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mercoledì 15 gennaio 2014

DuoKan, Kobo e Readmill: tre app di lettura per Android/iOS (possibili iniziatrici all'eInk)

Quasi precisamente un anno fa feci una carrellata delle app di lettura per Android.
I criteri erano piuttosto rigidi, ma ragionevoli. Dall'anno scorso ho avuto modo (più negli ultimi mesi, a dire il vero) di fare un'esperienza più approfondita nella lettura digitale su Android, e ho elaborato qualche idea.
Finora, ritengo che le applicazioni di lettura migliori siano due: DuoKan e Kobo. Una terza app che merita menzione è Readmill, ma per un altro aspetto.
Queste sono a mio avviso le app più versatili per la lettura su Android (e iOS, credo), quindi le suggerisco agli scettici che non hanno un eReader, ma dispongono di un tablet (o anche di uno smartphone), che può facilmente "trasformarsi" in un eReader e offrire un'esperienza di eReading (sebbene la vera esperienza è permessa per l'80% dallo schermo eInk dei lettori appositi, praticamente).

Kobo
L'app di lettura di Kobo è reperibile gratis sul Play Store di Google, e credo qui per roba Apple.
L'anno scorso la esclusi, insieme a quella di Kindle, perché necessitava della connessione per funzionare. In realtà era necessaria per creare l'account, dopodiché funziona anche senza.
A differenza di Kindle, l'app di Kobo ti permette di importare libri dal tuo dispositivo, al di fuori di qualsiasi acquisto tu abbia fatto nel loro store. Kindle, invece, ti permette di leggere solo ciò che hai acquistato o che hai inviato al dispositivo attraverso l'indirizzo mail fornito da Amazon (in pratica puoi inviarti solo file pdf via mail all'indirizzo mail del loro dominio, e questo indirizzo è attribuito praticamente al lettore - nome_utente@kindle.com -, così che quando la connessione sull'eReader Kindle è attiva, vengono sincronizzati gli elementi inviati, a patto che siano pdf o file acquistati da Amazon, niente epub, mobi ecc.).
Gli aspetti positivi di Kobo sono diversi. Ha un aspetto elegante, ti dà i premi di lettura che sono fighissimi (in realtà si tratta di statistiche, del tipo velocità di lettura, orario di lettura, quantità di pagine lette, quantità di libri letti ecc.), e ti comunica quanto tempo rimane per finire il capitolo o l'intero romanzo (approssimativamente).¹
Altro aspetto molto positivo, Kobo ha il dizionario integrato e la funzione di ricerca (Wikipedia/Google).

Sul mio tablet (Arnova 7h G3), però, un romanzo se veniva lasciato a pagina 20, ecco che quando riprendevi la lettura ti ritrovavi a pagina 15. Invece, con tutti i romanzi mi succede un altro problema.

Lasciando l'app in background (e.g., facendo altro col tablet, oppure anche spegnendo lo schermo per riprendere la lettura un po' di tempo dopo), l'ultima o le ultime righe vengono nascoste oltre il margine per un qualche bug grafico, e l'unico modo per poterle rimettere in sesto e leggerle è modificando il font (così da indurre una rielaborazione totale del testo).

Il bug è visibile dopo l'ultima riga.




A parte questo, l'app di lettura Kobo offre un'esperienza di lettura quanto più simile a quella su eReader, e la consiglio agli scettici che non hanno mai provato a leggere in digitale.

Veniamo a DuoKan.
Ne avevo già parlato in un precedente post, ma in quel caso Duokan era un intero firmware che gira sul Kindle (un altro OS, praticamente, che non richiede root). In questo caso è una semplice app.


Nota "dolente" (ma neanche tanto): si può scaricare dal Play Store, come tutte le app per Android, ma essendo stata sviluppata dai cinesi per i cinesi, è disponibile in cinese. Google mi ha trovato la versione inglese, che però è raggiungibile da un link dropbox (questo). Si tratta di un semplice file .apk, è possibile installarlo semplicemente tappandoci sopra (senza farlo "controllare" a Google, consentendo quindi le installazioni di fonti esterne). Se il file dovesse essere rimosso da quel link (dubito), potete contattarmi e lo carico da qualche parte (qui sul blog).

Duokan è la mia app di lettura preferita. Finora non ho riscontrato bug come per Kobo, tranne uno: sebbene anche Duokan permetta di evidenziare il testo (prendere annotazioni ecc.), quando tappo "Dict" per cercare nel dizionario, l'app mi crasha irrimediabilmente, al punto che sono costretto a disinstallarla e reinstallarla per poterla rendere di nuovo funzionante. Ma questo non avviene sul cellulare (Samsung Galaxy S2), dove invece va liscia come l'olio.




