lunedì 24 agosto 2009

Aggiornamenti di fine agosto 2009

Chieti.
In settimana parto per l'università. Finalmente! Addio liceo, addio tutto. Me ne vado con dei propositi:
  1. Studiare (sì, si dice sempre così) seriamente.
  2. Creare una band.
  3. Tentare di fare il correttore di bozze privato.
  4. Smettere seriamente di essere single.
La mia intenzione è iscrivermi a Farmacia. Anche se le prospettive per il futuro non sono ottime, secondo le migliaia di persone che mi hanno fatto la solita domanda: "E ora che farai?" "E dove?" "E perché?". Ma, com'è naturale, non me ne curo.
Mi son fatto sentire poco, è vero. Forse a qualcuno non interessava nemmeno. Cosa volete che vi dica, mi son goduto le vacanze. In un posto paradisiaco.

Ciononostante, mi son dato da fare con la scrittura. Almeno fino a due settimane fa, più o meno.
Ho scritto un terzo del romanzo che avevo iniziato. Cento pagine e qualcosa, dieci, venti, non ricordo. Non voglio renderlo un romanzo inutilmente prolisso. Dopo tutto, non è da me dilungarmi con la prosa. Per cui è possibile che mi trovi già a metà percorso.
Nel frattempo ho rivisto un racconto scritto tre o quattro mesi fa. L'ambientazione è sempre la stessa, steam - ormai è raro che scriva racconti noir o surreali, o comunque legati alla nostra realtà. Non appena avrò l'approvazione di qualche lettore - dell'esimio Duca, per esempio -, lo pubblicherò al più presto. O forse lo pubblicherò senza pareri.
In questo periodo ho letto un po'. Mi aspettavo di leggere pochissimo - difatti non eguaglio neanche minimamente il numero di pagine che leggevo durante gli altri anni - e invece non è stato così. Potete dare una più vasta occhiata alle mie letture qui, su Anobii.
Di recente ho dunque letto:
  1. Kafka sulla spiaggia, di Murakami. Volevo scrivere una recensione, ma... Mi è passata la voglia. È un libro scritto bene, grosso modo. Ha un sacco di spunti interessanti. Ma i problemi sono svariati. Riguardo allo stile: è conciso e dettagliato. Anche troppo. Descrive spesso azioni inutili che non aggiungono niente alla storia. Proprio niente. Alla lunga, quando si incappa in svariate righe di cronaca sulle azioni del protagonista, ci si annoia. Riguardo allo sviluppo della storia, non ho nulla da ridire. Si svolge in modo corretto, non dispersivo. Ma riguardo alla coerenza, be', lì ci si perde. I fatti bizzarri del libro non vengono spiegati, non trovano una soluzione, e alla fine ti lasciano una sensazione di vuoto. Senti di aver sprecato tempo. L'atmosfera onirica? Va bene. Fatti surreali? Va bene. Ma a che pro? Non trovano alcuna ragione di esistere. E questo scredita l'intero romanzo, per me.
  2. Sogni di robot, di Asimov. È una raccolta di racconti. Qualcuno più bello e qualcuno meno bello, ma tutti perfetti nello stile e nella coerenza. Ogni racconto ha un significato ben preciso. Il colpo di scena finale non lascia insoddisfatti. Forse è merito della materia trattata, ma il biochimico potrebbe senza dubbio dar lezioni a sedicenti scrittori professionisti.
  3. Poesie, di François Villon. Mi attirava l'idea del poeta ladro-assassino. Non dico di esserne rimasto deluso, no, forse mi ero fatto un'idea un po' astratta e falsa delle sue poesie. Ma, dopo tutto, mi è piaciuto.
  4. Poesie d'amore, di Paul Verlaine. Come mi aspettavo. Poesia pura, musicalità, assai evocativo. Difficile pensare che questo poeta fosse un bohémienne, un bisessuale, un alcolizzato, che avesse sparato al suo amante Rimbaud, tentato di strangolare la madre, e avesse vissuto l'amore sia dal lato sentimentale, idealizzato, cortese, sia da quello violento, sessuale, depravato.
Finora è tutto.
Ci saranno numerosi e più appetitosi aggiornamenti, in futuro. Cercherò di dare più spazio non solo ai racconti, ma anche alla musica, e soprattutto alla mia presenza sul web e nel campo del fantasy. Sono stato una specie di osservatore distratto, per un anno. Ora si torna in scena.

2 commenti:

Giulio Pepe ha detto...

keep at it, cushì

Anonimo ha detto...

Ciao,
l'estate è finita.
Ovunque tu sia, in bocca al lupo.
Mi manchi, Ilaria.