giovedì 14 marzo 2013

Impressioni fulminanti | Le tre stimmate di Palmer Eldritch, di Philip K. Dick

La verità è che ho finito di leggerlo più di un mese fa, quindi questa è un'impressione molto a freddo. A malapena ricordo i nomi dei personaggi.
Ora invece mi trovo impantanato con un romanzo fin troppo lungo, di cui parlerò sicuramente in futuro. Appena lo finirò.
Tipo l'anno prossimo.
Le tre stimmate di Palmer Eldritch è stato recensito e consigliato da Tapiro in questo post, andatevelo a leggere. Io qui ci spreco giusto due parole.

Nel complesso, Le tre stimmate è un bel romanzo, nel senso che vale la pena leggerlo, non è tempo perso.
D'altro canto i suoi contro quasi bilanciano i pro.
Le idee sono molto interessanti. Il Can-D, il Chew-Z, il terraforming di Marte, i precog, la figura di Palmer Eldritch.
Lo stile di Dick è anche abbastanza buono, come sempre essenziale e mirato allo sviluppo della storia. Più o meno.
Ok, diciamo le cose come stanno. Dick da un lato dipinge il background della storia senza spiegazioni (il surriscaldamento globale, i ricchi che vanno in Artide per stare più freschi, i DJ sui satelliti che trasmettono informazioni - questo poi visto da noi del "futuro" è divertentissimo, visto che i disc-jockey praticamente sono costretti a stare nei satelli che orbitano e trasmettono limitatamente all'area che stanno sorvolando), dall'altro si mette a rigurgitare informazioni su altri punti, veri e propri infodump con tanto di wall of text; un po' di questi provengono dal narratore, un po' dai dialoghi.
E proprio riguardo ai dialoghi: ci sono momenti di "rivelazione" in cui i personaggi pensano e/o danno voce a monologhi filosofici d'impronta esistenzialistica. Sembra quasi che escano dai loro panni per speculare un po' sul Sé, sulla percezione soggettiva del mondo, su ciò che è reale e ciò che non lo è, e via discorrendo.
Accanto a questo, alcuni personaggi si comportano in maniera totalmente assurda.
Mayerson, il protagonista, prende decisioni palesemente impulsive e irrazionali. Non persegue né un obiettivo preciso né compie scelte influenzate dagli affetti. Ho avuto come l'impressione che Dick non sapesse bene come muovere quel tal personaggio in quel tal luogo, e l'avesse quindi semplicemente preso e messo lì senza tanti complimenti.
Per ultimo, com'è evidente, alcune idee forti del romanzo non sono ben spiegate. Il progetto Perky Pat non si capisce bene cosa sia, Dick fa discutere i personaggi a riguardo, li fa agire, ma nella maniera più oscura per il lettore. Allo stesso modo il funzionamento del Can-D relativamente al Perky Pat non è chiaro, e la cosa che appare più chiara è il funzionamento del Chew-Z... Finché a un tratto non si contraddice.
Infine, la storia è (letteralmente) sconclusionata. Ci sono questioni irrisolte, personaggi che semplicemente scompaiono e il finale è brusco, si interrompe senza dare tante spiegazioni.
A parte questo, comunque, il romanzo scorre, le idee spingono a leggere e a parte cadute di braccia causate da infodump e soliloqui esistenziali, si legge con interesse.
E grazie a Dio Dick non è prolisso.