Importare i file è facilissimo - basta tappare sull'icona in alto a destra, dopodiché si apre un menù a tendina dal basso: scegliamo Local Books e navighiamo all'interno delle cartelle del sistema (o della SD card esterna, come nel mio caso, visto che il tablet ha una memoria limitata). Uso Duokan anche per lo studio, principalmente per ripetere in fretta le slide delle lezioni. Legge ePub e pdf, e per questi ultimi dispone anche di due ottime funzioni che troviamo anche nel Duokan-firmware per Kinde. Una è la funzione di reflow del testo (chiamata "Smart layout"), che a dire la verità è decente (il testo rielaborato è troppo grande per i miei gusti), mentre nel firmware per Kindle è magistrale; l'altra è la funzione di cut edges che in pratica permette di ritagliare letteralmente il pdf ed escludere ciò che è fuori dai margini (che si spostano manualmente); tipicamente si incrociano due coppie di rette e si forma una cornice attorno al testo, così da escludere tutta la parte bianca e avere una specie di "zoom".

Vediamo alcuni screenshots:

Questa è la modalità background nero/testo bianco.




Come si può vedere, è possibile modificare sfondo e testo scegliendo tra i set predefiniti, o andando a modificare manualmente il tono dei colori - oltre a poter regolare la luminosità direttamente dall'app, senza andare alle impostazioni di sistema di Android.

Modalità At night. Di fatto è solo una variazione di colori quanto più tenue possibile, e in effetti non acceca, se si legge a letto, senza luci. Il problema è che il contrasto tra i colori è troppo sfumato per poter agevolare la lettura, e più che rilassare l'occhio tende a sforzare per mettere bene a fuoco il rapporto testo/sfondo.
Per ovviare questo problema, personalmente lascio lo sfondo nero col testo bianco, e attivo un'altra app in sottofondo, "EasyEyez", scaricabile ovviamente dal Play Store. Questa app riduce la "temperatura" del colore, ed è un po' come se la luminosità diminuisse ulteriormente.
In questo modo la lettura al buio diventa molto più facile, al punto che si potrebbe anche lasciare sfondo bianco/testo nero senza bruciarsi la retina.

Duokan è la mia app di lettura preferita. I margini del testo sono ridotti al minimo, così da poter far entrare più testo possibile nello schermo, e il range per le dimensioni è ampio, così da permettermi di avere per i font l'esatta grandezza che preferisco.
Direi che per la sua semplicità e versatilità, Duokan sia un'app perfetta per il lettore "forte" che intende semplicemente leggere nelle migliori condizioni, il più possibile (senza girare pagina troppe volte). L'interfaccia non è il massimo dell'eleganza, ma l'app fa il suo lavoro. Direi che è piena di funzioni utili alla lettura, ma carente per quanto riguarda la grafica.

Readmill.
Questa app non è molto famosa, o almeno non mi pare. Eppure dovrebbe.
Readmill è un'app di lettura molto social (che detto così fa tanto cool, "social" si usa per tutto, ma in questo caso è social per davvero).
È necessario creare un account (va bene anche accedere direttamente col profilo di Facebook), perché si tratta di una community simile a Goodreads o Anobii, ma senza tante pretese (se scrivete un nome a caso non vi sparano, e anche ad accedere con Facebook, non vi ruberanno più informazioni di quanto già non facciano Facebook e Google). Ad ogni modo, anche a voler usare l'app solo per leggere dal dispositivo, si può, l'account serve solo all'inizio e non costringe a fare nulla.
Sul sito di Readmill è possibile vedere titoli letti da altri o proposti dal sito stesso, ci sono diversi classici che sono gratuiti (Lovecraft, Verne, Woolf, Poe, ecc.), ma anche titoli recenti (tipo Doctorow), ed è possibile aggiungere un libro alla propria libreria cliccando sul pulsante verde apposito (Add to library). La libreria si sincronizzerà su tutti i dispositivi su cui è installata l'app (a patto che si sia connessi e, se non dovesse avvenire automaticamente la sincronizzazione, è possibile farlo manualmente dal menù dell'app, "Sync library").
Ma la cosa davvero buona di Readmill, è che la sincronizzazione dei libri, al contrario di Kindle, non avviene solo per i titoli scaricati dal sito (oltretutto, Readmill non vende ebook, per quanto ne so: le pagine relative ai titoli che non possiedono ti rimandano allo store di Kobo, per acquistarlo); se carichi un ebook per esempio sul tablet, dalla tua scheda SD, la sincronizzazione avverrà anche su un altro dispositivo, per esempio il cellulare. In pratica, è come avere un cloud gratuito. È grandioso!
Questa è una cosa ottima: spesso mi sono ritrovato fuori casa, con a disposizione né l'eReader né il tablet, in situazioni di attesa, in cui avrei potuto leggere. Con Readmill è possibile risolvere questo "problema", così da avere lo stesso libro su tutti i dispositivi con l'app installata.
Quindi se si compra un ebook da uno store, e lo si vuol leggere sul proprio eReader ma allo stesso tempo si vuol avere la possibilità di leggerlo su altri dispositivi, basta caricarlo su un dispositivo (per esempio, il tablet), e poi ritrovarselo su altri dispositivi (per esempio, il cellulare).



Kafka, Lovecraft e Okakura li ho aggiunti dal sito di Readmill, gratis. Gli altri li ho aggiunti io dalla memoria esterna per prova, e mi sono stati sincronizzati da tablet a cellulare.







