giovedì 22 dicembre 2011

Libri che non finirò mai - dicembre 2011

Quando si tratta di leggere, a me non piace perdere tempo con letture pessime.
Mi sento preso in giro, noto tutti gli errori o le scelte infelici o i cliché e tutta la schifezza che ammorba la letteratura fantasy. E mi arrabbio, mi sale la pressione, tremo, mi scappano bestemmie, rompo qualcosa.
Dato che c'è gente più masochista di me, cioè persone che godono nel soffrire leggendo schifezze, persone come questo o quest'altro, lascio a loro l'ingrato compito di terminare romanzi scrausi.
Io mi avvalgo del diritto di "recesso dal contratto" entro le 40-50 pagine (o primo paragrafo).
Non sapendo come scegliere le letture, alcune le ho trovate in una lista di ebook scaricabili, per altre sono andato su Fantasy Magazine e ho cercato, tra le recensioni, quelle di romanzi col voto massimo.
Che gran criterio!

La spada del destino the witcher fantasy novel andrzej sapkowskiLa spada del destino, di Andrzej Sapkwowski.
Questa è la recensione di FM (4/5).
Avevo parlato, due post fa credo, di The Witcher il gioco. Avevo letto grandi cose del gioco e anche dei romanzi. Avevo notevoli aspettative.
Sebbene mi avessero avvertito, tra i commenti al post sopracitato, della qualità della scrittura di Sapkowski, ho continuato la lettura.
Ecco il voto che darei io stando a quanto ho letto:
Due stelle per lo stile: non è buono, ma è sufficiente a narrare una storia senza attirare su di sé la mia rabbia del lettore. Peccato per il resto.
I personaggi sono banali stereotipi fantasy. In realtà già il protagonista, Geralt, è una specie di Marty Stu, ma anche i restanti personaggi non offrono nulla. La prima storia è una caccia a un drago dorato da parte della compagnia di eroi. Uau! Candidato al nobel per l'originalità. "Ma è una scelta voluta, quella di sfruttare i più noti tòpoi del Fantasy!" Bella scelta di merda!
Altra cosa: i dialoghi, nonostante qualche As you know, Bob, sono poco al di sotto della sufficienza. Tutti parlano in modo un po' forbito, educato. Non c'è nulla di male, se non fosse che i personaggi non sono coerenti con ciò che dicono, cioè alcuni di loro sono assassini e guerrieri e maghi temerari, nani rozzi, e tutta l'osteria; le volgarità però sono volutamente evitate, e la credibilità già flebile rimane appesa non a un filo, ma a un capello. Non c'è motivo per cui continuare a leggere, ma in realtà neanche a non continuare.
In realtà ci sarebbe un motivo: sicuramente qualche lettura migliore, da cercare. Perché accontentarsi?


Greg Keyes il re degli alberi fantasyIl re degli alberi, di Greg Keyes.
Questa è la recensione di FM (4/5).
Conoscevo già la copertina di questo romanzo. Nel mio periodo di forte dipendenza da Fantasy lo avevo intravisto più volte in libreria, ma ero preso da altre letture.
L'ho trovato su un forum, e gli ho dato un'occhiata. Il mio voto?
Mezza stella. Non ho potuto leggere troppo, perché l'As you know, Bob mi ha privato della vita. Un estratto di pagina 3:
Thaniel per un attimo tacque, e quando rispose non usò il suo solito tono scherzoso. «Carsek, non ti conosco da molto tempo, ma insieme abbiamo massacrato i giganti vhomar al Guado del Silenzio. Ne abbiamo uccisi talmente tanti da fare un ponte coi loro corpi. Insieme abbiamo marciato nella pianura Gorgone, dove un quarto della nostra compagnia è stato ridotto in polvere. Ti ho visto combattere, conosco la tua passione. Non me la dai a bere. La tua gente è schiava da più tempo, è vero, ma è la stessa cosa. Uno schiavo è sempre uno schiavo e noi vinceremo, Carsek, brutto mostro dalle mani insanguinate. Quindi bevi questo e pensa a quanto sei stato fortunato ad arrivare fin qui.»
O ancora:
«Voglio questo e voglio quello! Anch'io vorrei una ragazza bella in carne, di nome Alis o Favore o Come-Posso-Accontentarti, seduta in grembo e che mi nutre di prugne. [avete letto bene, vuole che lo alimenti di prugne, NdTaotor] Vorrei dieci pinte di birra e un materasso imbottito di piume di cigno [ma non vi vuole la ragazza sopra, NdT]. Eppure eccomi qua, ancora immerso nel fango con te ["con te", lol, NdT]. Che cosa ottieni con tutti questi desideri? Riesci a vederlo il nemico?»
«Vedo campi che fumano all'orizzonte, anche sotto questa schifosissima pioggia. Vedo tombe-trincee che noi stessi abbiamo scavato. Vedo quella maledetta rocca, grande come una montagna. Vedo...» Vide un muro nero, che cresceva sempre di più a una velocità impressionante.
«Vento di lame!» gridò, rigettandosi nella trincea. Per la fretta atterrò con la faccia nel fango che puzzava d'ammoniaca e cancrena.
«Che cosa?» domandò Thaniel, ma proprio in quel momento anche il so-le grigio fumo sopra di loro scomparve e il suono di migliaia di spade su migliaia di coti venne a scorticargli il cervello. Due uomini, che non si erano abbassati in tempo, caddero nel fango, mentre dai loro colli ormai senza testa zampillavano schizzi di sangue.
«Un'altra dannata magia skasloi» disse Thaniel. «Te l'avevo detto!»
Nelle prime pagine non mi era chiaro neanche a chi appartenesse il pov, ammesso che vi fosse.
Ma la magia "vento di lame" è troppo superpowa ed è l'unico motivo che mi fa pensare alla possibilità di riprendere a leggerlo. Spero che vi siano altre idee così tamarre. Mi attizzano più di Zwei.
Nel forum di FM qualcuno paragona Keyes a Martin per la gestione dei pdv e per il modo cruente con cui toglie di mezzo i personaggi. Mah. Rimando il giudizio al futuro. Ma per il momento, "per me è no".


