mercoledì 22 febbraio 2012

Segnalazione: Assaggi d'autore, Geralt di Rivia

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Geralt di Rivia The Witcher videogioco romanzo fantasy Andrzej Sapkwowski Non troppo tempo fa ho pubblicato un piccolo elenco di libri che non finirò mai di leggere (questo è il post).
Alcuni erano davvero tremendi, altri invece avevano qualcosa per cui potevano salvarsi. Tra questi, La spada del destino, di Andrzej Sapkwowski, si caratterizzava per uno stile migliore di tanti altri fantasy, ma cascava sui dialoghi e diversi luoghi comuni.
Dato che il post si chiamava "Libri che non finirò mai", questo significa che il mio parere si è basato sulle prime impressioni - per cui molto discutibile e sicuramente soggettivo. Nei commenti è infatti emerso che Andrzej Sapkwowski non fosse così male. Ma io ho alzato le mani e ribadito le mie impressioni.

Barbara Trianni, responsabile dell'ufficio stampa dell'editrice Nord, mi ha segnalato un'iniziativa che riguarda proprio i romanzi di Andrzej Sapkwowski. In occasione dell'uscita del Sangue degli elfi, l'ultimo romanzo di Sapkwowski, è possibile (cliccando qui per esempio) poter scaricare gratuitamente un ebook che contiene tre estratti, uno per libro, da Il guardiano degli innocenti, La spada del destino e Il sangue degli elfi - che uscirà domani.
L'iniziativa mi sembra buona, si può leggere, avere un'idea e decidere se continuare o se non fa al vostro caso.
Oso aggiungere che queste iniziative dovrebbero essere la norma, per tutti i romanzi (ma anche per le non fiction) e per tutte le case editrici. Il Duca ha anche approfondito ulteriormente la questione, per quanto riguarda le anteprime e altri modi di trattare il lettore.
Ad ogni modo, è gratis, quindi chiunque non abbia letto Sapkwowski e ne avesse voglia, può scaricarsi l'ebook per poi decidere cosa fare.

mercoledì 8 febbraio 2012

Segnalazione: Lone Wolf, librogame su DS

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lupo solitario lone wolf librograme gratis rom ds emulatore

Sì, ok, il blog sta facendo un po' la muffa. Capitemi, è periodo d'esami, e questa neve non fa altro che prolungare la sofferenza, rimandando gli appelli a chissà quando.

Nel post sul pdf gratuito del Teschio di Agarash, la brava Zero aveva commentato segnalando, dello stesso Progetto Aon, un'altra iniziativa degna di rispetto. Purtroppo il suo commento è rimasto lì a "chiudere" il discorso, ma è servito per questo post (e lo ringrazio).
Si tratta di ben 5 librogame di Lupo Solitario (chi legge saprà di cosa sto parlando, in caso contrario basta tornare con la mente agli anni '90 o googlare il tutto), convertiti in versione giocabile per Nintendo DS. Non è grandioso? Il DS si ruota e diventa come un libro, e coi tasti o col pennino si selezionano le opzioni. In pratica il DS fa da eBook reader interattivo.
La rom di ogni gioco si può scaricare gratuitamente da qui, e caricare - credo - su una card apposita (chi ha il DS sa cosa fare).
"E se io non ho il DS?" Non ce l'ho neanch'io, niente paura. Esistono gli emulatori, come questo. Dato che, materialmente, il DS andrebbe ruotato a mo' di libro, si può scaricare questa minuscola applicazione, che con un click destro offre varie opzioni, e permette di ruotare la schermata dell'emulatore, di ingrandirlo a schermo intero, e via dicendo. Se avete eventuali problemi (e.g., come settare lo slot per il salvataggio), cercate su Google. Io in meno di 5 minuti ho risolto tutti i problemi e ho giocato subito.

Questa versione virtuale dei librograme è molto bella, l'ho davvero apprezzata. Chiunque abbia mai giocato col libro cartaceo si ricorderà che per ogni "vai al n°#" bisognava sfogliare pagine su pagine (e questo allungava di molto il gioco, e stancava un po'). Persino col pdf sul computer è un problema giocare.
Questa versione per DS risolve ogni problema (dallo sfogliare le pagine al tenere appuntate le caratteristiche del personaggio, l'equipaggiamento, pescare un numero dalla tavola random, ecc.), è tutto immediato con un click di pennino (o di mouse). Mi piace persino la musichetta in sottofondo!