lunedì 18 febbraio 2013

La mia Esclusiva Custodia per eReader personalizzata

Appena comprai l'Opus mi è capitato diverse volte, per i primi mesi, di fare sogni in cui mi cadeva e si rompeva.
Non serve una laurea in Psicologia per capire che avevo una paura folle di perdere quell'aggeggino.
Nell'acquisto dell'Opus era inclusa la custodia in neoprene (si veda il vecchio post sull'Opus), una custodia però in cui l'eReader puoi solo infilarlo ed estrarlo, rigida, senza chiusura. Una specie di calzino rettangolare, rigido, aderente. Ovviamente non ti permette di leggere, ma solo di portarlo in giro al sicuro.
Per tutto il tempo in cui ho usato l'Opus andavo in giro con la custodia, per sicurezza. Persino quando leggevo al bagno me lo portavo al sicuro nella custodia, o mentre cucinavo, e ovunque mi trovassi la prassi era: estrarre il lettore dalla custodia, tenere la custodia a portata di mano, leggere, e a ogni interruzione o pausa metterlo in standby e re-inserirlo nella custodia.
Il problema è ovvio: nel momento in cui leggevo, il lettore non era protetto, era a rischio.
Dato che con il Kindle non è compresa alcuna custodia, all'acquisto, ho ben pensato di farmene fare una su misura, secondo le mie richieste specifiche.
Ed è così che ho ottenuto la mia Esclusiva (e un po' megalomane, lol) Custodia Personalizzata.


Le custodie di Amazon sono anche fighe, certo. Ma:
  1. Costano troppo
  2. Sul web alcuni lamentano danni a carico del dispositivo (rovinano i "contatti"), ma non posso confermarlo perché non ne possiedo.
  3. La resistenza varia a seconda del materiale.
Mentre altre società che fanno custodie di tutti i tipi:
  1. Costano troppo pure quelle.
  2. Impiegano materiali rigidi che alla prima caduta si rompono.
E poi l'incubo hipster, l'incubo no-global ecc., il fattore principale comune a tutti i prodotti sul grande mercato:

SONO FATTE IN SERIE.

Veniamo alla mia Esclusiva Custodia superpuccissima.
L'ho fatta fare su mia richiesta secondo le mie indicazioni precise, che erano sostanzialmente due:

- Protezione assoluta contro eventuali cadute
- Praticità di lettura/cambio pagina/collegamento al pc.

Di conseguenza, la custodia è morbidissima, è come un piccolo piumone invernale, simile quasi agli astucci dei colori che avevamo alle elementari. Solo che quelli erano sagomati e rigidi, mentre la mia Custodia Esclusiva è flessibile: se nonostante le mie cure dovesse cadermi il lettore, sarebbe come se atterrasse su un materassino di salvataggio dei pompieri. Se cadesse in verticale, invece, gli elastici tubulari smorzerebbero l'energia di caduta (almeno spero), e il lettore non risentirebbe di nessun contraccolpo.
Mi spiego meglio con le immagini:


