lunedì 18 luglio 2011

Ebook e Mafia cartacea: qualche considerazione personale

Se prima me ne fregava poco, dei lettori ebook, perché mi sembrava una realtà lontana, ora me ne frega un bel po' di più perché ne ho uno. Un po' come chi non ha mai avuto a che fare con le faccende domestiche ma poi andando a vivere da solo cerca le ricette di nonna papera e segna i prezzi convenienti dai dépliant dei discount.
Stavo cercando informazioni sull'allegato di non-ricordo-quale giornale (motivo che mi ha fatto vagare su Internet invano), un fantomatico manuale di scrittura, di cui volevo sapere di più.
Incontro invece questo articolo, e mi rendo conto di diverse cose (che in realtà avevo già riscontrato personalmente in questi due anni e due settimane scarse) nel leggere certe considerazioni:
Non ha lo schermo touch, per leggere i libri in tutti i formati occorre trafficare con email o software liberi (Calibre). Non è nato per suonare, non ha il pennino ma sopratutto non ha (per ora) una offerta di ebook in italiano.
Quando ho fatto vedere il mio Opus agli amici e spiegato che serve a leggere romanzi e simili, questi hanno, per prima cosa, schiacciato il loro ditaccio contro lo schermo. Più e più volte. Per poi esclamare: "ma non è touch?", "Ha il pennino?", "Ma si connette a Internet?"
Dico io: esistono ancora cellulari coi tasti, no? Possibile che le persone se vedono uno schermo grosso pensano automaticamente che sia touch?
E poi: che diavolo se ne fa uno, di Internet, se vuole leggere? Ma soprattutto, se leggi mica ti metti ad ascoltare la musica.
Tutto torna sempre utile, è vero. Ma è chiaro che ci siamo abituati a una tecnologia che vuole essere tutto ma fallisce nel tentativo. Un cellulare si usa per chiamare, al limite fare foto in assenza di digitale; se uso il mio LG per ascoltare musica - a parte che vuole i suoi auricolari personali, che Dio solo sa dove stanno - si scarica dopo una decina di canzoni. Quindi non sarebbe meglio avere l'mp3? (Minchia quanto siamo viziati). Pareri.
Insomma, per l'italiano medio che stringe la cinghia ma sperpera 30€ di ingresso in discoteca e si compra l'iPhone perché sennò non è nessuno, anche se non se ne fa niente, un ebook reader è un grosso punto interrogativo, come una scimmia con un computer.
Insomma, l'unico modo per diffondere in maniera massiccia i lettori ebook in Italia, secondo me, è facendoli passare per la moda del momento.
Come quel vassoio, l'iPad. A che serve? Costa più di un netbook, devi comprare tutto dallo store e sotto il sole è inutilizzabile. Ma la gente lo compra ugualmente. Boh.
Ma la cosa che mi stupisce (ma neanche tanto) sono i risultati del sondaggio riportato dal sito stesso del Sole. Credo che l'articolo l'abbiano letto in pochi, e i diretti interessati agli ebook avranno votato, quindi sono più che convinto che il sondaggio sia falsato da un semplice bias.
Ma nel leggere l'articolo mi ritrovo il link di una notizia inaspettata (sebbene sia datata 24 giugno). La Rowling si riprende tutti i diritti digitali delle sue opere, li sottrae ad Amazon ed Apple (grida di giubilio e gaudio in tutto il regno), e rilancia il mercato su un proprio spazio.
Niente di meglio! La mossa è ottima sia dal punto di vista marketing che dal punto di vista di onestà letteraria. La Rowling ha messo in atto una cosa che dovremmo fare tutti noi scrittori di fantasy e surrogati. Un sito dedicato al mondo creato, con a disposizione ogni tipo di materiale utile al lettore (immagini, audio, testi e approfondimenti che non trovano spazio nei racconti ecc.)
Su questo Pottermore.com la Rowling rilascerà roba utile ai fan, oltre che gli ebook scaricabili i cui introiti, immagino, andranno dritti dritti a lei.
Introiti.
Ormai è appurato che lo scrittore che "vende" i suoi ebook online guadagna quanto lo scrittore cartaceo, se non anche di più. Facendo un paio di calcoli, e attenendoci alle percentuali che riferiscono qui, se scrivo un libro e lo pubblico con un editore senza sganciare una lira - cosa assai rara, visto che la maggior parte delle pubblicazioni sono col contributo dell'autore, come fanno a Il Filo e migliaia di altri -, il libro potrebbe venir messo sul mercato al prezzo scandaloso di 20€, anzi no, facciamo al meno scandaloso ma comunque inaccettabile prezzo di 16€.
Io scrittore prendo l'8% sul prezzo di copertina, quindi, facendo un calcolo:
(16€*8%)/100=1.28€ netti
Considerando che l'8%, per quanto ne so, è approssimativa come percentuale, perché si può prendere di meno, e considerando anche che si potrebbe arrivare a vendere meno di 300 copie, e l'editore potrebbe gambizzarti se non ti compri le stampe invendute, direi che l'ebook è preferibile.
0,99€ indicativi per un ebook non sarebbero troppi. Il prezzo non va inteso come "sterile" spesa di denaro, ma come investimento. Pago per dilettarmi e soddisfare la mia voglia di narrativa. Se vado sul sito di Vattelapesca e mi compro il suo ebook a 99 cent, lo leggo e mi accorgo che è una cagata pazzesca, innanzitutto potrò farglielo sapere sul suo sito, poi potrò lamentarmi di aver buttato 1€, il prezzo di un biglietto dell'autobus. Certo, aggiungendo 69 cent posso comprare un pacco di 9 croissant all'Eurospin. Ma è 1€, per la miseria, ci chiudi un occhio e a parte l'indignazione, amici come prima.
Attualmente, invece, ci troviamo a spendere 16€ (anche più), a volte a libro incellophanato preventivamente, per poi renderci conto di aver gettato i soldi al vento e piangere lacrime amare.
Quei soldi si potevano dare in beneficenza, tanto per dirne una. Oppure, a proposito di beneficenza, se l'obiettivo dello scrittore è farsi leggere, e non guadagnare, si può fare come il nostro avvocato Zweilawyer, che metterà a disposizione il suo romanzo, a novembre, a 99cent o giù di lì. E il ricavato andrà alla Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica.
Allora? Meglio gli ebook o la mafia cartacea?
_______
Link utili:
- Scena di Zoolander. Bel film. [scaricatelo o vedetelo in streaming NAU - Il frat pack spacka i culi]
- Sondaggio sugli ebook secondo il sole 24 ore. [la cosa puzza, e non sono io]
- Articolo sulla Rowling e Pottermore.com del Sole. [La Rowling owna Amazon e i MacUsers]
- Zodd 11-11-11, di Zweilawyer. [Stay tuned e andatelo a comprare, maledetti!]