L'interfaccia è semplice, colorata ed elegante. Purtroppo l'app non offre dizionari, e i margini sono strettini - come anche per Kobo, in pratica vengono gestiti alla grande solo da Duokan - ma per il resto, tappando sulle opzioni, è possibile diminuire la luminosità direttamente dall'app, regolare la grandezza del testo, e anche qui è disponibile la modalità "nightmode". L'aspetto social di Readmill coinvolge soprattutto gli highlights, cioè quello che evidenzi sarà visibile sul tuo profilo Readmill, e verrà "spedito" nella pagina generale del romanzo, in cui si possono vedere tutte le sottolineature dei vari utenti che hanno letto quel libro.

Mi sembra una cosa carina; a mio avviso, rendere social la narrativa è un'ottima trovata, e Readmill la gestisce bene, riesce a conciliare sia la lettura che la condivisione in un insieme integrato, sicuramente meglio rispetto ai social letterari come Goodreads e Anobii. 

Sul sito di Readmill i libri presentano il numero di "raccomandazioni" degli utenti, i commenti, il numero di highliths e persino il tempo stimato di lettura (anche se la maggior parte dei libri prevede "1-2 hours", e non so quanto crederci). Se il libro non è disponibile gratuitamente, ti reindirizzano allo store di Kobo. Non so se hanno un quale tipo di collaborazione, ma questo non mi piace. Sarebbe più opportuno far aprire un menù a tendina con tutti gli store che ospitano quel titolo (col relativo prezzo). In questo senso, costituirebbe un ottimo aggregatore.

Questo è quanto. Spero di aver invogliato chi ha comprato il tablet da 300€ solo per giocare a Candy Crash e per il porno a dare una chance alla lettura digitale, partendo per esempio da queste applicazioni, e chissà, magari appassionarsi e poi scegliere un ebook reader per avere un'esperienza di lettura migliore.



_______

Note:

¹ Il software del nuovo Kindle Paperwhite (nuova generazione) dispone di funzioni simili a quelle dei lettori Kobo, per esempio comunica il tempo restante per la fine del capitolo, ma ne presenta anche di nuove e migliori, come la possibilità di scorrere le pagine del libro in una nuova finestra, senza perdere il segno, e via discorrendo; ad ogni modo, questi script, per quanto mi risulta, sono presenti nell'OS del Kindle, e non sono stati implementati nelle app per dispositivi. La nota è doverosa perché l'app di Kobo è buona ma ciò non significa che i prodotti Kobo siano migliori dei Kindle Amazon. In realtà la qualità è alta per entrambi e pressoché pari (sebbene, a oggi, a differenza dei concorrenti, il Kindle Paperwhite "2" dispone del display eInk Carta, il migliore in circolazione).

sabato 10 dicembre 2011

7 links project

7 links project bloggerC'è 'sta catena di S. Antonio che mi ha rifilato lo Psicopompo (mannaggia a lui) che si chiama 7 links project e, insomma, mi pare di capire che è una di quelle iniziative buone per il fuoco¹ nuovi post.
Però d'altro canto è anche una cosa utile, perché alla fine si tratta di stilare una lista di frequenze di visite a determinati post, con diversi attributi ad ognuno di esso. Cominciamo.

Il post il cui successo mi ha stupito
Probabilmente il post su Cast Away. Il film è magnifico, poi a quel tempo (avevo 17 anni) ero particolarmente sensibile al dramma esistenziale e tutto il resto.
Non mi spiego il perché di così tante visite (1,029, al momento). Forse per gli screenshot, ma mi sembra comunque strano perché al tempo non modificavo il parametro Alt="" delle immagini.
Però mi fa piacere. Si tratta comunque di un bel film, un bel tema. Se può sensibilizzare un po' di persone, tanto meglio.

Il post più popolare
Senza dubbio il rant su Manga e Anime. A Gamberetta era parsa una trollata in un primo momento, ma si trattava per metà di denuncia e per metà di sfogo anti-nipponico. Il grosso delle visite però (15.660 al momento) viene da un'immagine mangosa simil-erotica che avevo cercato random e messo a fine post. Quasi ogni giorno mi ha portato delle visite. Di recente devono averla tolta dal server. Sob.

Il post più controverso
Sicuramente quello della Marrone Giornata di San Valentino. E' troppo lungo e non mi va di rileggerlo. Ma per chi se lo fosse perso, è un flame nato sul forum di Fantasy Magazine, dove ero iscritto e di tanto in tanto attivo. Non ero polarizzato da alcuna parte e credevo davvero nella discussione costruttiva. Che scemo.
Mi ha fatto piacere, comunque, che in quella battaglia retorica (non richiesta) siano scesi in campo, al mio fianco, Gamberetta, Angra, il Duca, e altri, a fiammeggiante spada tratta, sia sul campo "nemico" (FM) che su quello amico (il mio blogghino), nelle retrovie o altrove.

