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giovedì 17 dicembre 2009

17 modi per farsi due risate


Ero al pc con un amico, quando questi esclama: «Voglio farmi del male!» e digita "Twilight Forum" su Google.
Mentre io facepalmo, il masochista festeggia, saltella sulla sedia e facendo scorrere la pagina del forum coi vari thread dice: «Sai cosa vorrei trovare? Una di quelle discussioni stupide, tipo "Raga secondo voi chi è più figo, Edward o Bella?"».
Ed è stato allora che incontriamo il post incriminato che io ora qui vi propongo. L'autrice citava un elenco di 17 modi per trattare bene i libri della saga.

Doverosa premessa (con diplomatiche motivazioni) per evitare fastidiosi commenti di 14enni esaltate. [se non appartieni alla schiera, puoi anche saltare oltre]
Seguono i commenti che il post potrebbe ricevere: li anticipo per scoraggiare qualche paladina del vero Fantasy: sarebbe noioso e fastidioso.
  • Se non hai letto i libri non puoi fare certi commenti!
  • La Meyer è la scrittrice migliore di tutto il mondo forever!!!1
  • Sei invidioso xché non sei come Edward!!
  • Sei invidioso xché non hai scritto un capolavoro come Twilight!
  • Sei invidioso xché la Meyer è ricca!
  • Se tutte leggono Twilight ci sarà un motivo!
  • Non è importante come è scritto un libro, ma l'importante è che ti dia delle emozioni, come è successo con me!
  • Sei un amico di Gamberetta!
  • Gamberetta è scema!
  • Sono una 14enne esaltata e non so che cazzo dico!
  • Licia 6 mitika! Viva Nihal!
  • Leggi Twilight!
Gamberetta ha motivato la sua recensione, io l'ho letta, mi sono divertito, le credo, non ho tempo da perdere per leggere le vaccate, se a qualcuno piace la Meyer cazzi suoi, mi sento migliore di un qualsiasi personaggio inesistente nella realtà, affronto la scrittura nel modo che preferisco e di sicuro non ho intenzione di guadagnarci, se migliaia di persone si danno una martellata nelle balle non è detto che farlo sia necessariamente benefico, idem con la lettura di Twilight, le emozioni che mi danno i libri scritti male iniziano con un brontolio allo stomaco e procedono con l'emissione di flatulenze, sì, virtualmente conosco Gamberetta da qualche anno, e ne sono felice, Gamberetta sarà pure scema ma tu che leggi Twilight non hai proprio speranze, sì, non capisci un cazzo, e uhm, temo ti stia confondendo con qualche altra autrice geniale, e infine no, non leggerò Twilight, e tu non mi convincerai, né mi farai cambiare idea, non so quello che mi perdo eccetera eccetera, ma sai cosa? Non me ne frega un cazzo delle tue opinioni.

Ci sono cose che semplicemente non meritano parole.

***

Il post incriminato è questo, e attinge da un articolo che "purtroppo" si può leggere solo se registrati al sito, ma con un abilissimo (...) trucco da hacker, potete leggere qui la pagina dalla cache del server.
In rosso i miei commenti, naturalmente estranei alla pagina originale:

1. Dopo averli letti, appoggiateli con delicatezza sopra una scrivania sgombra, alla luce/ombra di una lampada [luce/ombra???]. Non spegnete la lampada e se necessario acquistate un rilevatore di movimento che segua tutti gli spostamenti dei libri. [perché è risaputo che i libri, appena possono, mettono le gambe e se la svignano, lol]

2. Non fate mai le orecchie alle pagine. [Strappatele direttamente.] Usate sempre i segnalibri di Twilight. [quanto ti pagano, eh? Quanto ti pagano per la pubblicità occulta? Parla!]

3. Non fateli mai cadere per terra, neanche incidentalmente. Sono creature molto sensibili. Pentitevi, se l'avete fatto anche solo una volta. [ci sono incidentalmente passato sopra con un caterpillar dopo avergli dato fuoco, ricoperto di letame e pisciato sopra: va bene uguale?]

4. Non osate mai dire o pensare che odiate un vampiro, cattivo o no. Ricordatelo sempre: sono vampiri e potrebbero mangiarvi. [Lol, non per essere puntiglioso, ma mi pare di aver letto che fossero, LOL, vegetariani, no?]

5. Evitate di mangiare o bere durante la lettura. [rimettereste sicuramente il tutto] Perchè? Mentre mangiate, una meteora può colpirvi in testa e far schizzare tutto quello che avete in bocca sui libri. [LOL! L'autrice di 'sta roba era ubriaca o cosa?] Peccato mortale.

6. Mai, e sottolineo mai, dire o pensare che un Cullen è brutto. Loro sono splendidi, con una voce come il velluto, sexy e bellissimi. Vorreste essere uno di loro. ["Ma anche no. C'avrò pure io i miei problemi, no?" - cit.]

7. Rosalie non è dura, narcisista o gelosa. E' adorabile, come Alice e Esme. E' soltanto una vampira incompresa che non ha potuto scegliere la sua creazione. [Chi cazzo è Rosalie?]