Per chi apprezza il genere questa è una perla gratuita imperdibile. Immagino che possa non piacere o annoiare chi preferisce animazioni, grafica, azione. Certo, è comprensibile: i librogame sono stati inventati in un periodo in cui i giochi e videogiochi non erano come oggi, mancavano i mezzi e le tecnologie, e il fantasy veniva concepito principalmente attraverso D&D e i romanzi prodotti in quel periodo (alias rappresentazioni artistiche e descrizioni narrative). Cioè molta fantasia e relativamente poca grafica - se si pensa ai numerosi film ma soprattutto giochi attuali, incredibilmente scenografici e visionari, non il "banale" pseudo-medioevo degli anni '80.
Con tutta la neve che sta cadendo in questi giorni, direi che non sarebbe male svagarsi un'oretta con Lupo Solitario.

martedì 24 gennaio 2012

Agenzia Duca: un assaggio pratico

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agenzia duca valutazione correzione bozze racconti scrittura editing

Come ormai saprete, il Duca ha aperto un'agenzia - Agenzia Duca - di valutazione testi, editing, consulenze e vero e proprio insegnamento alla scrittura in prosa per narrativa di genere.
Non starò qui a "presentarla". Potete cliccare sul link e leggere direttamente tutto ciò che volete sapere a riguardo.
Non esiste niente di simile in Italia, e ho seri dubbi che esista qualcosa di simile in Europa.
Conosco il Duca (virtualmente, ahimè; non ci siamo ancora visti di persona) da qualcosa come sei o sette anni, forse qualcosa di più. La sua passione per scienza, storia e letteratura non ha eguali - per non parlare di politica, economia, fiction e tutto il resto. Sa quel che fa e quel che dice, e per questo motivo è degno di fiducia. Se si mettono tutte queste qualità all'interno di una professione, allora si può star certi di essere nelle mani giuste.
La narrativa, per i più, è un po' come la politica o la psicologia. La gente ne parla e paradossalmente crede di saperne di più di chi l'ha studiata. D'altronde tutti votiamo, tutti facciamo inferenze su atteggiamenti e comportamenti altrui, e questo ci fa sentire esperti, al punto da ignorare la voce di chi è davvero esperto in materia.
L'Agenzia Duca in pratica consiste nella conoscenza acquisita da anni di studi teorici ed empirici in ambito letterario, il tutto condensato in un prodotto di altissima qualità (la valutazione, l'editing e via discorrendo) che non si limita alla "raffinazione" di un elaborato grezzo (Il mio mitiko racconto fentesi!!!1), ma in un vero e proprio corso rapido di formazione.
Ma mettiamo da parte la "promozione"; c'è chi la sa fare molto meglio di me.
Veniamo al post in questione.

Tanti anni fa, il Duca cominciò praticamente a farmi da Mecenate (o meglio, da Cicerone, o entrambi). Ero un giovanissimo scrittore fantasy che scriveva... be', come tale. Male. Inviai al Duca alcune pagine di un racconto che stavo scrivendo (avevo 15 o 16 anni) e lui me le restituì con modifiche, cancellature e "insulti" (lol). Le correzioni erano del tipo: "Perché mai un ufficiale di quel grado si reca di persona su quell'isola senza una scorta per ascoltare un nano che spiffera delle informazioni segrete sulla situazione politica del suo regno?" O ancora: "Non si capisce niente dai termini che usi per indicare le parti della nave: impara i termini adeguati o lascia perdere!"
Sono esempi banali, ma ricchi di significato. Lo scrittore fantasy (e non solo) standard, privo di un'educazione adeguata, si rifà talvolta a fiction di scarsa qualità che, unite a una mancanza di senno e di cultura, danno luogo alle schifezze che vediamo sugli scaffali delle librerie.
Il Duca, allora, era un ottimo editor (parliamo di 7 anni fa, eh!), ma al tempo stesso era lettore appassionato, cinefilo, videogiocatore e tanto altro. Grazie alla sua pazienza, al suo interesse, e alla sua fiducia, ho goduto, in questi anni, di suggerimenti e talvolta anche di piccoli editing (si noti che ho pubblicato solo racconti, in questi anni).
Il trucco sta nel saperli cogliere.
Ammetto di aver fatto spesso di testa mia. Qualche volta ho ignorato alcune sue correzioni o ho riscritto peggio di prima certe parti.
Ma tutto sta nella presa di coscienza che scrivere non equivale a buttare giù ciò che ti viene in testa (e pretendere di ricevere lodi). Scrivere bene significa informarsi e imparare per tentativi ed errori, cercando di applicare delle norme che altri hanno stabilito allo stesso modo, per tentativi ed errori.
Ignorare tali norme significa voler "riscrivere la scrittura" da zero. Un po' come voler imparare regole già note della Fisica partendo non, per esempio, da Newton, ma prima ancora, dai greci. Una follia, uno spreco di tempo e di forze, per non avere alcun risultato.
Ora, con l'approvazione del Duca, vi propongo la bozza di un racconto che ho scritto 4 anni fa. Sarà superfluo dire che da quel racconto a ora ci passa un abisso, non tanto di tempo quanto di maturazione tecnica. Le regole indicatemi dal Duca le ho apprese e applicate, ma soprattutto assimilate, al punto da non incappare più in particolari errori.
Così com'è il racconto non è affatto tremendo, ciò nonostante la correzione del Duca dimostra come un racconto accettabile possa migliorare di molto.
Inoltre, le correzioni stilistiche del Duca, motivate e contestualizzate, insegnano a non commettere più gli errori fatti (in pratica, un investimento per tempo ed energie future).
Ho convertito il file in un pdf, raggiungibile cliccando qui.
Buon divertimento.