Il post più utile
L'utilità di un post, in un blogghino di opinioni su narrativa, fantasy, musica e cinema, è relativa.
Su due piedi, rispolverando i vecchi post ho trovato una lettura estiva, questa, una piccola recensione sul Conte di Montecristo (+ un altro romanzo) e valutazioni sulla narrazione. Al Duca è piaciuto e a Gamberetta pure. Due ragioni più che valide per scegliere questo post.

Il post che non ha ricevuto l'attenzione che meritava
Senza andare troppo lontani, la carrellata cinematografica estiva. In realtà è anche un post utile. Utile a non scegliere film brutti e perdere ore preziose della propria vita.

Il post più bello
Non è che ce ne sia uno più bello. A mio avviso un post affascinante potrebbe essere quello di "Chirurgia Narrativa". Mi sembra bello perché non è una serie di regole o indicazioni astratte su cosa fare o non fare, come in alcuni manuali di scrittura o post di blogger sulla scrittura (io per primo ne ho scritti diversi, ahimè) ma si tratta di pratica. Quello è il racconto, quella è la versione peggiore e quella la migliore. Il perché è lì ed è chiaro, non ha bisogno di ulteriori spiegazioni.

Il post di cui vado più fiero
La recensione di Drag me to Hell. Ed è anche uno dei post più letti (non troppo, in realtà: 527 al momento, contro le 638 delle impressioni di Black clouds & Silver linings dei Dream Theater, quest'ultimo letto da utenti coi controca...voli, che mi rendono orgoglioso). La recensione a quanto pare è divertente, soprattutto perché il film stesso è nonsense. E non dite che Raimi voleva far ridere, ché non ci crede nessuno.

Come ha fatto notare Gherardo, in pratica ora è il momento del cetriolo. Dato che il network di blogger è sempre quello, mi avvalgo del diritto di ridondanza. Quelli che linko qui, in teoria, sarebbero invitati a fare la stessa cosa che ho fatto io.
Orbene, il cetriolo lo infilo in...

-Zweilawyer [con tanta omo-libidine]
-Angra [sussurrando parole d'amore]
-il Duca [su un cuscino di velluto rosso]
- Il Sociopatico [di post ne hai tanti e sono pure fighi, dài, si può fare, prendi 'sto cetriolo]
-Okamis [hai ancora pochi post, ok, ma il momento in cui dovrai infilare il cetriolo arriverà]
-Simone [potrà esserti utile come sommario per le frotte di utenti novelli medici, a te il cetriolo]
-Gamberetta [in realtà non mi permetto; poso il cetriolo su un vassoio d'argento, lo do ai servitori del palazzo che te lo porteranno dopo averlo analizzato, dopodiché la decisione sull'utilizzo dell'ortaggio spetta a te]

Chi non è nella lista deve rallegrarsi. O gli voglio abbastanza bene da risparmiare loro questo supplizio, o non era opportuno (vedasi: blog privo di commenti, blog non aggiornato, blog con pochi post, blog privo di utenza, ecc...)


___
Note:
¹ Qualcosa che è buono per il fuoco dalle mie parti significa che non serve a nulla. Ora, non so se si usa anche in altre zone del sud Italia, ma mi pareva giusto condividere un cenno di antropologia culturale meridionale con voi.

martedì 29 dicembre 2009

Udite udite! Si annunciano parodie!

Da un po' di tempo meditavo per un'iniziativa divertente, nata dopo aver visto la canzonatura a un autore da parte di un mio amico.
Sono anni che frequento con costanza i blog di altri colleghi scrittori, editi e inediti, e lettori-critici. In alcuni intervengo, in altri mi limito a leggere e, se non ho nulla da dire, preferisco non commentare (e temo che costoro ormai pensino io mi sia dimenticato di loro).
Questa esperienza bloggistica mi ha convinto a fare la parodia dei miei amici scrittori/recensori. Sperando di riuscirci, pubbilcherò dei post nello stile dei rispettivi autori. Ovviamente saranno esagerati, come tutte le caricature, e ovviamente non intendono offendere nessuno (non intendono nemmeno fare allusioni o tirare frecciatine).
Un modo come un altro per divertirci.
Spero vivamente di essere all'altezza del compito, dato che trovo la cosa molto divertente. Le prime "vittime" a cui ho pensato sono quelle che frequento più spesso, o da cui penso di poter trarre un'ottima parodia.
Ecco l'elenco degli autori, coi rispettivi blog:

  • Il Duca Carranonan, con le sue Baionette Librarie.
  • Gamberetta, esponente di Gamberi Fantasy.
  • Simone Navarra, il fu lo Scrittore Emergente, ora emerso, di conseguenza semplicemente Se Stesso.
  • Andrea D'Angelo, scrittore edito che tutti conosciamo, nel web conosciuto anche col nick Negróre.
Ci sono anche altri scrittori/lettori/blogger di cui potrei fare la parodia, ma per il momento non li riporto - perché potrei cambiare idea, o non trovare efficace la parodia.
Nella speranza che l'idea piaccia, state connessi per il prossimo post-parodia e la prima vittima!

giovedì 26 giugno 2008

Brillante Weblog



Dopo essere stato "scelto" da Adriano per questa iniziativa (in vero a me sconosciuta) chiamata Brillante Weblog, poiché non sono molto pratico in queste cose copincollo la "struttura" usata da Alladr.


