domenica 9 dicembre 2012

Impressioni fulminee | Cronache del dopobomba, di Philip K. Dick

philip k dick cronache dopobomba dr bloodmoneySi tratta di un romanzo, come si intuisce, sci-fi post-apocaliptico. In realtà il disordine del dopo-bomba è piuttosto strutturato, non come spesso ce lo immaginiamo noi, il mondo allo sbaraglio più completo.
Articolato in diversi POV, il romanzo ha quello stile dickiano (o così mi pare, visto che non ho letto molto di Dick) che un po' mostra e un po' racconta e inferisce. Nel complesso però la narrazione è gradevole, si avverte bene l'importanza data allo sviluppo della storia piuttosto che ad allungamenti di brodo. Riesco a immaginare Dick che scrive come un forsennato, nello stato maniacale di una probabile psicosi maniaco-depressiva indotta dalle droghe, e ci tiene a non perdersi in chiacchiere.
La storia non l'ho trovata particolarmente avvincente. Mi sono piaciute molto le idee, come Dangerfield nel satellite e gli animali mutanti dall'intelligenza superiore. Ma, a mio avviso, il punto forte del romanzo sono proprio le idee. Difatti il finale è più che altro un termine forzato alla storia, non una vera e propria risoluzione dei conflitti.
Sono morto dentro sia per i riferimenti alla psicoanalisi, sia - soprattutto - nella scena (all'inizio del romanzo) in cui Bluthgeld va dallo psichiatra che è anche psicoanalista, e non appena inizia a parlare un po' di sé, ecco che lo psichiatra fa subito congetture diagnostiche. Questo è un po' il luogo comune del popolino, che crede che gli psicologi/psichiatri giudichino la gente non appena apre bocca, quando in realtà un colloquio di 45 minuti non basta nemmeno a conoscere la persona. Figuriamoci a fare diagnosi! E per giunta di schizofrenia!
Ma capisco anche che la pubblicazione del romanzo risale 1965, mancavano 3 anni per la pubblicazione addirittura del DSM-II, e i primi DSM erano i più farlocchi, con malattie inventate e mazzette tra psichiatri e industrie del farmaco, per non parlare dell'abissale carenza clinica che sarebbe stata ovviata solo nel DSM-IV, se non addirittura nel DSM-IV-TR. Ad ogni modo, questo non giustifica l'inesattezza del metodo. Dick, potevi informarti meglio, mannaggia a te.
Tralasciando le questioni cliniche, è una bella visione post-apocaliptica: non molto estesa, è vero, non molto approfondita, ok, ma ci sono idee accattivanti e idee bizzarre, e l'intreccio non manca.
Ma come ho già detto, a mio avviso il punto forte del romanzo risiede più nelle idee che nella storia stessa.

3 commenti:

Spirito Giovane ha detto...

Ciao Federico! Continuo a lurkarti, anche se non commento! Però questo dovevo commentarlo, avevo letto una recensione in inglese che mi aveva fatto ben pensare... però da quanto ne parli forse è meglio che legga altro di Dick... tu che puoi consigliarmi dell'autore?

Intanto ho finito le Notti di Salem, di King. Appena riesco posto un paio di riflessioni a riguardo! ;-)

- S.G.

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Ciao!
Non conosco molto bene Dick, ho letto poco. Ti consiglio di affidarti ai consigli di Tapiro, lui sì che conosce la letteratura dickiana!

P.S. Personalmente con King per il momento ho chiuso, o per meglio dire, ho preso una pausa. Sono rimasto "nauseato" dopo 11/22/63.

tapirullanza ha detto...

Più che le idee, secondo me il punto forte del romanzo sono propri i personaggi. Hoppy Harrington, i due gemelli, il Dottor Bluthgeld, sono un bel campionario di deviati schizoidi.
A parte questo sì, sono d'accordo nel dire che Dopobomba ha una trama risicata, ma credo che Dick l'abbia fatto coscientemente. Voleva un setting apocalittico per mettere in scena i suoi personaggi e vedere cosa si mettevano a fare.

@Spirito:

"però da quanto ne parli forse è meglio che legga altro di Dick... tu che puoi consigliarmi dell'autore?"

Dipende da cosa ti piace.
The Man in the High Castle (La svastica sul sole) è una delle ucronie più belle che abbia mai letto, ma è molto slice of lice e c'è pochissima azione.
Do Androids Dream of Electric Sheep (Ma gli androidi sognano pecore elettriche?) è uno dei miei romanzi preferiti ed è molto meglio di Blade Runner.
A Scanner Darkly (Un Oscuro Scrutare) è un capolavoro assoluto, ma è un mainstream agrodolce sui tossici con pochissima fantascienza.
The Three Stigmata of Palmer Eldtrich (Le tre stimmate di Palmer Eldritch) e The Zap Gun (Mr. Lars sognatore d'armi) sono due altri romanzi molto belli (anche se scritti così così), e ci ho scritto degli articoli sul blog. Il primo, in particolare, può fotterti il cervello.
VALIS e Flow My Tears, the Policeman Said sono per veterani di Dick e non li consiglierei come prima lettura; però mi sono piaciuti.