10 commenti:

Narratore ha detto...

Ciao. E' la prima volta che commento un tuo post, ma ho avuto modo di leggerne alcuni tuoi su altri blog.
Sono pienamente d'accordo con quello che dici. Scrivo da qualche annetto e l'illusione di venire pubblicato è sempre più lontana. L'ebook è un formato in crescita, ormai tutti i grandi negozi hanno un angolo dedicato a questi strumenti utili, e credo che con il tempo acquisterà sempre maggior piede.
Di mio, posso dire che sono un felice possessore di un Kindle: uno dei miei migliori acquisti. Ormai non leggo più cartaceo, solo quando trovo qualcosa nei mercatini dell'usato mi permetto una piccola spesa (dieci euro e torno a casa con non meno di cinque volumi!) ma per quanto riguarda le librerie... vade retro!
Non sono d'accordo con chi dice che è un modello chiuso: convertire un libro toglie pochi secondi e il risultato, almeno nella maggior parte dei casi, è accettabile e piacevole da leggere.
Va bé, penso di averti detto tutto quello che mi passava per la testa.
Ottimo post :)
Saluti,
Narratore

Simone ha detto...

Bo', come dico sempre l'e-ink mi pare una tecnologia morta già da 2-3 anni.

Io uso un prontuario farmaceutico e un atlante che ho sull'iphone (nemmeno un tablet, ma un telefono molto più lento!) Gli stessi prontuari e atlanti sull'e-ink sono inutilizzabili perché a sfogliare un pdf ci impieghi una vita... per di più li vedi in bianco e nero e con le pagine ridimensionate.

Poi una curiosità: tu parli di autori che guadagnano con ebook autoprodotti eccetera. Ma qualche ebook l'hai mai comprato? Perché secondo me sono in tanti a parlare delle mirabolanti qualità del mercato ebook, ma poi i libri di carta la gente ancora se li compra mentre quelli digitali se li scarica come fa con mp3 e dvx.

Simone

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Ciao, Narratore, benvenuto! ^_^
Nei mercatini di libri usati si trovano dei veri e propri tesori! (A prezzi onesti).
Effettivamente però per la diffusione degli ebook, per quanto ottimistici possano essere i pronostici, bisognerà aspettare ancora un po' di tempo.