Cosa significa Brillante Weblog?“Brillante Weblog” viene assegnato a siti e blog che risaltano per la loro brillantezza sia nei temi che nel design e il suo scopo è di promuoverli tutti nella blogosfera mondiale.

Regolamento:
1. Al ricevimento del premio, bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog
2. Scegli un minimo di 7 blog (o di più) che credi siano brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibisci il loro nome e il loro link e avvisali che hanno ottenuto il Premio "Brillante Weblog"3. (Facoltativo) Esibire la foto (il profilo) di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog



i miei premiatori:
Adriano Allora



i miei premiati (nell'ordine "cosìcomemivengonoinmente"):

Afanear, perché il suo è un blog ricco di argomenti interessanti, e mi piace assistere e commentare certe tematiche.
Lo scrittore emergente, il blog di Simone Navarra. Inizialmente è stato il mio mecenate, e in seguito il blog è diventato una tappa per tutti gli emergenti.
Andrea D'angelo, lo leggo da sempre. :) È una persona che stimo come scrittore e come essere umano.
In-flussi, di Daniele Fusetto. È raro trovare persone così profonde.
Altamente volatile, il blog di Auletride. Aperto da poco, mi piace e lo seguo con costanza, divertente anche nel tono.
Baionette librarie, il blog del Duca. Gli argomenti sono interessantissimi, utilissimi e trattati con professionalità. Un consiglio? Ci vorebbero più tette :D
La voce nella notte, il blog di Sparviero. Non ho mai approfondito il mondo del teatro e della recitazione, e lui affronta l'arogmento con giudizio. Non sapevo nemmeno avesse 14 anni! Il giovane promette benissimo!
Stretto in un angolo, il blog di Glauco Silvestri. Il collega scrittore che mi piace leggere. :)
Gamberi fantasy, mi sembra scontato. :p

Ovviamente leggo tanti altri blog, benché spesso non intervenga con commenti. Ma, ripeto, non so bene come funziona la cosa, quindi è già tanto se non ho fatto qualche danno, e credo sia saggio fermarmi qui... ^^

mercoledì 7 maggio 2008

Svago: film, Alatriste


Proprio ieri sera ho visto un film, Alatriste - Il destino di un guerriero (questa italica aggiunta è ovviamente una truzzata per attirare spettatori). È un cappa e spada con Viggo Mortensen nei panni del protagonista: diciamocelo, Viggo è proprio un grande, non solo per la parte nel Signore degli anelli (prima di allora, sennò, chi lo conosceva? XD) ma anche per Hidalgo - Oceano di fuoco (fa tanto pistolero kinghiano) e molti altri film. La trama del film:
Spagna, XVII secolo. Diego Alatriste, un valoroso soldato sta combattendo una guerra nelle Fiandre al servizio del proprio re, quando l'amico e compagno d'armi sul punto di morte, gli chiede come ultimo favore di prendersi cura del figlio e di crescerlo come un soldato. Rientrato a Madrid però, Alatriste trova un regno in declino ed il suo sovrano impotente davanti a quello che sta accadendo...
Viggo è perfetto per la parte che interpreta - il guerriero che ne ha viste tante, vagabondo, carismatico. Del film ho apprezzato moltissimo i personaggi e le scene. La trama... insomma, non è un granché, o meglio, non avendo letto il libro da cui sembra sia stato "ispirato", posso supporre che la trama, originariamente buona, sia stata in seguito corrotta, come spesso succede. Ciò nonostante, mi sembra comunque una trama che va bene solo per mostrare le scene, i colori, i costumi - e questa non è una cosa brutta. Inoltre, sarò sincero, non l'ho seguita molto bene...
Personalmente, questo film mi è stato molto utile come ispirazione per l'ambientazione dei miei racconti (non basta leggere Dumas :D). Mi è sembrato infatti storicamente realistico - benché io non sia un esperto del campo.
Ho cercato qualche video su youtube, ma ho trovato solo trailer abbastanza scarsi, che mostrano principalmente ciò che la gente vorrebbe vedere - scene decontestualizzate - piuttosto che parti davvero belle (dal punto di vista artistico).
Per fortuna, ho trovato il video fatto da un tale, ispanico, che ha montato parti del film con un brano di chitarra (di un altro tale, Paco de Lucía, perdonate l'ignoranza ma non lo conosco, ancora). Il video inizia con un'inquadratura che mi era piaciuta molto: punto di fuga in fondo al corridoio di un chiostro, e Viggo che avanza e poi lancia verso la telecamera il cappello, preparandosi al duello (trallallèrolèrollà).

lunedì 3 marzo 2008

Un tiro di somme

Alcuni giorni fa ho aperto un sondaggio riguardo ai "generi" che si preferiscono. Chiedo scusa per il ritardo di questo post, a fine articolo vi accenno il perché. Intanto ecco i risultati.

