giovedì 3 luglio 2008

Sul Conte di Montecristo e altre cose che meritano menzione


Ho infine terminato la lettura del Conte di Montecristo di Dumas. Senza perdere tempo:
La copertina è molto bella (bisogna valutare anche queste cose). Peccato però che si è letteralmente staccata dal blocco intero di pagine - e mi è rimasto un mattone di fogli incollati ma privi della copertina.
Ma parliamo del romanzo.
Conoscete tutti la storia, suppongo. Non mi farò scrupolo di citare gli eventi (spoiler) che accadono all'inizio del libro.
Anzitutto, il 60% del romanzo è un di più. Dall'inizio fino a pagina 176 è un capolavoro, nonostante lo stile (lo dice anche Eco, è un bel romanzo con un brutto stile). Mi preme ora aprire una grossa parentesi sullo stile.
Non ci sono scuse: sebbene sia dell'800, l'autore ha uno stile spesso noioso, sembra insulti il lettore (Tucidide, più vecchio, è migliore).
  1. C'è un abuso inimmaginabile di "quantunque". Esistono anche "benché", "sebbene", "malgrado", "nonostante", però il traduttore (ma, io temo, l'autore) usa sempre la stessa parola, imperterrito.
  2. I dialoghi sono poco credibili, eccettuati alcuni punti grandiosi che si possono contare sulle dita di una mano. Ancora, sarà per il forte spirito francese di Dumas, ma tutti dicono sempre "Mon Dieu". O meglio, il traduttore (credo) ha riportato quell'esclamazione sempre nella stessa formula. «Eh, mio Dio...» dicono i personaggi, ogni due-tre pagine. Fossi stato io a tradurre, avrei sostituito con un Perbacco o Perdinci (si noti che "Perdinci" dovrebbe essere una sorta di "Per Dio", censurato ed entrato nel vocabolario)
  3. Il narratore dialoga col lettore, e non va bene. Ma vabe'. La cosa insopportabile è che il narratore ricorre a formule del tipo: "Non occorre dire che...", "È inutile dire che...", "È scontato dire che...", ma alla fine dice!. Se è superfluo, e lo ammette il narratore, perché deve dirlo?! È irritante!
  4. Ci sono avverbi a non finire, ma si sa, Il conte di Montecristo è un feuilleton.
I personaggi (lo fa notare anche Eco) sudano grosse gocce e cadono di peso sulle sedie. Ma, aggiungerei io, impallidiscono, avvampano ecc. di continuo. Ancora, reagiscono con un tale pathos a certi παθέμεια che io mi rifiuto di credere, davvero, che possano fare simili cose. Esempio. Qualcuno dice che qualcun altro è morto. Nella Bibbia (popoli pressocché primitivi) ci si strappava le vesti e ci si cospargeva di cenere il capo. Nel Conte di Montecristo la gente alza la testa e le mani al cielo, fa strane espressioni colla bocca, fa tante cose strane. Azioni degne della nonna salentina più bigotta del mondo.

Una nota che mi preme comunicare: ci sono pagine e pagine in cui si discutono situazioni finanziare incomprensibili, in primis perché non credo ci sia molta gente che capisce di luigi, scudi, ecc., ma, come se non bastasse, il narratore insiste nello spiegare astute manovre economiche di cui io, sinceramente, non ho capito una mazza (e non era nemmeno necessario capirlo, visto che era indifferente per il proseguimento della trama: zwiiip, da cancellare).
Non ci sono veri e propri colpi di scena. Tolti due o tre eventi, tutti gli altri sono scontati, diciamo; si intuiscono a decine di pagine di distanza. Ma l'inizio (fino a pagina 176) e la fine sono sublimi. La storia in sé è grandiosa, soprattutto l'inizio, il fattore scatenate, il casus belli, sarà per questo che nei film viene data maggiore importanza alla parte (paradossalmente) più interessante, ovvero i 14 anni di prigionia di Dantès nella prigione sull'isola d'If.
Il problema del romanzo è la lunghezza. Ma io ho già un'immagine di Dumas e il proprietario del giornale su cui pubblicava la storia.