Mistborn Brandon Sanderson fantasy l'ultimo imperoMistborn - L'ultimo impero, di Brandon Sanderson.
Questa è la recensione di FM (4/5).

Questo l'ho trovato su FM e ho voluto leggerlo. Poi ho visto che l'autore era lo stesso che aveva terminato la saga della Ruota del Tempo di Jordan.
L'inizio non è coinvolgente, è noioso e approssimativo. Lo so, è difficile catturare l'attenzione del lettore in poche righe. Nessuno ha detto che sia facile. Certo, Abercrombie con The blade itself c'è riuscito, almeno per quanto riguarda me.
La noia di per sé si può sopportare, bisogna comunque dare una possibilità al romanzo, può sempre riprendersi.
Mi sono ritrovato davanti, però, degli infodump, che a essere buoni possono derivare dal pov del protagonista, ma non c'è nessun pensiero verbalizzato, per cui è difficile da credere. Si tratta di infodump banalissimo, ammazza-divertimento.
Il dubbio si può avere, quindi si potrebbe andare avanti per una ventina di pagine.
Ma perché perdere tempo? Mi ha annoiato: altri autori sanno catturare all'istante la mia attenzione, o con la storia o con lo stile narrativo. Non ci sono giustificazioni nemmeno per gli altri.
Per me è no.


warcraft richard a knaak il pozzo dell'eternità fantasyIl pozzo dell'eternità, di Richard A. Knaak
Con questo FM non ha nulla a che fare, fortunatamente.
Anche questo - insieme ai restanti due dell'immancabile trilogia - l'ho trovato in ebook su un forum.
"Eh grazie al cappero, tu ti cerchi la robba tamarra dei videogiochi, è normale che poi fa schifo"
Cose simili non dovrebbero essere scontate: se si vuol pubblicare un romanzo - non un fumetto, di cui almeno ti godi i disegni -, deve essere decente, che sia ispirato a un gioco o a un film. Non è mica scandaloso pretendere che un romanzo sia accettabile al di fuori dei gusti personali del lettore!
Questo romanzo si può benissimo cestinare senza leggerlo.
Un ottimo criterio di valutazione di un brano è osservarne la struttura "tipografica"; insomma, la pagina. Mi pare lo dicesse anche King, ma non ci metterei la mano sul fuoco.
Una pagina fitta rivela qualcosa che non va, non respira, evidentemente è pesante.
Una pagina frastagliata, dinamica, ricca di capoversi, può rivelare un ritmo incalzante, un'economia di parole.
L'inizio del Pozzo dell'eternità è un grosso infodump con pov libero, una telecamera fluttuante in stile Quel ramo del lago di Como. Una schifezza, molto simile allo stile degli autori di fan fiction o degli scrittori Fantasy che non hanno mai scritto niente.
Una panoramica delle prime due pagine del Pozzo dell'eternità. [cliccare per avere l'immagine un po' più grande]
Grazie al cielo, o meglio, al mio Opus, non ho dovuto spendere un centesimo per constatare quanto fossero brutti (o non adatti ai miei gusti, mettiamola così) i libri sopraelencati. Certo, prima di comprare un libro si può sempre darci prima un'occhiata, ed è la stessa cosa.
Per quelli nel cellophane invece la scelta è più semplice: si eliminano a priori.

8 commenti:

Simone ha detto...

L'hai trovato su un forum e fai pure la recensione negativa, ma tu sei proprio malvagio!!!! ^^

Alla prima fattura che non ti pagheranno (cosa che avviene 2 volte su 3 quando sei agli inizi) il tuo punto di vista sull'universo cambierà un po'. Fino ad allora buon Natale! ^^

Simone

Simone

Ewan ha detto...