  1. Quella roba sui templari, il medioevo, la religione ecc. 3 (16%)
  2. Gli horror con sangue, sesso, mostri e cose simili. 2 (11%)
  3. Fantascienza colle astronavi e gli alieni. 1 (5%)
  4. Quelli con una trama intrecciata, il genere è irrilevante. 5 (27%)
  5. Psicologici, filosofici, di crescita interiore. 3 (16%)
  6. Fantasy (soprattutto con maghi, elfi, spade, castelli e draghi). 8 (44%)
Ecco la classifica dei "generi" vincitori:
  1. Fantasy (soprattutto con maghi, elfi, spade, castelli e draghi). 8 (44%)
  2. Quelli con una trama intrecciata, il genere è irrilevante. 5 (27%)
  3. Psicologici, filosofici, di crescita interiore. 3 (16%) / Quella roba sui templari, il medioevo, la religione ecc. 3 (16%)
  4. Gli horror con sangue, sesso, mostri e cose simili. 2 (11%)
  5. Fantascienza colle astronavi e gli alieni. 1 (5%)
Ci faccio ora una riflessione. Sarà che il mio blog è orientato verso il Fantasy, il genere che preferisco scrivere e leggere (anche se su quest'ultima cosa, oramai, ho dei dubbi io stesso); fatto sta che è in cima alla classifica. Allora, viste le vendite, non deve sorprendere.
Mi stupisce (positivamente) che le trame intrecciate siano al secondo posto. Ma ritengo credibile che coloro che hanno votato questa scelta predichino bene e razzolino male. È facile dirlo, ma magari poi costoro vanno a comprare i libri sputtanati, e di per sé non è un male, però esistono tanti romanzi "intrecciati" e sconosciuti.
Per i romanzi psicologici credo valga lo stesso discorso di prima. Una cosa è leggere Paulo Coelho, un'altra è sciropparsi il romanzo di qualche drogato allucinato (leggasi post precedente :]). Insomma, ci vuole equilibrio. La scelta della roba sui templari/medioevo/religione la interpreto come una moda ancora non morta. Ma capisco anche che è il mistero, che piace. Il problema con questi romanzi è che prendono, meschini, la religione, un elemento con idee cementificate da millenni, per abbattere appunto queste idee con ipotesi plausibili (plausibili 'sta verga, scusate, sono una persona che se ne infischia se Gesù era sposato, se aveva un figlio, o se sparava laser dagli occhi o sputava fuoco: queste sono cazzate, per me Gesù poteva anche essere nero e gay). La gente ama questi "misteri svelati", perché sono plausibili, dato che non c'è un vero e proprio quarto muro nella storia. In un fantasy, per esempio, la Sospensione dell'incredulità dev'essere grossa quanto una casa, perché devi ammettere mille cose, un mondo a parte, un tempo a parte, leggi fisiche diverse, esistenza di razze nuove, ecc.
Gli horror banali sono al penultimo posto, e io sono contento.
La fantascienza è all'ultimo posto, con un solo voto (su 22). Sembra fatto apposta per contrastare FM - il cui sondaggio ha rivelato ben altro, e se non erro il mio sondaggio è precedente a questo di FM - ma credetemi, non è così.

So che questo sondaggio è abbastanza relativo, visto l'esiguo numero di votanti. Ma, perdonate, ho posto 7 giorni di scadenza, ed esclusi i miei visitatori assidui, gli altri utenti arrivano qui per puro caso, cercando il modo in cui preparare una scaletta, o, la più strana ricerca che abbia mai visto: "Leggende di ovini nella poesia" o qualcosa di simile. I visitatori quindi non sono necessariamente "scelti".
Anche se, dunque, i dati per la ricerca sono esigui, io li ritengo ugualmente validi.

mercoledì 23 gennaio 2008

Svago: Parabola

Un ulteriore svago musicale. Avevo preparato un post, alcuni giorni fa, ma chissenefrega, ora voglio postare questo.
La canzone è dei Tool, un gruppo che fino a poco tempo fa scartavo a priori - pensavo facessero musica elettronica o chessò io -. Il titolo è Parabola, ma include un'altra canzone che è legata, Parabol. Dura solo 10 min. Se non vi piace potete anche non ascoltarla ovviamente. Cazzi vostri. XD

sabato 12 gennaio 2008

Svago musicale: A change of season

Sotto il video - 1 di 4, trovate i link a fondo pagina - segue un commento a riguardo, da leggere.

