sabato 7 settembre 2013

Impressioni fulminanti | La scimmia pensa, la scimmia fa, di Chuck Palahniuk

la scimmia pensa la scimmia fa stranger than fiction chuck palahniukIl titolo originale è Stranger Than Fiction: True Stories, e la scimmia io me la sarei risparmiata benissimo, fossi stato il traduttore.
Non si tratta di un romanzo, ma di una raccolta di interviste, racconti brevi, saggi, vita privata di Palahniuk. In pratica è un po' come leggere dei post di un blogger scrittore che mette impegno narrativo pure nei post e produce piccole opere da fatti personali.
Sarò sincero, certi racconti avevano quell'impronta palahniukiana troppo pesante, che non funziona sempre (su di me, almeno). Certi racconti puoi narrarli con stile e farli funzionare, altri racconti non vale la pena narrarli, o comunque non lo fai sempre nello stesso modo.
C'è ben poco da dire, in realtà.
I racconti sono brevi e se ti annoiano, ci vuole poco a finirli (oppure salti al prossimo e via, non ti perdi niente). Gli eventi di vita che racconta Palahniuk sono interessantissimi, e da psicologo in formazione e scrittore "amatoriale" non posso che essere affascinato da ciò che ha affrontato questa persona (alcuni stralci della sua vita si possono leggere nei suoi Essays), del modo in cui ha affrontato tali eventi, e del modo in cui li racconta.
Per quanto riguarda le lezioni di stile, per così dire, o meglio gli omaggi ai suoi maestri, come ho già detto, si ha un déja-vù se hai già letto i suoi saggi sulla scrittura. Di fatto sono tutte indicazioni valide, ma non posso fare a meno di chiedermi se lo stesso stile sia efficace con qualsiasi storia.
Io ne dubito.
Ad ogni modo, se non ti piace Palahniuk, dubito che abbia senso leggere Stranger than fiction. Altrimenti, rappresenta una buona occasione per approfondire un po' il suo mondo.
Non la reputo comunque un'opera indispensabile.

3 commenti:

SpiritoGiovane ha detto...

Letto! Me lo ha regalato una amica al compleanno, devo ultimare due o tre racconti. Ho divorato la parte finale, quella diciamo autobiografica, secondo me la meglio azzeccata. La prima parte, ad esclusione del primo racconto-intervista che ha comunque un certo impatto per il tipo di argomento, alla lunga annoia anche uno come me che ha avuto modo di arrivare ad apprezzare Palahniuk.

In pratica, concordo appieno col tuo giudizio. :D

- SpiritoGiovane

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Detto tra noi, non c'era bisogno di farne un libro, si poteva pubblicare tutto online! >.< (Anche se, in effetti, all'inizio sono riportate le varie riviste su cui è pubblicato quell'intervista o quel racconto)

SpiritoGiovane ha detto...

Guarda, perfettamente ritrovabile tutto online. Credo. Con un po' di pazienza, ovviamente. Fortunatamente, a me l'hanno regalato; devo dire che l'ultima parte e il prologo sono quelle in cui ho avuto maggior piacere nella scoperta. Scopert di Palahniuk, perché alla fin fine è un libro su di lui, su come vive la vita, indi, direi proprio uno di quei libri per fan.

;)

- S.G.