8. Non mettere mai su un libro della saga qualche libro che non sia collegato alla saga stessa. [Il primo potrebbe rischiare di ricevere influssi benefici dal secondo - ci vuole poco - e apparire bello. O, più probabile, il secondo potrebbe essere infettato dall'influsso bimbominkioso del primo]

9. Mai disprezzare un qualunque personaggio della saga, libro o film. Se lo fate, vi mangeremo. Parola nostra. [Edward è gay. Allora?]

10. Adorare questi libri. Onorare questi libri. Inginocchiarsi davanti a questi libri. Ricordate, sono libri sacri. [Ovvio, sono gli unici che avete letto.]

11. Mai maledire qualcuno o qualcosa mentre si stanno leggendo i libri della saga. [???]

12. Se solo dite o pensate che Edward appartenga a voi e non a Bella e che Bella non conta niente o viceversa, verremo lì e vi spareremo in testa. Appartengono l'uno all'altra - il vampiro e l'umana, il leone e l'agnello. [Mimì e Cocò, Stanlio e Ollio, Totò e Peppina] Fatevene una ragione.

13. In nessuna circostanza, cercate di recitare o imitare la scena di Tu sei la mia vita ormai o qualsiasi gesto o frase fa e dice Edward. [O farete la fine di Ian McKellen col Macbeth]. Potete solo desiderare di essere Edward Cullen.

14. Mai usare un libro della saga per commettere una violenza. [Lo è già solo leggerlo] Usate una sega. [Che di sicuro è più divertente e vi fa passare meglio il tempo, invece che legger... ah, come? Non intendeva quella?]

15. Non infilate le unghie nella copertina di uno dei libri della saga, potreste rovinarlo. [???]

16. Prendete esempio da Mike Newton. E' un romantico molto determinato, prendete esempio da lui. [Non so chi sia, ma ok.]

17. Se dite qualcosa su Edward, Emmett, Jasper o Carlisle, scateneremo i Volturi e daremo la colpa a VOI. [Edward, Emmett, Jasper e Carlisle sono finocchi e puzzano.]

INFRANGETE UNA DI QUESTE REGOLE E JAMES VI TROVERA' ANCHE AI CONFINI DELL'INFERNO. [Ma al momento può trovarmi sul cesso, se vuole.]


Fine. :)


sabato 9 febbraio 2008

L'ennesima perla

Poco fa ho aperto il browser e dato un'occhiata alla pagina iniziale, Fantasy Magazine. E ci trovo questo articolo, un po' in disparte, in realtà, ma l'ho cliccato perché degli altri due non mi fregava un'emerita cippa.
Il succo della questione: una certa Antonia Romagnoli ha scritto un romanzo dal titolo Il segreto dell'alchimista, un normalissimo titolo standard e non poco scontato che però, guarda caso, aveva già adottato un'altra scrittrice, Mariangela Cerrino, e FM ce ne parla in questo articolo, in quanto la stessa Cerrino ha inviato una lettera alla redazione.
Mi sento in dovere di difendere la povera Antonia. Ella non ha alcuna colpa in tutto questo - sebbene i toni della Cerrino siano davvero bonari ed è evidente che non voglia far alcuna questione.
Se uno scrittore usasse il titolo di un mio racconto per il suo, anche se lo facesse involontariamente, io involontariamente verserei benzina in casa sua e involontariamente getterei una sigaretta accesa sul pavimento.
Ma in questo caso il titolo è davvero banale! Il segreto dell'alchimista. È difficile trovare titoli buoni, dico sul serio. Si finisce sempre per scegliere qualcosa come "Il/la [qualcosa] di [qualcos'altro]", come Il signore degli anelli, o I pilastri della terra, o Il pendolo di Foucault, o Il nome della rosa. Ma, non so voi, io trovo davvero standard "Il segreto di [qualcosa]", così come "Il mistero di [chennesoìo]".
Insomma, mi viene da dire all'autrice che per prima ha usato questo titolo: "Te la sei cercata!"
Ma entrambe le autrici non hanno colpa. Perché, diamine, quale editore così rimbambito non fa una fottutissima ricerca su google per vedere se quel titolo esiste già?? E soprattutto: perché gli editori puntano costantemente ai titoli "fighi" che fighi non sono, visto che addirittura alcuni ne fanno una burla (come ha fatto il Duca Carraronan, da me citato in questo post).

Posso dire che tutto quello scritto sopra sia un excursus, visto che la perla di questo post riguarda l'articolo su Antonia Romagnoli, l'ennesima vittima di un giornalista a noi noto. Vi incollo il modo in cui esordisce questo grand'uomo, il lettore capirà al volo di chi parlo. Mi scuso con Antonia Romagnoli, perché per colpa di tale giornalista sembrerà quasi la si sminuisca e diffami. Non è così, è solo il talento del giornalista a farlo sembrare.