La canzone di oggi è Change of season, dei Dream Theater. Se avete venti minuti liberi, ascoltatela. «Che? Venti minuti? Ma questo sta male». No, non sto male. Invece di vedere le donnine nude, spenderete ventiquattro minuti in modo più soddisfacente.
I Dream Theater sono un gruppo progressive metal, un genere più sobrio rispetto all'heavy, e più impegnativo; i brani durano solitamente più di quattro o cinque minuti, e arrivano anche alla mezzora... se volete informazioni più precise, consultate questo link di Wikipedia, ma ora vi cito alcune caratteristiche.
  • Il virtuosismo [l'abilità tecnica di, in questo caso, eseguire un brano] dei singoli strumentisti, in alcuni casi portato a livelli estremi;
  • i brani si appoggiano su un utilizzo molto frequente di tempi dispari;
  • pur basandosi sugli stilemi tipici metal, vengono spesso riprese alcune sonorità di altri generi; in particolare l'utilizzo di scale di derivazione classica, le dissonanze del jazz e i tempi sincopati della fusion. In alcuni casi, si fa anche ricorso a musiche ispirate al ragtime piuttosto che arrivare a riprendere temi di cartoon o comunque sonorità che, in modo ironico e dissacratorio, spezzano in maniera improvvisa il suono delle chitarre. Quest'ultima caratteristica è tipica dello stile di Jordan Rudess dei Dream Theater.
  • I testi del progressive metal (...): possono essere ispirati alla mitologia o alla letteratura, come pure possono trattare di dilemmi interiori e drammi personali; quasi sempre in essi trova spazio una certa vena introspettiva. Ogni gruppo tende a specializzarsi su un argomento piuttosto che un altro, anche in base alle immagini evocate dalla loro musica.

Chiunque riesca ad ascoltare tutta la canzone riceverà un premio in danaro fantasy. Ovvero, nulla.
Buon ascolto. :D

Seconda parte.
Terza parte.
Quarta parte.

martedì 8 gennaio 2008

Sui passi dei grandi

Mi sto procurando un'agendina priva di giorni, colle pagine tutte bianche, tipo diario insomma, ovviamente sponsorizzata da banche o similia (quelle cose che dànno gratuitamente: io aborro uscire e andare a comprare ciò che si può ottenere senza il vile danaro :D); non vedo l'ora di usarla.
Non perché può darmi l'aria da Hemingway (mi sarei già comprato un moleskine, a quest'ora, e poi non mi sogno di raggiungere Hemingway, ma come minimo di superarlo ^^), ma per comodità. Ho notato infatti che molte delle mie migliori idee si trovavano su block notes coi fogli volanti... In uno di questi blocchi - che ho chiamato Blocco Sacro con disegnato tanto di triangolo ciclopico, perché ogni volta che qualcuno mi chiedeva di vederlo, rispondevo come un dannato: «Arrrrh fermo, è sacro, lascialoooo!» - avevo messo col nastro adesivo delle linguette triangolari ai bordi, per infilarci vari fogli, e una "tasca" sulla parte interna della copertina. Troppi, troppi fogli disordinati e sempre pronti a volare via.

Invece questo fantomatico e rivoluzionario diario-agenda, riflettendoci bene prima ancora di sperimentarla, come faceva Galileo, avrà i seguenti pregi:
  • I fogli non se ne volano, stanno rilegati per bene.
  • La copertina morbida di cuoio è troppo figa - tranne se è marrone, brrr -, e può anche dare l'impressione di un grosso moleskine.
  • Volendo lo si può portare in giro senza rilevanti fastidi.
  • 1. Se è un'agenda vera e propria, si può sfruttare il suo aspetto "calendariesco" come indice, senza dover numerare le pagine.
    2. Se è una specie di diario, basta mettere un numero dove si vuole, come punto di riferimento, e scrivere da qualche parte le pagine che contengono argomenti di una certa importanza
Tutte le mappe, gli schemi, gli elenchi, le cronologie, eccetera, non andranno di certo perdute, anzi: dato che per ogni mappa perduta ne abbozzavo una nuova, e per pigrizia trascuravo molte cose, ora che nessuna mappa scapperà, sicuramente la qualità del lavoro sarà migliore, per non parlare della comodità dell'organizzazione.

Se usate un quaderno o, peggio ancora - come ho visto a un autore famoso che non oso citare nuovamente sennò mi denunciano per diffamazione -, un quadernetto di Topolino, colle righe, be', state freschi. Non so voi, ma io non mi troverei. T'impongono quanto puoi scrivere, anche se scrivi piccolo e stretto, e se fai i disegni, diventano uno schifo visto che sotto ci stanno i righi (o, per andare sull'orrido, i quadretti).

Messaggio subliminale del post: boicottate lo stato e le industrie della carta. :)

lunedì 24 dicembre 2007

Buon natale a tutti! :)


Colgo l'occasione per tenervi aggiornati e farvi gli auguri allo stesso tempo.

Il racconto della strega è in fase di ultimazione. Lo ammetto, non ho combinato quasi niente in questi giorni - ma posso spiegare perché! -, e al più presto lo finirò. Spero di poter accompagnare il racconto con le illustrazioni di una bravissima amica - ma ancora devo chiederglielo, quindi meglio non fare conclusioni. ^^ Se riesco, un mio amico potrebbe anche provvedere per una piccola melodia...