Dando un'occhiata alle custodie di Amazon e compagnia, ho notato che gli angoli per fissare il lettore erano piuttosto costrittivi e rigidi. Con dei semplici elastici cuciti in maniera tale da coprire la giusta proporzione di angolo, il lettore è più libero (e non assorbe gli urti, secondo il mio parere), ma soprattutto anche estrarlo risulta più facile. Inutile dire che sbatacchiando la custodia aperta in tutte le direzioni (cosa che, com'è ovvio, ho fatto), il lettore rimane fermo, non vola via.
Come potrebbe mai venire sbatacchiato il lettore? direte voi. Non accade, è vero, ma volevo provare.
L'apertura a libro l'ho preferita con la chiusura con bottone. Le fanno anche con la zip, ma - per me - non ha senso. Cioè, non cambia molto, è vero, ma:
  1. Le zip sono note per incepparsi e/o uscire del tutto dai binari (motivo principale).
  2. Aprire una zip è più scomodo che slacciare un bottone: la zip richiede due mani, il bottone solo una. Provate a sbottonarvi il jeans o la camicia con una sola mano, e poi provate ad aprire la zip di un astuccio di colori delle elementari con una mano.
In questo caso il bottone non è a pressione (così è più sicuro), ma anche a pressione sarebbe stato ok. La mia richiesta però era che non fosse assolutamente a zip.
Il colore nero era doveroso: mi piace, si abbina con il lettore, è professionale, ecc.
Inoltre - e questa è una cosa a cui nessun uomo indolente come me penserebbe mai finché non gli viene fatto notare - la mia Esclusiva Custodia, essendo fatta interamente di tessuto (cotone, se non sbaglio), fatta eccezione per gli elastici e il bottone, è lavabile. A mano, in lavatrice, non so, ma comunque se il gatto dovesse pisciarci sopra o il coinquilino di merda sbronzo dovesse usarla per vomitarci, non succederebbe nulla (giù con detersivo e ammorbidente).
[Però è consigliabile lavarla senza lettore inserito. Così, per la cronaca.]
Si parlava di unicità.
Non sono un hipster, ma ho un'insofferenza innata verso le cose di massa per così dire "senza profitto". Odio l'omologazione distruttiva, in un certo senso le stesse mega-società come Amazon, per il solo essere quello che sono, mi fanno passare la voglia di ingrossare le loro già obese tasche.
Ok, di fatto mi sono fatto fare una custodia su misura, secondo le mie personalissime direttive. E sì, ad alimentare la megalomania in cui affogo ci sono sopra pure le mie iniziali ricamate (like a fuckin sir!). Ma essenzialmente desideravo qualcosa di praticissimo e non ho pensato ad abbellimenti.
E la cosa deve aver fatto mangiare le unghie alla sarta a cui l'ho commissionato, visto che ha un'esperienza decennale nel confezionamento di abiti da sposa. Che per quanto ne so è tipo la massima espressione tecnica della sartoria.
E non mi risulta che le custodie vendute sul web siano fatte da sarti tecnicamente virtuosi. E visti i prezzi a cui le vendono (da 30€ in su), dovrebbero essere dei capolavori, e non prototipi in serie.
Insomma, se bisogna spendere, bisogna investire per il meglio. Così la penso io.

Morale della favola: ci si può accontentare di ciò che propone il mercato e sottostare alle sue imposizioni, oppure si può usare il cervello e non rinunciare alle proprie aspettative.
Con la mia nuova custodia non devo più preoccuparmi che il lettore si frantumi, leggo con più tranquillità e non temo più per il lettore.
In più, con la diffusione che stanno avendo gli eReader, mi piace considerarli dei "compagnoni" (il mio "vecchio" Opus l'ho messo da parte ma non voglio staccarmene, un po' perché è stato il mio primo lettore, ma soprattutto perché mi ha permesso di leggere decine di libri per più di un anno, e sebbene ormai non lo usi più, ci sono comunque affezionato). Di conseguenza non mi dispiacerebbe immaginare un futuro in cui tutti hanno il proprio eReader al sicuro nella propria originalissima custodia personalizzata.

domenica 3 febbraio 2013

Segnalazioni | Pyrus mini, un eReader puccioso

Qualcuno si ricorderà della recensione del Pyrus, fatta qualche mese fa, nell'estate del 2012, immagino.
Proprio ieri, alla Mediaworld, ho scoperto dell'esistenza della versione "ridotta", il Pyrus Mini.
Tornato a casa mi sono informato un po' di più, e a quanto pare si tratta, in effetti, di un prodotto piuttosto recente (dovrebbe avere un paio di mesi, forse tre). Non avendolo provato, vi rimando alla recensione fatta da eBookReaderItalia, che mi pare onesta ed esaustiva.
Riassumendola, in pratica non differisce in nulla rispetto al Pyrus classico, se non per le dimensioni. Ho fatto diverse foto, ma a scatola chiusa, quindi vi suggerisco la galleria di eBookReaderItalia su facebook, ricca di scatti interessanti e sicuramente più chiari rispetto ai miei.
L'unica foto più utile che abbia scattato potrebbe essere questa, dato che mette a confronto il Pyrus mini con due tablet, uno di 7'' e l'altro da 10'' (o comunque qualcosa di simile).


Praticamente ha le dimensioni di un cellulare. Ho fatto un confronto col mio Galaxy S2, e praticamente combaciavano. Per fortuna eBookReaderItalia ha avuto la stessa pensata e l'ha documentato con una foto:


Lo schermo è leggermente più grande, e la larghezza dell'intero dispositivo è naturalmente superiore, ma non di molto. Considerando un Galaxy S3, che è notevolmente più panciuto dell'S2, si potrebbe dire che il Pyrus mini sia una specie di cugino eInk dell'S3.