Simone, concordo, ho messo sull'Opus il Rugarli e, vuoi il pdf scrauso vuoi la pesantezza estrema del file, non me lo leggeva nemmeno.
Quel tipo di testi sarebbe assurdo leggerli sull'ebook. Ripeto, a mio avviso i lettori ebook andrebbero usati semplicemente per quello che sono, vale a dire supporti leggeri e mobili per leggere romanzi, racconti, poesie ecc.
Il manuale è qualcosa da sfogliare, consultare ecc.; tutti i testi da studio, personalmente, li preferisco cartacei (slide powerpoint comprese).
Su pc o supporti mobili l'unico fatto positivo, che batte il cartaceo, è l'opzione Trova. Ma, ripeto, personalmente, lo studio su monitor di qualunque tipo è scomodo.
Non bisogna dimenticare, però, che l'ebook reader è per molti versi migliore del cartaceo, limitatamente a certi aspetti. Mettendo su una bilancia pro e contro, rimarrebbero stabili. Sono principalmente le preferenze personali, a mio avviso, che fanno spostare l'ago della bilancia.

Per il mercato degli ebook, in realtà le mie ipotesi sono perlopiù cariche di fiducia nei dati presentati da chi se ne intende. A me non me ne frega niente, perché finché posso leggere ciò che mi piace, gratis o a 99cent, il mercato può fare quello che vuole.
Finora non ho mai comprato ebook online, perché il lettore l'ho acquistato credo un paio di settimane fa, non ricordo.
Avrei comprato l'ebook di Gamberetta, ma era gratuito. Comprerò certamente il romanzo di Zweilawyer: a prescindere dal risvolto umanitario, ho letto il primo capitolo (da un po' di tempo ha rilasciato il secondo), e mi è piaciuto lo stile e l'ambientazione. Di sicuro non lo faccio perché è un amichetto (anche perché più che altro gli faccio il lurker) o cose simili.
A Cesare quel che è di Cesare. Se una cosa mi piace e reputo giusto comprarla (giudizio di prezzo+valore), la compro. Se non mi piace, non la compro.

Simone ha detto...

Insomma tu hai speso zero euro in ebook. Io in un anno ho speso 1 euro (a fronte di centinaia di euro in libri cartacei per l'università) e più o meno tutti quanti quelli che sento gli ebook non li comprano.

Poi qualcuno parla di "boom", vendite in ascesa eccetera, ma io uno che compra gli ebook lo devo ancora conoscere e mi pare più una specie di marketing per spingere la gente a comprare i lettori che un vero risultato commerciale.

Per leggere poesie o romanzetti comodamente la carta non si batte. Vuoi mettere andare in libreria e sceglierti un libro di quelli da 5-10 euro che poi puoi portare e lasciare ovunque senza paura che si perda o si rovini?

Il vantaggio degli ebook è che puoi leggere le cose che trovi online e non in libreria, solo questo. Ma a parte il giro di appassionati non è una cosa che ha preso piede.

Ma qui facciamo sempre gli stessi discorsi, e soprattutto a me nemmeno me ne frega nulla di digitale o carta basta che ci siano i libri che interessano a me... per ora purtroppo principalmente di medicina! ^^

MA COL RUGARLI CHE CE DEVI FA'? Guarda che fai Psicologia mica Psichiatria ahaha ora mi odierai ahaha.

Simone

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Non ha senso comprare ebook se uno non ha il lettore.
Libri a 5-10€ in libreria non se ne trovano. Al massimo si trovano i classici, Oscar Mondadori, sugli 8€. Ma i diritti dei classici non appartengono a nessuno, e si possono tutti leggere gratuitamente pressoché ovunque - legalmente, se la cosa importa a qualcuno.

Gli ebook che mi piacciono li comprerò. Ripeto, quello di Zwei è già in carrello, aspetto solo che lo pubblichi. Se la maggior parte degli autori in rete però non mi soddisfa, non è colpa mia. Ma le cose stanno cambiando, quindi è presto di tirare le somme.
Poi se le buone letture appartengono agli stranieri, o si comprano ebook in lingua, o si scaricano da eMule. Tutto guadagno.

Il Rugarli era di mio cognato, serviva come prova per i PDF.
Non ti odierò, tanto i battibecchi tra psicologi-medici sono sterili, soprattutto quando i secondi sono di mente chiusa, al pari degli ingegneri. Ops! :D
No vabe', 'ste dispute possono capitare solo in Italia, dove un paziente scambia gli infermieri per medici, gli psichiatri con gli psicologi, ingegneri con architetti, e anche a voler mettersi a spiegare le differenze, si fa prima a stringersi nelle spalle e fare al meglio il proprio mestiere!
(cosa che, ovviamente, in Italia non accade!)