Monsieur Alexandre sta seduto su una raffinata poltrona, in una mano gli fuma un sigaro, nell'altra qualche caccola. Lui ama fumare e scaccolarsi. Davanti a lui c'è l'editore, dietro una grande scrivania colma di roba.
«Monsieur Dumas...» dice l'editore del giornale. «Abbiamo letto l'inizio del romanzo e... ehm desidera un fazzoletto?»
«Non, merci beaucoup. Allora?»
«Sì, dicevo, ci piace molto quest'inizio, insomma, è davvero... uh là-là
«Oui.» Dumas dà una boccata al sigaro e fa qualche cerchio in aria.
«Ebbene, vi pagheremo [tot] luigi per ogni pagina.»
Dumas guarda l'uomo, flippa via una caccola, afferra il bicchiere poggiato senza contegno sulla scrivania e beve una lunga sorsata. Si asciuga colla manica e dice: «Di più.»
«Uhm... d'accord, [tot] luigi, non uno di più.»
Dumas rutta. «Bon, affare fatto. E questo giornale... esce ogni giorno?»
«Oui
«Uh là-là... uhuhuh.» Dumas fa qualche calcolo colle dita. Tot luigi d'oro per pagina, il giornale esce ogni giorno, tot luigi alla settimana, tot luigi al mese, tot luigi l'anno, più gli introiti e il guadagno per il teatro... gli occhi di Alexandre diventano due luigi d'oro. «Bon, Monsieur.»
«La storia ci è piaciuta molto, soprattutto la prigionia di Edmondo Dantès. Avete già scritto una scaletta... avete un'idea di come continuerà?»
Nella testa di Dumas frullano solo le tette delle donne con cui ha avuto le dozzine di figli illegittimi. Si risveglia, capisce la domanda, le tette si sostituiscono col povero Dantès in prigione, e poi pagine bianche. "Allora arrivano gli alieni, lo rapiscono..." comincia a pensare Dumas.
«Oh, niente alieni ovviamente» avverte l'editore.
«Merd... D'accord. Vi porterò domani le prossime dieci puntate. Sarà una storia mooolto lunga. Wuhahahahahah~...»

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Finito il Conte di Montecristo, ho cominciato a leggere questo libro di Bernard Wolfe, Limbo: Il sistema «IMMOB». Ebbene, citando nuovamente il Fantozzi della corazzata Potëmkin: «Questo libro è una cagata pazzesca!!»
L'inizio non dico che prometteva bene ma quasi. Poi ecco che arriva l'infodump. Ma vabe'. Poi ecco che arrivano le seghe mentali sulla lobotomia, il pacifismo ecc. Poi, se pensavo che quelle di prima fossero seghe mentali, no, mi sbagliavo!, non era niente. Bazzecole. Arriva la filosofia, la politica, la cibernetica. Io tollero tutto stoicamente. In pratica la storia avanza di un passo, poi si ferma per pensare a mille cose, quindi riprende e fa un altro passo, ma, ancora, si riferma e pensa. Il romanzo ha 400 pagine circa. A pagina 300 mi sono fermato: proprio quando la storia aveva preso una piega interessante, il protagonista scappa (si assiste a un'america cambiata, ecc., è bello) ma, forse mi è sfuggito il senso perché dormivo, forse perché pensavo alle tette, forse perché senza alcuna ragione e alcun senso, il protagonista ha qualche attacco psichedelico. Non so proprio come sia successo, ma comincia ad avere un fottuto flashback introspettivo, e dopo questo flashback (che proprio flashback non è, perché si mischia a visioni), arriva un'orgia mentale, pensieri sparsi, triti e ritriti, scritti in post-modernico o chennesoìo, insomma: CHE PALLE. Non ho mai interrotto la lettura di un libro, o, se è successo, l'ho poi ripreso dopo (o forse si trattava di una caso estremo). Questa è stata la prima volta. E ho fatto bene. Stavo solo perdendo tempo.
Ho cominciato i Demoni di Dostoevksj. Che bel respiro d'aria fresca! E dire che l'amico Fëdor era povero, miserabile, coi debiti, con lutti alle spalle, lutti davanti, gioielli averi e calzoni messi in pegno, perdite alle roulette, incubi, epilessia. Il più sfigato degli uomini almeno scriveva come Dio comanda.

15 commenti:

Carraronan ha detto...