Veniamo alle riflessioni.
Da un lato, un eReader mini non ha granché senso, perché è come se entrasse in competizione con i cellulari. Questo perché l'esperienza di lettura su un dispositivo così piccolo può essere limitata a brevi periodi di tempo (a me per esempio capita di leggere in buchi di tempo così brevi che a malapena riesco a terminare la pagina - leggo pagine in formato da 34 righe circa), ma a queste condizioni, si può avere comunque uno smartphone con sopra lo stesso romanzo, e la vista non verrebbe compromessa, visto il breve periodo di lettura. A quel punto, sarebbe più saggio avere un solo strumento in tasca, e dato che nessuno esce di casa senza telefono, la scelta ricadrebbe su quest'ultimo. Il Pyrus mini offrirebbe una lettura leggermente migliore rispetto uno smartphone (escludendo la questione luminosità e batteria) solo in virtù dello schermo leggermente più grande, riducendo a 0 i margini interni così da avere qualche millimetro in più di spazio rispetto, per esempio, a un Galaxy S2. (Ma con un S3 il discorso non sussisterebbe.)
Dall'altro lato, in quanto possessore di Cybook Opus (5'') e Kindle 4 (6''), posso affermare che la vera tascabilità si potrebbe trovare proprio in questi 4,3'' del Pyrus mini, dato che il Kindle 4 è relativamente tascabile (con la custodia, poi, non lo è per niente), e l'Opus è abbastanza tascabile (anche con la custodia, ma in tasche abbastanza capienti, altrimenti potrebbe creare forme ambigue, attraverso i vestiti, che attirerebbero gli sguardi della gente, mentre nelle tasche di abiti "non molto casual" sarebbe impensabile).
Di conseguenza, definirei propriamente tascabile un Pyrus mini, piuttosto che un Kobo mini (di 5'').
Tuttavia il secondo gode di maggiori funzionalità.
A parte tutto questo, il Pyrus mini si vende attorno ai 60-70 euro (55,91 euro su Amazon, 69 alla Mediaworld, [prezzi aggiornati a domenica 3 febbraio 2013]).
Considerando il prezzo minore, 55,91 euro, sì, possiamo dire che tutto sommato è un prezzo buono. Ma considerando che per poco meno di venti euro si possono avere dispositivi significativamente migliori, direi proprio che il prezzo non è così buono.
Se lo avessero lanciato con un prezzo veramente conveniente, per esempio 45-50 euro al massimo, allora sì che sarebbe stata una bella sfida agli altri eReader sul mercato.
In ultima analisi, le dimensioni e i colori accesi (oltre al nero, ci sono blu, e un rosa che a me sembra rosso) di questo Pyrus mini lo rendono un eReader pucciosissimo che ti fa venir voglia di comprarlo solo per questo motivo. Perché è piccolo, carino e colorato.
Fossi un genitore, lo terrei presente per attirare l'attenzione dei bambini sulla (buona) lettura, così da staccarli un po' dai tablet e risparmiargli un po' la retina.

venerdì 25 gennaio 2013

Impressioni | Lettori eBook per Android

Gli ebook reader non sono diffusi quanto smartphone e tablet.
Di fatto, molti ancora non sanno nemmeno dell'esistenza degli eReader e se ne vedono uno lo scambiano per un tablet. In teoria all'apparenza non sono poi tanto diversi.
Difficilmente, comunque, il possessore di un iPad sentirà il bisogno di avere un eBook reader: ha speso già fior di quattrini per il vassoio della Apple che gli fa tutto¹, mica ha altri soldi da buttare in aggeggi che non abbiano la mela incollata sopra. Lo stesso dicasi per i cellulari.
Per i dispositivi con Android e iOS esistono software in grado di leggere epub e mobi (escludo i pdf e altri formati da "ufficio" perché i software per i primi sono più o meno sempre implementati, mentre altri formati come ppt, doc e via discorrendo non sono propriamente preferibili come formati da ebook).
Ne ho scaricati alcuni gratuiti e li ho provati su Samsung Galaxy S2. Pur disponendo di un eReader, per quanto tascabile non si avvicina nemmeno alle dimensioni di un cellulare, quindi può capitare che mi ritrovi senza lettura in momenti di attesa, senza cappotto con tasche abbastanza larghe per il Kindle, o senza la tracolla per i libri, o eventuali zaini ecc.. Per questo motivo, può tornare utile continuare sul cellulare il romanzo che stavo leggendo.