venerdì 6 gennaio 2012

Impressioni fulminanti | Amnesia, the dark descent

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amnesia the dark descent pc game survival horrorA dicembre ho provato alcuni giochi. Dopo la leggera delusione di The Witcher, mi sono "riscattato" con questoAmnesia, The dark descent.
Si tratta di un survival horror in prima persona.
Sei un giovane che si risveglia in questo castello abbandonato, completamente buio. L'obiettivo è uscirne (possibilmente intatto e con tutte le rotelle a posto).
Sembra che questo gioco spaventi a morte anche i più forti. Ed è comprensibilissimo.
L'atmosfera è da incubo. Il castello è grande, la luce è pochissima, tant'è che il massimo che si può ottenere, in una stanza priva di luce e senza lanterna in mano, è un tenuissimo bagliore azzurognolo che permette a malapena di distinguere le sagome degli oggetti.
Il punto forte del gioco, però, è la manifestazione di "sintomi psicotici", per così dire. La percezione dello spazio è incerta: i corridoi, le pareti, si avvicinano e si allontanano quando la sanità mentale vacilla, ovvero quando si è lontani da fonti di luce. In alcuni casi si possono avere allucinazioni più o meno vivide, visive e uditive.
Non si hanno armi a disposizione ma solo una lanterna (con olio limitato, che si può recuperare durante la, per così dire, "escursione") ed esca e acciarino per accendere candele e lampade (anch'essi limitati).
Durante il gioco si sviluppa anche la storia del castello, di come ci si trova lì, recuperando diari e appunti sparsi per le stanze.
In alcuni casi bisogna risolvere dei "puzzle" per poter trovare vie segrete o sbloccare porte, ma nonostante il mio personalissimo disdegno verso questi "minigiochi" che poco c'entrano, di solito, con la storia, devo ammettere che in Amnesia non stonano affatto.
L'interazione con gli oggetti è incredibile: si possono afferrare casse, sedie, aprire ante e cassetti, lanciare libri, spostare assi di legno. Non sempre è effettivamente utile, ma il bello sta nel poter usare questi oggetti in maniera personale: dai video che ho visto su Youtube, mi rendo conto di come ho affrontato diversamente certe situazioni, o di come, addirittura, mi sia perso particolari "apparizioni" perché concentrato altrove ecc.
Ho apprezzato molto la libertà d'azione e di esplorazione.
Nel 2008 Will Smith è stato premiato agli Mtv Movie Awards come migliore performance maschile in Io sono leggenda. Preso il premio, ricordo che si disse sorpreso dato che il film consisteva in lui, da solo, e la telecamera.
Riscontro un paradosso simile con Amnesia. Ci sei tu e il castello. Le premesse, così, sembrano pessime, e invece è uno dei migliori giochi a cui abbia mai giocato.
Consiglio a tutti (tranne ai facilmente impressionabili, a chi soffre di ansia, tachicardia ecc.) di giocarci.
Oserei dire che è un po' come giocare un racconto di Poe.