Bel commento sul "Conte di Montecristo", chiaro e che non teme di criticare un Mostro Sacro della letteratura, e spassosa la scenetta dell'incontro Dumas-Editore. :-D

Il romanzo di appendice quando eccede irrita e allora, come per l'altra appendice, va estratto chirurgicamente. :-)

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Grazie. :D Ci ho pensato due volte, effettivamente, ma Mostro Sacro o no, le cose stanno così. :P Inoltre, non ho nemmeno parlato di pareri personali.

Gamberetta ha detto...

Non ho mai letto Il Conte di Montecristo però ho visto l’anime Gankutsuou. Non è male, anche se i disegni hanno uno stile stranissimo, per la serie: “sì, mentre disegnavamo eravamo strafatti e ce ne vantiamo pure!”

Non ho letto neanche l’altro romanzo, ma da come ne parli questo Bernard Wolfe potrebbe essere il fratello scemo di Gene Wolfe. Invece pare che in gioventù sia stato la guardia del corpo di Leon Trotsky. Mah!

P.S. Spassossimo Dumas dall’editore! ^_^

Simone ha detto...

Simpatico, ma povero Dumas come l'hai trattato male! Per il resto con 'sta storia del "si fa" o "non si fa" ti stai infognando di brutto: a me l'autore che parla piace, mi trasmette la presenza di qualcuno che racconta la storia e lo trovo molto più "caldo" dei romanzi asettici che magari vanno di moda adesso.

Simone

Lo Sparviero ha detto...

Ha!Ha! Ti si è staccata la copertina!
Scherzi a parte: finalmente vi siete fatto vivo, signor Taotor. Mi raccomando cercate di non trastullarvi troppo mentre siete in vacanza ;).
Il Conte di Montecristo... concordo che l'ostile dell'autore è noioso in molti punti. Spassossimo "incontro" Dumas-Editore :)!
Uh là-là! Devo scappare.
Buone vacanze :)!

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Gamberetta, lol, ho leggiucchiato da Wikipedia e, incredibile, ci sono davvero gli alieni! X°D

Simone, sì ti capisco benissimo, infatti appena finirò i Demoni, scriverò (ne sono quasi sicuro) una bella stoccata contro lo stile "scenneggiaturale" moderno. Ad ogni modo, il caso in questione (Immob) è davvero estremo! Ti sfido a leggerlo! Anzi, ti sfido a leggere un particolare tratto politicofilosoficointrospettico quando fuori c'è il sole e la f*ga. XD Scherzo. Ma poi non tanto. ^^

Gloutchov ha detto...

Beh... Dumas dovrebbe essere perdonato, almeno in parte, perché quei romanzi li scriveva a puntate... venivano pubblicati su riviste che potrebbero essere paragonate agli attuali STOP, NOVELLA 3000 etc etc...

Considerando che gli veniva imposto di scrivere tot pagine a settimana per la pubblicazione, probabilmente non si è mai accorto delle ripetizioni continue che fai notare... non perdonabile invece l'editing attuale, che avrebbe potuto fare un po' di pulizia.

Federico Russo "Taotor" ha detto...

@sparviero, eh, succede... Eppure io non sono uno che spalanca i libri.. Grazie e buone vacanze anche a te!

@Glauco, nell'introduzione è scritto che l'editing e la traduzione hanno tolto le ripetizioni e tutte quelle formule, risparmiando così un 25%... Immagina tu come doveva essere l'originale!

Alessandro "Okamis" Canella ha detto...

Ciao Federico. E' da qualche settimana che bazzico sul tuo forum, senza però osar palesare la mia presenza (non far caso all'odierno tono poetico; ho ricevuto una bella notizia e non ci sono molto con la testa).
Ti scrivo, comunque, per due ragioni. La prima è farti i complimenti per il blog (in particolare quest'ultima recensione l'ho trovata allo stesso tempo coraggiosa e divertente). La seconda è chiederti una piccola mano. Da pochi giorni ho aperto un mio blog (http://invisibili-confini.blogspot.com/), dove mi piacerebbe postare i miei racconti. Ho notato che da Taotaria è possibile scaricare i tuoi come PDF. Non è che potresti dirmi come fare per ottenere lo stesso risultato? Purtroppo su queste "cose" sono ancora un dilettante... Grazie mille in anticipo, e perdona l'OT.