Premessa: la mia personalissima valutazione è basata essenzialmente su quanto l'applicazione funzioni, sull'esistenza di eventuali restrizioni, e sulla comodità di lettura/gestione degli ebook.
Tutte le applicazioni seguenti sono gratuite. Per Android.

kindle app for android ebook readerKindle
Così come i lettori veri e propri, Amazon fornisce anche un software di lettura di ebook per dispositivi Android e iOS. Questa, come tutte le altre applicazioni, è gratuita per Android. Non ho idea riguardo ad iPhone e compagnia bella. Non mi stupirebbe se non fossero gratuite, lol.
Siccome io voglio solo un software in grado di decifrare i file epub/mobi così da permettermi la lettura e consentirmi di usare al meglio il mio cellulare, la necessità di connessione è un punto a sfavore. Come se non bastasse, per poter usare l'applicazione si deve disporre di un account Amazon.
Ecco la schermata:

amazon kindle app android

Praticamente non sono stato in grado di usarla. Sì, ho un kindle, ma non ho mai voluto crearmi un account. E non voglio crearlo adesso. E voglio poter leggere senza essere connesso.
Bocciata.

Kobo
Dagli screenshot sembrava un bel software, ma (a parte i libri dai prezzi così stratosferici che ti chiedi se non stiano scherzando) presenta lo stesso problema dell'app di Kindle. Ecco l'unica schermata che ottengo, senza connessione:


Potrei connettermi, ma... Come non detto. Bocciata.

Google Play Books
Google play ha, come unica restrizione, l'accesso con il tuo account Google. E la cosa è fattibile. Fatto ciò, si ottiene la schermata iniziale e... Niente, non puoi importare i tuoi ebook. O per meglio dire, io non sono riuscito a trovare il modo. Immagino che l'unico modo sia comprarli dallo store di Google.
Però posso sempre leggere i sample gratuiti. I Promessi Sposi, EVVAI!

Cool reader
Questa app funziona offline e puoi importarci gli epub (credo anche mobi, non ho provato). L'unico problema - oltre alla grafica un po' scarsa - è lo sfondo della pagina. Non è granché, ostacola la lettura, e le opzioni disponibili per il contrasto, la luminosità ecc. non servono a molto. Invece di riportare la mia schermata, ne riporto una presa da Google. Non so per quale motivo, prima di fare lo screenshot la pagina aveva perso luminosità e non riuscivo a farla tornare allo stato iniziale. Per cui l'immagine che avevo ottenuto era pessima. Pazienza.
Giudizio finale: tutto sommato accettabile.

Aldiko
Aldiko è una buona applicazione. Permette di importare ebook da una cartella del dispositivo, e gli strumenti di lettura sono ottimi. Di default il testo è nero su fondo bianco (non che sia tanto difficile arrivare a pensare che questa sia la soluzione ottimale), ed è possibile con un tocco invertire il contrasto (fondo nero e testo bianco). La grafica è curata, piuttosto carina. Temo che non legga i mobi, visto che sfogliando nel dispositivo, il file mobi nella cartella risulta invisibile.

Nella schermata a sinistra ho attivato le opzioni per farvele vedere, inutile dire che il testo occupa tutto lo schermo. Margini e dimensioni del testo sono state modificate da me secondo le mie preferenze.