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Link utili:

giovedì 22 dicembre 2011

Libri che non finirò mai - dicembre 2011

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Quando si tratta di leggere, a me non piace perdere tempo con letture pessime.
Mi sento preso in giro, noto tutti gli errori o le scelte infelici o i cliché e tutta la schifezza che ammorba la letteratura fantasy. E mi arrabbio, mi sale la pressione, tremo, mi scappano bestemmie, rompo qualcosa.
Dato che c'è gente più masochista di me, cioè persone che godono nel soffrire leggendo schifezze, persone come questo o quest'altro, lascio a loro l'ingrato compito di terminare romanzi scrausi.
Io mi avvalgo del diritto di "recesso dal contratto" entro le 40-50 pagine (o primo paragrafo).
Non sapendo come scegliere le letture, alcune le ho trovate in una lista di ebook scaricabili, per altre sono andato su Fantasy Magazine e ho cercato, tra le recensioni, quelle di romanzi col voto massimo.
Che gran criterio!

La spada del destino the witcher fantasy novel andrzej sapkowskiLa spada del destino, di Andrzej Sapkwowski.
Questa è la recensione di FM (4/5).
Avevo parlato, due post fa credo, di The Witcher il gioco. Avevo letto grandi cose del gioco e anche dei romanzi. Avevo notevoli aspettative.
Sebbene mi avessero avvertito, tra i commenti al post sopracitato, della qualità della scrittura di Sapkowski, ho continuato la lettura.
Ecco il voto che darei io stando a quanto ho letto:
Due stelle per lo stile: non è buono, ma è sufficiente a narrare una storia senza attirare su di sé la mia rabbia del lettore. Peccato per il resto.
I personaggi sono banali stereotipi fantasy. In realtà già il protagonista, Geralt, è una specie di Marty Stu, ma anche i restanti personaggi non offrono nulla. La prima storia è una caccia a un drago dorato da parte della compagnia di eroi. Uau! Candidato al nobel per l'originalità. "Ma è una scelta voluta, quella di sfruttare i più noti tòpoi del Fantasy!" Bella scelta di merda!
Altra cosa: i dialoghi, nonostante qualche As you know, Bob, sono poco al di sotto della sufficienza. Tutti parlano in modo un po' forbito, educato. Non c'è nulla di male, se non fosse che i personaggi non sono coerenti con ciò che dicono, cioè alcuni di loro sono assassini e guerrieri e maghi temerari, nani rozzi, e tutta l'osteria; le volgarità però sono volutamente evitate, e la credibilità già flebile rimane appesa non a un filo, ma a un capello. Non c'è motivo per cui continuare a leggere, ma in realtà neanche a non continuare.
In realtà ci sarebbe un motivo: sicuramente qualche lettura migliore, da cercare. Perché accontentarsi?


Greg Keyes il re degli alberi fantasyIl re degli alberi, di Greg Keyes.
Questa è la recensione di FM (4/5).
Conoscevo già la copertina di questo romanzo. Nel mio periodo di forte dipendenza da Fantasy lo avevo intravisto più volte in libreria, ma ero preso da altre letture.
L'ho trovato su un forum, e gli ho dato un'occhiata. Il mio voto?
Mezza stella. Non ho potuto leggere troppo, perché l'As you know, Bob mi ha privato della vita. Un estratto di pagina 3:
Thaniel per un attimo tacque, e quando rispose non usò il suo solito tono scherzoso. «Carsek, non ti conosco da molto tempo, ma insieme abbiamo massacrato i giganti vhomar al Guado del Silenzio. Ne abbiamo uccisi talmente tanti da fare un ponte coi loro corpi. Insieme abbiamo marciato nella pianura Gorgone, dove un quarto della nostra compagnia è stato ridotto in polvere. Ti ho visto combattere, conosco la tua passione. Non me la dai a bere. La tua gente è schiava da più tempo, è vero, ma è la stessa cosa. Uno schiavo è sempre uno schiavo e noi vinceremo, Carsek, brutto mostro dalle mani insanguinate. Quindi bevi questo e pensa a quanto sei stato fortunato ad arrivare fin qui.»
O ancora:
«Voglio questo e voglio quello! Anch'io vorrei una ragazza bella in carne, di nome Alis o Favore o Come-Posso-Accontentarti, seduta in grembo e che mi nutre di prugne. [avete letto bene, vuole che lo alimenti di prugne, NdTaotor] Vorrei dieci pinte di birra e un materasso imbottito di piume di cigno [ma non vi vuole la ragazza sopra, NdT]. Eppure eccomi qua, ancora immerso nel fango con te ["con te", lol, NdT]. Che cosa ottieni con tutti questi desideri? Riesci a vederlo il nemico?»
«Vedo campi che fumano all'orizzonte, anche sotto questa schifosissima pioggia. Vedo tombe-trincee che noi stessi abbiamo scavato. Vedo quella maledetta rocca, grande come una montagna. Vedo...» Vide un muro nero, che cresceva sempre di più a una velocità impressionante.
«Vento di lame!» gridò, rigettandosi nella trincea. Per la fretta atterrò con la faccia nel fango che puzzava d'ammoniaca e cancrena.
«Che cosa?» domandò Thaniel, ma proprio in quel momento anche il so-le grigio fumo sopra di loro scomparve e il suono di migliaia di spade su migliaia di coti venne a scorticargli il cervello. Due uomini, che non si erano abbassati in tempo, caddero nel fango, mentre dai loro colli ormai senza testa zampillavano schizzi di sangue.
«Un'altra dannata magia skasloi» disse Thaniel. «Te l'avevo detto!»
Nelle prime pagine non mi era chiaro neanche a chi appartenesse il pov, ammesso che vi fosse.
Ma la magia "vento di lame" è troppo superpowa ed è l'unico motivo che mi fa pensare alla possibilità di riprendere a leggerlo. Spero che vi siano altre idee così tamarre. Mi attizzano più di Zwei.
Nel forum di FM qualcuno paragona Keyes a Martin per la gestione dei pdv e per il modo cruente con cui toglie di mezzo i personaggi. Mah. Rimando il giudizio al futuro. Ma per il momento, "per me è no".