P.S.: mi permetti d'inserire il tuo blog nella sezione "Siti preferiti" del mio?

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Ciao Alessandro. Grazie per i complimenti. Per lo scambio di link non c'è problema ;), ho visto il tuo blog e ha una grafica incantevole... *_* Lo visiterò spesso.
Riguardo ai racconti pdf: Taotoria è un sito con struttura di blog (Wordpress), in realtà però è solo un dominio gratuito: mi sono semplicemente registrato a http://it.altervista.org/ e ho creato il mio sito. Altervista ti permette questo, visitalo e saprai tutto. Ebbene, io non faccio altro che esportare i miei racconti in formato pdf e caricarli direttamente nel sito (puoi farlo attraverso le pagine stesse di altervista o con un server ftp, di quest'ultimo ce ne sono a dozzine gratuiti sul web - io uso core FTP).

Se hai qualche dubbio chiedi pure via mail (federico.taotor@gmail.com). ^^

Alessandro "Okamis" Canella ha detto...

Grazie mille della dritta, Federico. Vedrò a questo punto di creare "sito raccoglitore" pure io, perchè le colonne da blog non sono certo l'ideale per postarvi dei racconti (spacialmente quando sono particolarmente lunghi come molti dei miei XD).

gg ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
gg ha detto...

Ciao Taotor, è da un po' che leggo il tuo blog e lo molto trovo interessante. Ho anche letto un paio dei tuoi racconti... magari un giorno di questi li commento :)

Anch'io ho finito di leggere Montecristo qualche settimana fa: pienamente d'accordo con te, su tutto. La prima parte è certamente la migliore e per certi versi molto moderna, mentre la parta italiana e quella francese in cui si pongono le premesse per la vendetta finale sono esageratamente luuunghe! A me ha colpito in particolare il momento della fuga e la scena in cui raggiunge a nuoto l'isola vicina alla prigione, l'immagine di Edmond che nuota con l'oscurità davanti e sopra di lui, l'oscurità sotto i suoi piedi, il gelo dell'acqua, la comparsa improvvisa delle 'fiamme pietrificate' e l'imminente tempesta... Per non parlare delle riflessioni su disperazione e sucidio, toccanti nonstante siano infarcite dall'inevitabile (vista l'epoca in cui è stato scritto) e banalizzante impostazione religiosa.

Simpatica la scena Dumas-Editore, ma non credo che le cose siano andate in questo modo. Da quanto ho letto, pare che Dumas abbia cominciato il romanzo con il personaggio di Franz, quindi partendo dall'isola di Montecristo e la parte romana. A quanto pare soltanto per il suggerimento di un suo collaboratore (leggi: affiatato e ben pagato ghost writer)Auguste Maquet, tornò indietro per raccontare quelle che sono le scene più conosciute del romanzo (il Castello i'If e tutto ciò che lo precede...). Quindi, se fosse stato per Dumas, il romanzo sarebbe stato in tutto e per tutto quel gonfio e intricato feuilleton di cui parlavi tu... Che dire? Grazie Maquet e viva i ghost writers :)

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Ciao Gg ☺, sì, effettivamente è così - non ricordo se sta scritto all'inizio, nell'introduzione del romanzo o su Wikipedia, ad ogni modo avevo letto anch'io che non solo era stato proposto a Dumas di inserire la parte di Dantès giovane, ma anche che l'avventura in Italia era stata consigliata - dato che lui aveva vissuto sei anni in Italia, e lo dice anche come narratore ( mischiando autore/narratore -.-'').
Credo che Dumas volesse partire direttamente con "Sindbad", il ricco conte di Montecristo, dal passato misterioso.^^ Difatti, dando un'occhiata all'anime citato dalla crostacea, gli autori lo hanno fatto partire così, in medias res.
Ho fatto la scenetta pur sapendo di questo fatto perché, mon Dieu!, avrà pur scritto una sinossi, il nostro caro Alexandre! ^^
Ciao e torna presto, sei il benvenuto. ;)

Anonimo ha detto...

bah! Io non trovato tutti questi errori di cui parli. Secondo me o l'hai letto superficialmente o hai comprato un'edizione di merda.In giro se ne trovano parecchie tradotte a cazzo di cane e
che non rendono giustizia al romanzo.