Into the wild: probabilmente quel film, più tutte le informazioni sul cammino di Santiago, insieme, mi sono entrate in testa senza lasciarmi. La cosa strana è che non era proprio in programma, fare il cammino quest'estate. La molla è scattata non appena io stesso ho detto (in una conversazione con ***):


[13.37.04] - Federìco'l: invece, chennesò, il belgio, che è un posto bellissimo dal punto di vista naturale, è ultra moderno autostrade, super strade tutto perfetto, tecnologico mi attira di più il cammino di santiago, a sto punto sisi_
[14.36.04] ***: anzi andare a san cosimo [santuario a un paio di kilometri dalla mia città, meta di "pellegrinaggio" durante il periodo estivo]
[14.36.10] - Federìco'l: ahahahah

(...)

E invece l'idea è nata ed è germogliata. (...)

Ora mi aspetta il viaggio in Polonia (Repubblica Ceca, Austria, Slovenia, tutti bei paesi...). Eppure qualsiasi posto sia, se si viaggia mi attira. Ah, se potessi viaggiare sempre! Sarebbe magnifico poter prendere zaino e borsa e andarsene in giro, pochi soldi, tanto tempo.

Dopo tutto, quello che ha fatto Chris MacCandless io lo comprendo benissimo. È la stessa cosa che farei anche io, sbrigare tutti gli impegni e poi partire, senza mappe o denaro, ma con un quaderno, dei libri e il necessario.

Tutto il resto, paragonato a una vita girovaga, perde senso. Se penso a me sul cammino di Santiago, sudato e stanco in mezzo alla campagna, mentre a *** si divertono in spiaggia, ai locali, o in giro, mi rendo conto che quella che viviamo non è vita, ma una pseudo-vita. Una specie di pausa, di sala d'attesa, finché non viviamo realmente viaggiando, facendo un'esperienza diversa che rompa la routine o tutto ciò che in noi è, in un certo senso, saldo – come le idee, le sicurezze, il modo di pensare.

venerdì 2 maggio 2008

Foto: stregoneria!



Non so che tempo fa da voi, ma qui fa già un gran caldo.
Si avvicina l'estate, si sente il profumo delle piante, il sole tramonta tardi... E il periodo che precede le vacanze, si sa, è frenetico. Non posso assicurare, quindi, un aggiornamento costante del Rifugio. Ultimamente mi sto dando anche alla "fotografia" (da quando ho acquistato la nuova digitale, ché la vecchia era proprio scassata). Credo di non essere, però, un ottimo fotografo, visto che i soggetti sono sempre ottimi ma il risultato delle foto è... be', non il massimo. XD

Questa foto l'ho scattata il 1° maggio, c'era un bellissimo tramonto, che la macchina digitale - stregoneria - non ha saputo catturare in tutta la sua essenza. Ma dato che le cose che vediamo sono già un riflesso di quello che in realtà sono in senso metafisico, e dato che l'arte raffigura la copia della copia della realtà, prendete la foto per quello che è. :)

domenica 6 aprile 2008

L'Eremo di Taotor


Non so se qualcuno se n'è accorto, ma ho appena aperto un nuovo blog, parallelo al Rifugio.
Si chiama l'Eremo di Taotor. Ogni spiegazione è lì.
Questo è il link: http://eremoditaotor.blogspot.com/. Non è un sostituto né per Taotoria né per il Rifugio, è semplicemente un approfondimento. Tratterò argomenti più "profondi". Non preoccupatevi, se questo vi sembra un blog costantemente aggiornato (lol) potete stare tranquilli: l'Eremo non lo sarà - dico così, ma sono certo che lo sarà più del Rifugio, sob.
Se volete, fateci un salto. Ciao! ;)

P.S. Nell'immagine: un monastero delle Meteore, fantastiche formazioni rocciose della Tessaglia. Se non ci siete mai andati, andateci ora, quest'estate, al più presto. Cosa non darei per passare un mese lì. Peccato che è vietato addirittura filmare e fare foto.