Dire ormai che il fantasy italiano sta vivendo un periodo d’oro può quasi passare inosservato. Ci stiamo facendo l’abitudine a tutte queste nuove uscite. A tratti non sembra nemmeno vero. Ma in questo caso, parlando di Antonia Romagnoli e di Il Segreto dell’Alchimista, il genere fa ancora una volta uno scatto in avanti. Evolve. Cambia. Nascono nuove e davvero piacevolissime contaminazioni, come in questo romanzo: in bilico tra il nostro mondo e uno tipicamente fantasy (Le Terre) dove, tra maghi naturali e cavalieri, subentrano efferati delitti e i segreti di un Alchimista realmente vissuto. Realtà, immaginazione, fantasia, giallo, thriller, danno un’opera avvincente, di ben 604 pagine, capace di condurre il genere italiano in nuovi e inesplorati territori.


lunedì 28 gennaio 2008

Un pessimo recensore per un bravo scrittore

Prego lor signori di commentare solo dopo aver letto l'articolo per intero.

Stamane ho aperto il browser e ho dato un'occhiata veloce alla Homepage, Fantasy Magazine - sob. Non posso non notare l'articolo a cui hanno dato più importanza:

Marco Davide e la Lama del Dolore
FantasyMagazine intervista per i suoi lettori un altro scrittore fantasy nostrano. E questa volta ci soffermiamo in compagnia di Marco Davide, autore della Lama del Dolore, primo volume della Trilogia di Lothar Basler


Questo mi ha fatto ricordare una battuta del Duca Carraronan che mi ha fatto cadere dalla sedia per le risate. Ero in dubbio sul titolo da dare al racconto In cammino con la strega, e lui mi ha risposto: "Posso darti un titolo in stile mondadori? Le Cronache delle Guerre delle Streghe Volume 1 - La Marcia della Figlia del Demonio".
Questa volta abbiamo a che fare con Curcio. Ma il recensore scarso è sempre lo stesso.

La Lama del Dolore, primo volume della Trilogia di Lothar Basler, è l’ennesima scommessa tutta italiana della Armando Curcio Editore. Un fantasy dall’aroma gotico, così Marco Davide, autore del romanzo, definisce la sua stessa opera: un volume dalle tinte fosche, avventuroso ed epico. Una storia che narra, con un linguaggio tipicamente fantasy, del mondo "reale". Lothar Basler torna a Lum dopo sette anni nell'esercito dei Principati. Lo sospinge la forza dell'odio, dell'amore e del dolore, che riporta in vita roventi verità sepolte insieme a una spada. La stanchezza è soffocante, i nervi sono rosi dall'attesa, la mente scorticata dal dolore. Ma l'impresa deve essere comunque compiuta. Perseguitato da incubi e braccato da demoni e presenze occulte, Lothar affronta il destino assieme a un gruppo di compagni “inciampati” quasi per caso nelle trame della sua sorte.

Risparmiate ogni commento: ora arriva la parte forte.

Ecco è questa, a grandi linee, la presentazione di un romanzo che vuole scostarsi dai cliché del genere e raccontare ben altro, così come ci dice lo stesso Marco Davide in questa nostra intervista.


La quarta di copertina non è penosa, è da suicidio. Ma il recensore sembra quasi faccia ironia su questa disgrazia! Ribadisce la sua inadeguatezza nel recensire! Come se non bastasse, in copertina c'è quella che, per quanto ne so, sembra una katana; il romanzo ha atmosfere oscure, gotiche, ma né il recensore né l'autore ci danno alcun indizio che identifichi l'opera come anche minimamente orientale quanto ad ambientazione.

L'intervista che segue però ci mostra un autore intelligente che non dice cavolate. Anzi, mi sento in dovere di lodare queste parole:
" Il disegno e la scrittura sono due delle passioni principali che ho maturato negli anni. Per il primo ho palesato una predisposizione naturale (mai davvero istruita) sin da molto piccolo, la seconda si è sviluppata appena più avanti. "

Bene! Tutti gli autori sono soliti dire che scrivono sin da piccoli, che è una cosa innata, un talento naturale ecc... Mai uno che dice le cose come stanno. A scrivere s'impara col tempo, non è possibile nascere geni.
" Molti sostengono che ci sono diversi prodotti scadenti in giro, innalzati oltre i meriti dai meccanismi del mercato "

Non è che lo dicono molti, è un dato di fatto.
" Eppure io credo nel potenziale creativo degli italiani in materia, e dico che c'è anche molta qualità. Abbiamo bisogno di entusiasmo e di altrettanta critica costruttiva perché la letteratura fantasy qui da noi è giovane e ha parecchia esperienza da consolidare. Puntare il dito per partito preso, come purtroppo vedo accadere ogni tanto, non l'aiuterà a percorrere molta strada. Personalmente faccio il tifo per il fantasy italiano e non da scrittore, bensì da viscerale appassionato. "

Tutto vero, condivido. Bravo.

Insomma, questa è un'altra prova di come uno scarso recensore/giornalista riesca a far decadere un autore sconosciuto prima ancora che il lettore vada a leggerne il romanzo. O almeno, questo è solo un mio parere. Chi è il recensore in questione? Beh, dopo aver letto l'articolo di FM, incredulo di fronte alle boiate del recensore, sono andato a vedere, solo ad articolo letto, il nome. Ebbene sì, potete immaginarlo anche voi.
Luca Azzolini.