Ebook Reader
Questa app richiede un account a Ebooks.com per... Non ne ho idea. Quelli che si vedono nello scaffale sono i libri che puoi leggere, ma non ci sono possibilità di importarli dal dispositivo stesso. Cliccando sul tasto in alto a sinistra mi chiede di accedere, ma io non ho l'account richiesto e non ho intenzione di crearmene uno.

Fallimentare.


Moon+ Reader

Moon+ Reader mi è piaciuto da subito perché in primo piano c'è il tasto per importare i file, e interpreta benissimo i metadati (in questo caso ho caricato Uomini che odiano le donne, e mi si presenta con tutta la copertina sia nello scaffale che all'apertura del file). In pratica è uguale ad Aldiko, con la differenza che oltre ad avere diversi temi per la modalità di lettura, l'opzione di inversione del contrasto ecc., Moon+ Reader ha anche un tasto che permette di ruotare lo schermo (l'orientamento dello schermo non è quindi soggetto all'accelerometro, e questo è comodo se si legge a letto, stesi su un lato).

 
Per qualche assurdo motivo, nonostante l'abbia accuratamente convertito con i parametri giusti, nel testo ci sono spazi tra i paragrafi. Ma posso soprassedere. Ah, e le pubblicità sono un male necessario per le app gratuite, mi sembra scontato.

E questo è tutto.
A chiunque abbia un tablet/smartphone posso dire che, ok, ci sono ottimi software in grado di leggere ebook e far assomigliare l'aggeggio a un Kindle, un Kobo, e surrogati. Però, da possessore di eReader & smartphone, posso assicurare che l'eReader è necessario e insostituibile, per il lettore attivo (non dico avido, attivo mi piace di più). Lo so, smartphone e tablet costano tanto e possono fare tante cose, ma, oltre al fatto che la batteria non dura niente, posso assicurare che la vista te la compromettono. Chiariamoci: anche leggere su eInk può far male, nelle condizioni peggiori (luce flebile, stanchezza, occhi secchi ecc.), ma tra eReader e Tablet, senza dubbio considero il primo come miglior sostituto del libro cartaceo.
___
¹ - (E se possiede un iPad, è improbabile che abbia anche il quoziente intellettivo necessario per comprendere a cosa serva un eReader)

giovedì 17 gennaio 2013

Letture del natale 2012

Il troppo mangiare, bere e festeggiare mi ha ingrassato e impigrito, poi ci si è messa l'università e da questo momento il Rifugio rischia quasi di andare in letargo.
Ma non è questo il giorno! [cit.]
Se può fregare a qualcuno, ecco quello che ho letto durante le feste.

la sonata a Kreutzer lev tolstoj recensioneLa sonata a Kreutzer, di Tolstoj.
Avevo voglia di classici dell'800, e questo non lo avevo letto. Si tratta di una novelletta a doppia cornice narrativa (un personaggio della storia racconta la sua vicenda, come in Cime tempestose), ma sostanzialmente più che storia è una specie di parabola con la morale.
Detto così non sembra molto appetitoso. Infatti dubito che possa piacere, se non ai fan del vecchiume e ai poser letterati radical chic (e per motivi differenti).
In pratica attraverso La sonata Tolstoj esprime una sua tanto curiosa quanto delirante visione del ruolo della sessualità nella società, snocciolando verità sulla natura umana e sulla decadenza della morale. Se vi piace estrarre frasi da romanzi per farne degli aforismi, La sonata non vi deluderebbe. Tolstoj, nelle sue speculazioni, arriva a formulare una specie di filosofia esistenzialistica in cui la sessualità stessa è un ostacolo per il raggiungimento dello scopo che il divino ha per l'uomo. Anche se non è ben chiaro quale sia.
Perché leggere La sonata?
In primis perché offre una mezza verità sulla società del tempo, le abitudini di scopaggio [cit.] dei giovani aristocratici e/o alto borghesi, in secundis perché mostra anche elementi di morale e costumi dell'epoca, e tutto ciò è interessante per l'appassionato di '800, della storia e menate simili. L'ultimo motivo per cui può valere la pena leggerlo è appunto l'idea delirante di Tolstoj. L'opera, ci informa Wikipedia, è stata scritta dopo la conversione dell'autore. E il contenuto di certi deliri (in questo caso religioso) spesso e volentieri è interessante.