giovedì 27 marzo 2008

Gli occhi di uno scrittore


Più volte mi è capitato di dire che chi comincia a scrivere vede il mondo in modo diverso. Vale lo stesso per chi ama leggere. I racconti presentano tante di quelle sensazioni, che ci si abitua ad esse e le si dànno per scontato, senza averle nemmeno provate. La bocca asciutta per la paura, la "lingua felpata come un maglione" (lo virgoletto perché l'ho letto spesso), il brivido lungo la schiena, il non riuscire a muoversi... Sono tutte sensazioni surgelate e impacchettate per la narrazione standard, ma quando si provano viene da pensare: "Wow, allora è così che ci si sente", e diventano tutt'altro che scontate.
Credo che gli scrittori siano dei cacciatori di sensazioni - dato che è solo di questo che si parla, nei racconti: azioni e sensazioni. Chi scrive deve sforzarsi di essere sensibile. Un carattere freddo non accoglie tutti gli stimoli che la vita offre, e così gli stimoli scivolano via e lo scrittore non ha da che attingere, per raccontare.
Gli scrittori sono psicologi senza saperlo. Come si può parlare di personaggi inventati se non si conoscono quelli reali? Non vi capita di studiare il carattere di una persona, il modo in cui parla, il tono che usa, le espressioni facciali che assume...?
Per questo penso che ciò che più assomiglia allo scrittore è il barbone, il vagabondo. Il viaggio e la solitudine sono essenziali per contemplare il mondo, ma anche l'amicizia e l'amore e l'odio il dolore fanno vedere la vita sotto le sfumature più varie.
Per questo motivo sono convinto che lo scrittore non deve rinchiudersi per sempre in uno scantinato buio e scrivere tutto il tempo - ecco perché, nell'altro post, dicevo che scrivere sempre non aiuta necessariamente a essere più bravi, sebbene in quell'articolo si parlasse più del lato tecnico.
Per questo credo che lo scrittore debba, prima di scrivere, vivere.

venerdì 14 dicembre 2007

Fantasy da strada

Ci sono due motivi per cui alcuni si mettono in testa di scrivere fantasy: 1. Si tratta di persone nate tra il '70 e l'80, che sono state cresicute tra Prince Valiant e fantasy pulp di tutti i tipi, e un po' per amorevole nostalgia, un po' perché gli hanno fatto il lavaggio del cervello, vogliono scrivere di CCC, castelli, cavalieri e creature magiche. 2. Si tratta di persone che hanno letto e amato il Signore degli anelli, si innamorano del fantasy (e poi si dimenticano di Tolkien) e continuano sulla loro "via".
Perché fantasy da strada? Perché col tempo il concetto di fantasy si è corrotto alla grande, e come succede colla lingua, è accaduto che il fantasy corrotto sia ora diventato il fantasy ebbasta.
Gli elementi del fantasy da strada sono i seguenti, a mio parere:
  1. Il mago colla barba lunga che impugna un bastone, un incrocio tra l'eremita dei Led Zeppelin, Gandalf e Babbo Natale. (riferimento classico: Gandalf, appunto) Sa lanciare palle di fuoco dalle mani, ma usa il bastone perché è figo.
  2. La spada magica, che può essere usata all'occorrenza come parafulmine e fucile. (riferimento classico: Gurthang, la spada di Túrin nel Silmarillion, è maledetta e gli parla)
  3. La pietra (o le pietre) del potere, o un amuleto qualsiasi di cui l'eroe dispone o che l'eroe deve cercare. (rif.c.:L'unico anello di Tolkien, ma anche le Pietre Magiche di Shannara, di Terry Brooks)
  4. Il cavaliere intelligente, forte e coraggioso, l'eroe. Non è mai un contadino (rif.c.:se come esempio escludiamo Frodo e prendiamo Aragorn), ma è un macho che non ha problemi ad andare in giro sempe con un'armatura completa addosso. Come fa a lavarsi? Chissà quanto puzza.
  5. Il drago che spesso parla (rif.c.: Smaug in Lo hobbit, di Tolkien ovviamente). In casi assurdi come Eragon, il drago è anche telepatico, ma solo col ragazzino.
  6. Il tremendo signore oscuro. È sempre nero, per forza. Ha una forza incredibile, ha degli scagnozzi, possiede qualcosa che lo rende invincibile, e che costituisce anche il suo punto debole. (rif.c.: Sauron del Sda, ma anche il Cavaliere del Drago di Eragon di cui non ricordo il nome, o quello di Shannara, Brona...)
  7. La guerra che ha ridotto il regno in miseria, rende gli abitanti disperati, e sta per condurre il mondo alla rovina, se non fosse per l'eroe che sconfigge il Signore Oscuro.
  8. La mappa del regno, poco realistica, se ne frega di tutte le altre terre, l'intero mondo consiste in un territorio esteso come dalla Spagna alla Grecia, per forza circondato dai monti, e suddiviso in: I. territori dei buoni, comprendenti aree composte da sole montagne, solo boschi o solo fiumi, II. il Regno Malvagio del Signore Oscuro, e III. lande desolate - perché l'autore non sa che cacchio invetarsi. (rif.c.: Tutti i fantasy che conosco. Solo che in Tolkien, perlomeno, è tutto realistico, e Mordor diventa il Regno Malvagio solo dopo che Sauron vi si rifugia in seguito alla caduta di Numenor e instaura il suo regno del terrore. Insomma, pensate alla Russia, o alla Cina.)
Ora può sembrare che questo post sia una denuncia (ed effettivamente lo è, sta anche tra i tag), ma non lo è del tutto. Il messaggio è il seguente: Tolkien è il maestro del fantasy, lo vogliate o no, e ha gettato le basi del genere. Tutti gli altri lo hanno seguito, talvolta riuscendo e talvolta dimostrandosi ridicoli. Ma questi elementi non sono affatto banali, sono un insieme di fattori che dànno vita a sentimenti e atmosfere bellissime. L'abuso e il cattivo sfruttamento di questi hanno portato alla rovina.
Se un autore, però, tenta di essere originale, per me non è un poveraccio che prende le sue idee da un generatore automatico (nome eroe...: Gismondo - arma...: Merluzzo), ma è qualcuno che vuole uscire da quei canoni che sa di non poter rispettare decentemente.
Un autore che vuole sfondare nel mercato sforzandosi di essere originale può solo lasciarsi andare in un'aerofagia. Chiunque non si senta in grado di seguire i canoni fantasy, sia originale per passione, non per anticonformismo! E i critici riflettano bene, nel giudicare!