Il mio pc si è fottuto, perdonate la volgarità ma non v'è altro termine più preciso. Ieri, giornata maledetta, mentre leggevo i commenti al post precedente, se n'è andata la corrente, il monitor ha risucchiato l'immagine, due-tre flash e buio assoluto. Quando la corrente è tornata, il pc non si avviava più. Vi spiego cosa succede esattamente, ma se non volete sciropparvi sta noia mortale, passate avanti. Ebbene, mi parte tutto, solo che mi dà la schermata da cui posso decidere come avviarlo (provvisoria, dall'ultima impostazione, normalmente ecc..). Le ho provate tutte ma niente, sembra andare e all'ultimo si riavvia. C'è un file d'avvio che non riesce a caricare. Se provo ad avviarlo normalmente, esce la schermata colla barretta che si muove (la bandierina di Windows Xp ecc...), poi finisce, esce in un lampo una schermata blu, non faccio in tempo a leggere nemmeno una lettera che già s'è riavviato. Sob: o, come ha detto il Duca Carraronan, mi tocca far passare da hdd a hdd i dati e formattare, o boh, reinstallare windows sulla partizione libera (chissà che casino... due windows contemporaneamente per il mio Baracca V... l'ho già fatto una volta, mobbasta).

Buon Natale a tutti! Oggi è lunedì 24 dicembre dell'anno del Signore 2007, scrivo da un altro pc, nel freddo di una cantina... accogliente sì, arredata e bella, ma fredda XD. Fra qualche minuto vado a suonare. Stasera festeggio cogli amici. Spero vi divertiate pure voi; anzi, se fate qualcosa di originale, suggerite pure!, così prendo spunto. Buon Natale a tutti! :)

P.S. So che è la vigilia, ma non credo proprio che domani avrò tempo per scrivere un post. :P

domenica 9 dicembre 2007

Svago domenicale: Immigrant song


Per lo svago domenicale di questa settimana: Immigrant song, dei Led Zeppelin. Magari qualcuno, leggendo questo titolo, dirà: "E chi la conosce, sta canzone?". E invece no. La conoscono tutti, fa parte di quelle canzoni storiche di cui la gente non ricorda il titolo né il compositore. Vi incollo il testo della canzone, ché è legato stretto stretto al fantasy, in un certo senso, dal punto di vista storico. :)


Ah  ah
We come from the land of the ice and snow
>From the midnight sun where the hot springs blow.
The hammer of the gods
Will drive our ships to new lands
To fight the horde singing and crying:
Valhalla I am coming!
On we sweep with threshing oar
Our only goal will be the western shore.
Ah ah
We come from the land of the ice and snow
>From the midnight sun where the hot springs blow.
How soft your fields so green,
Can whisper tales of gore,
Of how we calmed the tides of war.
We are your overlords.
On we sweep with threshing oar,
Our only goal will be the western shore.
So now you'd better stop and rebuild all your ruins,
For peace and trust can win the day
Despite of all your losing

mercoledì 5 dicembre 2007

Pubblicare online


Qualcuno ha la malsana idea che i racconti pubblicati su internet siano o brutti, o di scrittori che non sono riusciti a farsi pubblicare. Aho! Macché! Di solito non prendo una posizione precisissima, nei post, per lasciar spazio al dialogo costruttivo piuttosto che al litigio (tuttavia quest'ultimo, visto come esercizio lessicale, è sempre produttivo! :).
Metto in chiaro come considero e cosa penso della pubblicazione online: la pubblicazione online è essenziale. Anzitutto uno scrittore a 360°, secondo me, dovrebbe saper dare importanza alla propria personalità e alle proprie opere. Farsi un sitarello o un blogghetto, pure brutti, è già un ottimo inizio. Diffondi i tuoi lavori, se sei fortunato leggi dei commenti, se sei strafortunato ricevi commenti costruttivi, e così ti fai conoscere. Quasi in ogni casa c'è un computer, e oramai, uno dopo l'altro, tutti si collegano a Internet (altre bollette e soldi da sganciare, mannaggia a sto governo di vecchi scemi!): così è molto più facile farsi conoscere.
Dato che alcuni scrittori, pubblicati e anche famosi, hanno pure loro un sito/blog/quellochemin**iahanno, noi scrittori inpubblicati abbiamo l'opportunità di visitarli, di scambiare opinioni, e anche di poter ricevere, un giorno, una visita da parte dello scrittore!
Penso che tutti gli scrittori (artisti in generale, musicisti, poeti...) dovrebbero avere un loro spazio web, aggiornato e commentabile.

Perché non pubblicare on line? Perché noi scrittori che perdiamo tempo ad aggiornare blog e scrivere racconti per questo o quel sito o forum, dovremmo essere "scrittori frustrati che non hanno mai pubblicato"? Non sarà magari che chi ci (e dico ci) affibbia questo epiteto altri non sono che rosiconi nullafacenti, privi di fantasia e volontà di scrivere, apertura mentale e applicazione informatica per farsi conoscere e scambiare idee?
Sarà forse che pubblicare online ciò che si è scritto con passione e per amor dell'arte, senza quei fini editoriali che si pensano secondari, sta scomodo a chi, invece, un vero scrittore non è?