Gloutchov ha detto...

Giusto due obbiezioni:

1)
La Rowling ha aperto lo PotterStore solo dopo il successo strepitoso del libro tradizionale (pubblicato da editori di vecchio stampo).
Dubito che Potter avrebbe avuto un analogo successo se fosse stato venduto sin da subito in formato elettronico, e senza alcun appoggio (ovvero da perfetta sconosciuta... visto che all'epoca del primo libro faceva la maestra).

2)
Sono molto pochi, anche nel mondo anglosassone, gli autori autoprodotti che hanno avuto successo... e di solito quei pochi già godevano di una fama pregressa.

3)
Tre??? Qui da noi la gente fa fatica a spiegare cos'è un libro, figurati se riescono ad apprezzare un lettore di ebook ^_^

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Glauco: concordo con tutti e tre i punti. Immagino che, a saperlo, la Rowling si sarebbe tenuta stretta fin da subito i diritti degli ebook.
Ma i tempi stanno cambiando, questo bisogna ammetterlo. Resta solo da vedere cosa succederà!

Giorgio ha detto...

So che è passato un pò di tempo dalla scrittura di questo post e relativi commenti, ahimè questo blog molto interessante l'ho scoperto da poco! (Mannaggia a te Federico che non me ne hai mai parlato, nonostante non ci conosciamo da tanti anni XD).
In ogni caso la questione "libro elettronico" è molto delicata. Soprattutto in Italia, appunto. Il problema fondamentale del nostro Paese è che manca un'educazione alla lettura stessa. Basta vedere la percentuale di lettori forti, occasionali e deboli. E' sempre stato un problema questo, da noi, e sin dai tempi di Mussolini si è cercato di combattere questa deficienza (sì, allora più per opportunismo che per altro, ma almeno un contributo positivo per la lettura c'è stata).
La lettura di massa in Italia è un fenomeno relativamente giovane quindi.
Ora, detto questo affrontare una scelta tra formato elettronico e cartaceo si presenta abbastanza complicato. Ognuno ha i suoi pro e i contro. Quindi concordo con il fatto che i pesi della bilancia sono perfettamente uguali. Da un lato il cartaceo presenta vantaggi come la maneggevolezza, questione di primaria importanza per un utente, la più vasta disponibilità e reperibilità di romanzi (ricordo che moltissimi editori non hanno accettato di trasformare in formato elettronico la propria produzione): qui mi soffermo un momento, parlando dell'autore. Io come autore certo guadagnerei forse di più smerciando il mio libro in formato elettronico a un prezzo minore, ma, ci sono dei ma...innanzitutto la visibilità, o pubblicità, come la si voglia chiamare. Un e-book non ha la stessa pubblicità di un cartaceo. Questo perchè soprattutto, udite udite, il canale di vendita primario rimane ancora la libreria. Sebbene ora concorrano anche le librerie online, con servizi di collaborative filtering (vedi Amazon), la figura del libraio rimane un punto di riferimento primario per l'acquirente-lettore. Quindi attraverso la libreria io autore guadagno più visibilità, mi si conosce di più e tu lettore puoi tranquillamente leggere un primo capitolo nella libreria stessa per farti un'idea di come scrivo e ciò che voglio dire. Magari ti piaccio, vuoi acquistare il mio libro ma quei 16 euro presentano per te un deterrente all'acquisto. Mmm, vai su Amazon o Ibs altrove, dove sai che le novità vengono scontate anche fino al 30%. Io autore guadagno la stessa somma. A meno che non mi sono fatto raggirare da accordi con rivenditori che le clausole del contratto stipulato con me non menzionano.
Tornando al discorso di prima, molti autori (ed editori) preferiscono il cartaceo, inoltre, perchè entra anche in gioco la questione pirateria. E su quest'argomento non mi sembra ci siano parole da spendere, sappiamo tutti come funziona. Altro vantaggio del cartaceo: la fruizione. Seduti comodamente sul divano, in metro o dove volete, un libro cartaceo si presenta molto più adatto a qualsiasi tipo di fruizione. Un lettore e-book è più fragile, tra la folla si potrebbe rompere e se ti si scaricano le batterie..."Diamine, che cosa stava per succedere???".
Ah, per quanto riguarda il discorso della maneggevolezza. La godibilità al tatto, il profumo di un libro vero è un aspetto a cui molti lettori non rinuncerebbero mai. Sembra stupido ma è così. Basti pensare che alcuni ideatori di lettori e-book avevano pensato anche a riprodurre il profumo di un cartaceo attraverso diffusori elettronici incorporati al lettore...Qui si scende sul patetico comunque.