Mistborn Brandon Sanderson fantasy l'ultimo imperoMistborn - L'ultimo impero, di Brandon Sanderson.
Questa è la recensione di FM (4/5).

Questo l'ho trovato su FM e ho voluto leggerlo. Poi ho visto che l'autore era lo stesso che aveva terminato la saga della Ruota del Tempo di Jordan.
L'inizio non è coinvolgente, è noioso e approssimativo. Lo so, è difficile catturare l'attenzione del lettore in poche righe. Nessuno ha detto che sia facile. Certo, Abercrombie con The blade itself c'è riuscito, almeno per quanto riguarda me.
La noia di per sé si può sopportare, bisogna comunque dare una possibilità al romanzo, può sempre riprendersi.
Mi sono ritrovato davanti, però, degli infodump, che a essere buoni possono derivare dal pov del protagonista, ma non c'è nessun pensiero verbalizzato, per cui è difficile da credere. Si tratta di infodump banalissimo, ammazza-divertimento.
Il dubbio si può avere, quindi si potrebbe andare avanti per una ventina di pagine.
Ma perché perdere tempo? Mi ha annoiato: altri autori sanno catturare all'istante la mia attenzione, o con la storia o con lo stile narrativo. Non ci sono giustificazioni nemmeno per gli altri.
Per me è no.


warcraft richard a knaak il pozzo dell'eternità fantasyIl pozzo dell'eternità, di Richard A. Knaak
Con questo FM non ha nulla a che fare, fortunatamente.
Anche questo - insieme ai restanti due dell'immancabile trilogia - l'ho trovato in ebook su un forum.
"Eh grazie al cappero, tu ti cerchi la robba tamarra dei videogiochi, è normale che poi fa schifo"
Cose simili non dovrebbero essere scontate: se si vuol pubblicare un romanzo - non un fumetto, di cui almeno ti godi i disegni -, deve essere decente, che sia ispirato a un gioco o a un film. Non è mica scandaloso pretendere che un romanzo sia accettabile al di fuori dei gusti personali del lettore!
Questo romanzo si può benissimo cestinare senza leggerlo.
Un ottimo criterio di valutazione di un brano è osservarne la struttura "tipografica"; insomma, la pagina. Mi pare lo dicesse anche King, ma non ci metterei la mano sul fuoco.
Una pagina fitta rivela qualcosa che non va, non respira, evidentemente è pesante.
Una pagina frastagliata, dinamica, ricca di capoversi, può rivelare un ritmo incalzante, un'economia di parole.
L'inizio del Pozzo dell'eternità è un grosso infodump con pov libero, una telecamera fluttuante in stile Quel ramo del lago di Como. Una schifezza, molto simile allo stile degli autori di fan fiction o degli scrittori Fantasy che non hanno mai scritto niente.
Una panoramica delle prime due pagine del Pozzo dell'eternità. [cliccare per avere l'immagine un po' più grande]
Grazie al cielo, o meglio, al mio Opus, non ho dovuto spendere un centesimo per constatare quanto fossero brutti (o non adatti ai miei gusti, mettiamola così) i libri sopraelencati. Certo, prima di comprare un libro si può sempre darci prima un'occhiata, ed è la stessa cosa.
Per quelli nel cellophane invece la scelta è più semplice: si eliminano a priori.