il giocatore dostoevskij recensioneIl giocatore, di Dostoevskij.
Rispetto alla Sonata, Il giocatore può risultare più "leggero", ma fino a un certo punto. La narrazione diaristica aiuta, ma spesso ci sono momenti introspettivi che non aggiungono granché. Strano, visto che a quanto pare questo romanzo è stato commissionato a Dostoevskij in un periodo in cui lui era a corto di denaro (lui era un giocatore accanitissimo, spesso era col culo per terra a causa del gioco, e cercava di rimediare passando le nottate a scrivere e fumare, se non ricordo male con una scatola di sardine come posacenere o qualcosa di simile).
Senza dubbio il romanzo è "affidabile", nel senso che il protagonista malato di gioco è in parte un alter ego credibile dello scrittore, ludopate. Ad ogni modo l'intreccio romantico/psicologico non è proprio un intreccio, e certi personaggi hanno comportamenti bizzarri, manifestazioni abnormi delle emozioni come solo certi autori dell'800 sono in grado di narrare - escludo la nonnina, personaggio semi-caricaturale, divertente e abbastanza verosimile.
Nel complesso, è interessante da leggere più per la componente "didattica" della ludopatia, poi anche per i fatterelli associati all'ambiente (Dostoevskij non risparmia pregiudizi/stereotipi etnici riguardo al comportamento nel gioco d'azzardo, dagli ebrei agli italiani, dai tedeschi ai polacchi, e così via, tutto però da un lato fenomenologico, scevro da veri e propri giudizi di valore).
A parte questo, non ha grandi momenti, e anzi, termina in maniera blanda, senza una direzione precisa o un motivo di risoluzione dei conflitti.

Primavera, di Gamberetta.
Gamberetta si rifà viva con un racconto breve sulla fine del mondo.
Forse è una mia impressione, forse il troppo mangiare e bere delle feste mi ha confuso, ma questa Gamberetta mi sembra migliore di quella di Assault Fairies. Non che in quest'ultima non fosse brava, ma quell'oggettività eccessiva che a tratti svuotava di emotività la storia qui non c'è: oltre allo show, don't tell la storia è emotivamente colorita - "il giusto". L'idea di fondo del racconto mi ha lasciato un po' così, non molto soddisfatto, ma sono solo gusti. Il racconto spacca ed è scritto magistralmente.

palahniuk diary recensioneDiary, di Palahniuk.
Palahniuk è qualcosa come il mio scrittore preferito.
Ma temo di aver esaurito le letture migliori. Mi spiego: in Diary Palahniuk è forte come sempre, adoro i suoi cori, ma le ipotesi sono due:
1) L'ho stancato e basta.
2) Il tono amareggiato della protagonista/narratore abbinato alla mancanza di veri plot twist/idee sconvolgenti/picchi nell'andamento della storia mi hanno fatto desistere.
Forse lo riprenderò in futuro. O forse no, non lo so.

E ora le note di chiusura.
A parte un articolo che ho preparato sotto Natale e non ho pubblicato, dovete capirmi: è periodo di studio. Non mi piace essere uno di quelli che posta una volta ogni morte di papa, di contro però le routine perchéssì mi stanno qui, e i "post del giorno tale", a meno che non siano grandiosi, di solito li odio. Tranne Zero Calcare. Le sue vignette periodiche (non lo sono sempre) mi piacciono. Lui spacca, può andare.
Quindi: se dovessi riuscire a pubblicare un post alla settimana o ogni 10 giorni, sarà un grande evento.
Sempre che a qualcuno possa importare.
Oltretutto quando studio solitamente non leggo o leggo molto a rilento, quindi... Boh.
Auguri. Buon inverno. Fate voi.