P.S. Ho trovato l'immagine in alto cercando: "dragonlance" - immagini medie. Mi chiedete se sono contro Dragonlance? Sì. Un'altra cosa: la canzone del Principe Valiant è davvero forte! Non la sentivo da secoli! Ah, che bei ricordi!

domenica 21 ottobre 2007

Freddo!


Si sa che, quando ci si trova con qualcuno e cala quel silenzio che di per sé non dà fastidio a nessuno, ma è ritenuto maleducato, bisogna parlare di qualcosa. E si parla del tempo, un argomento ottimo perché è visibile a tutti e non ti fa sembrare invadente.
A quanto pare la temperatura è calata improvvisamente. Bello! Non so voi, ma io amo il freddo, amo tutte le stagioni tranne l'estate. Piena di zanzare, caldo assassino, e invoglia all'ozio (ozio dalla connotazione moderna, non l'otium romano, che porta alla produzione artistica).
Il paesaggio è più bello, col freddo, e persino l'aria ha un buon profumo, di caminetti ecc...
Ricordo che quand'ero un pargolo, in autunno, a pranzo c'erano le castagne - prese da una soddisfacente raccolta nel bosco -, le si mettevano sulle fiamme del camino, di domenica, e la televisione mandava lineaverde (esisteva già a quel tempo! ed esiste tuttora! wow), e il tipo di lineaverde passeggiava sulle montagne, tra le merda di vacca e tra i salumi appesi in qualche casetta di legno - ovviamente andavano nei paesini del centro o nord Italia, ché a sud ci sono ben poche montagne o colline.
Penso però che a un po' tutti il freddo ricordi cose belle. No? :)

lunedì 1 ottobre 2007

Myanmar, già che ci siamo...


Ora non faccio politica, ci mancherebbe, ma mostrerò giusto qualcosa che mi è parso di notare in tutto sto casino.

E' qualcosa di assurdo, quello che sta succedendo laggiù, in Birmania. Non voglio sembrare insensibile - anche se è vero che non sono molto pàtico -, però la situazione è talmente assurda che, se fossi al tg, ci farei un filmato con le immagini degli avvenimenti e in sottofondo What a Wonderful World (versione punk dei Ramones, ci sta a pennello.)
Arrivano i ricchi, guardano il paesaggio, infilano i pollici nei pantaloni e si dondolano sui piedi e fanno: "Qua ci metto un'industria". E via, per anni si sfrutta un paese tutto foreste e montagne, e non gli si dà niente. E i monaci fanno sì con la testa e pregano. E come se non bastasse, ciànno la dittatura, che però s'inchina agli altri paesi, e accetta ogni offerta, gas e altro, e come se non bastasse, è una dittatura comunista! Che sfiga! Ma i monaci dicono: "Fa niente, dài, lascia perdere... E' un momento, prima o poi gli passa."
Poi però la situazione si fa drammatica, allora i monaci alzano timorosi l'indice e fanno: "Scusate, ma non è che si può..."
"Rivoluzione!" dice il governo, allarmato, con Cina, Thailandia e India, braccia incrociate e occhi chiusi, che annuiscono. "A morte!" conclude il governo.
E giù colla violenza sui poveretti pelati, che d'altronde non hanno avuto manco la soddisfazione di dire: "Emmobbasta veramente però!" (citaz. di alto livello culturale: Maccio Capatonda).
Dico, è assurdo, alzano un indice e (altra citaz. di alto livello culturale: Elio e le storie tese): "ma gli tapparono la bocca, e sangue, poi bastonate, sputi, pugni e calci." Undici morti!! Ma se quelli là non hanno fatto niente! Spazzano il terreno per non uccidere accidentalmente le formiche, quando camminano! Figuriamoci se picchiano la polizia e fanno macello.
Ma la cosa più incredibile che ho letto, su internet credo, è che sono stati arrestati così, tempestivamente, addirittura li hanno presi dai monasteri...! XD Ma vi rendete conto?! "Beh," si saran detti, suppongo, "già che ci siamo..."