Sapkowski è nella mia lista da osservati speciali, l'anno prossimo se trovo un buco lo leggo e al massimo lo recensisco (perché mi piace soffrire XD )

Quanto ai libri di WoW, da ex giocatore maniaco posso solo dire che per colpa di scrittori incapaci e traduzione opinabile sono riusciti a mandarmi in vacca il lore di Warcraft...

Federico Russo "Taotor" ha detto...

@Simone, be', al forum ero registrato, quindi si sono comunque guadagnati un'iscrizione!

@Ewan: folle.
A WoW io ci ho giocato tipo per 3 giorni su un paio di server non ufficiali. Poi mi so rotto :-| (e pagare 40 dindini al mese era totalmente inconcepibile).
Di Keyes (quello degli As you know, Bob) stavo "leggendo" anche La città infernale, un romanzo ispirato nientepopodimeno che agli Elded Scrolls. Ma a sto tipo piace proprio l'infodump, quindi ho ritenuto superfluo sprecarci ulteriori righe.

Steamdoll ha detto...

Argh, mi distruggi Sapwoski, nonostante sia la mia "new best thing in the world" (cit.).
Però ho letto solo Il guardiano degli innocenti non questo, e forse essendo un'antologia di racconti i limiti del buon Andrzej non sono emersi.

Lo stile mi è piaciuto invece, molto più di quello di Martin (che spesso in giro viene citato come mostro sacro in genere. Parlo comunque delle traduzioni: io in originale non leggo e probabilmente non leggerò mai nulla).

I personaggi effettivamente spesso scadono, anche se Geralt mi piace abbastanza; il drago dorato proprio come in Beowulf? Gosh.

Il registro linguistico è molto lineare, ma i dialoghi mi sono sempre sembrati brillanti (di nuovo: in un racconto è molto diverso che in un libro. I personaggi che parlano sono mediamente due, gli altri si limitano a fare i figuranti con una o due battute, è più facile da questo punto di vista).

Il resto non lo conosco, ma non leggo per principio libri tratti da videogiochi, a meno che qualcuno non me li presenti come capolavori della letteratura di genere.
In quel caso potrei farci un pensierino; visto che non è questo il caso, passerò oltre.

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Effettivamente, ora che sto leggendo i Guerrieri del ghiaccio mi rendo conto delle piccole scivolate di stile di zio George, che spesso e volentieri spunta fuori da dietro le quinte, spara un piccolo infodump o un tell generico e mostra una trollface, quindi si dilegua.
In realtà la differenza tra Sapkwowski e Martin è non dico abissale ma quasi, non tanto per lo stile (gli "infodump" di Martin in realtà rientrano sempre nel filtro narrativo del personaggio, quindi sono più che accettabili) quanto per la complessità della storia, il sense of wonder in grado di suscitare, e l'abilità a gestire la mole di eventi.
In realtà un paragone vero e proprio personalmente non potrei farlo, visto che anche la Spada del destino è una raccolta di racconti e per giunta non l'ho letto tutto (altrimenti questo post non esisterebbe :D).
Ma ciò che fa cadere le p.. braccia, per così dire, è che Sapkwowski non suscita grande sense of wonder, sfrutta cliché e non dà un vero motivo per leggere. Martin ci riesce, investendo in ben due libri (versione italiana) come preparazione stimolante a un continuo crescendo.

Steamdoll ha detto...

Mah, diciamo che il punto credo che sia il fatto che Martin ha creato un complessissimo (imho, anche troppo, ma qui si va OT e in caso ne parlerò in un post di Martin) mondo e basa tutto sugli intrighi a destra e a manca, Sapwkoski invece butta tutto lì come una storiella a mò di favoletta (le cita pure a più riprese, almeno ne Il guardiano) e francamente il tema "sono più mostri i mostri o gli umani" mi pare molto forzato da chi ne parla.

Indubbiamente trattasi di una lettura leggerina, con meno pretese rispetto a un Martin o una Le Guin.

Ho dato uno sguardo a quella paginetta di Warcraft: gli aggettivi erano chiaramente in saldo.

Jaheira ha detto...

Peccato che tu abbia abbandonato Mistborn. L'ho trovato un gran romanzo, seppur non esaltante all'inizio. Splendido il sistema magico (come anche la descrizione dei combattimenti). L'avvicinamento al gran finale è un crescendo di tensione. Non posso dire lo stesso per i successivi due romanzi.
Per gli altri sono d'accordo con te. In generale preferisco, però, leggere un centinaio di pagine prima di abbandonare la lettura. :D

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Jaheira, sicuramente poche pagine non possono aiutare a formare un giudizio completo, ma diciamo che (vista la leggerezza di questa "rubrica :D) se un autore riesce a catturarmi dall'inizio gli do fiducia. Viceversa, alzo le mani e dico: "Magari più avanti migliora, ma al momento non ho tempo da perdere e per me è no".