Giorgio ha detto...

Ma i vantaggi dell'e-book e dei vari lettori? Innanzitutto l'immagazzinamento di dati, o meglio appunto romanzi. Perchè, come si sa, su un lettore e-book posso salvare migliaia di romanzi (a seconda della capacità di memoria). Poi i già citati modici prezzi. Inoltre grazie alle teconologie e-paper e e-ink, che riflettono la luce, la lettura risulta meno faticosa agli occhi a differenza di un supporto che invece emette luce (e tra l'altro così consuma anche più batteria). Vantaggio principale del libro elettronico rimane comunque l'interattività. Grazie a questa e ai diversi metodi a-lineari di scrittura, oggi un romanzo diventa multidimensionale. Ad esempio, all'inizio di un capitolo di un romanzo posso trovare un link che mi rimanda a una canzone o a un video, e così la mia esperienza di lettura si fa più vasta e variegata. Questo stimola molto un qualsiasi lettore.
Rimangono comunque alcuni problemi. Uno riguarda appunto la reperibilità di materiale. Senza ripetere ciò che ho scritto sopra, aggiungo solo che per ora, a parte quei pochi editori che hanno deciso di cimentarsi nella digitalizzazione dei libri, la maggior parte dei contenuti elettronici riguardano libri i cui diritti sono ormai scaduti e sono di dominio pubblico.
Inoltre rimane il problema dei formati. Il pdf risulta ottimo perchè ricalca appieno l'impaginazione originale di un romanzo o anche di un quotidiano, ma rimane comunque un formato rigido. O meglio, se voglio zoomare, sarò costretto a spostare letteralmente la pagina attraverso l'uso di un cursore o altro per continuare la lettura. Abbastanza scomodo. Per questo è stato ideato un formato aperto, il formato e-Pub, che adatta l'impaginazione allo schermo del proprio lettore.
Ma molti venditori distribuiscono i propri lettori programmati per leggere files acquistabili soltanto dalla stessa casa. Un bel freno insomma.
In sostanza, vantaggi e svantaggi su entrambi i lati. Per questo non credo che autori e editori abbandonerebbero il cartaceo nel prossimo futuro. Nemmeno, e soprattutto, i lettori. Credo, tutt'al più, che i formati elettronici costituiscano un affiancamento al cartaceo.
Poi chissà cosa ci aspetta il futuro...

(Ho dovotu dividere la risposta in due parti perchè troppo lunga, chiedo venia XD)

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Anzitutto, per approfondire l'argomento ti rimando al blog del Duca Carraronan, che su eBook ed editoria sa il fatto suo e lo dimostra, e a questa conferenza in cui ha esposto un paio di cose.

I pesi della bilancia sono uguali in linea teorica. In pratica, quanto a distribuzione di preferenze, credo che otterremmo statisticamente una curva a U, piuttosto che una curva gaussiana; cioè abbiamo due opposti: gli estimatori del cartaceo, e i "fanatici" del digitale.
Il lettore medio in realtà non esiste: leggere uno o due libri all'anno significa spendere una ventina di euro, durante l'estate e a Natale per esempio, per cui difficilmente un lettore simile si interessa a questioni che prescindono la letteratura stessa.
Ma nel momento in cui la lettura diventa: 1. Una spesa, e 2. Una specifica passione, allora, rispettivamente: 1. La spesa diventa investimento, e investire in un eBook significa risparmiare sul lungo termine, 2. Una passione specifica per un campo porta a interessi specifici, che il mercato mainstream non offre. Basti pensare ai romanzi di Bizarro Fiction: in Italia non esistono. Oppure si pensi a specifici fantasy, non tradotti in italiano.
Il lettore appassionato non è tanto diverso da chi guarda film o serie tv (che sono l'equivalente "animato" della narrazione, che tale rimane nonostante le varie forme di prosa, musica, poesia, cinema, serie tv). Molti film e serie non arrivano in Italia, e per questo motivo tutti noi ci mettiamo a vedere in streaming puntate in inglese coi sottotitoli. Il pubblico da un lato esige di più, dall'altro si adegua a ciò che riesce a ottenere.
Ora come ora, i maggiori romanzi tradotti in italiano sono scaricabili in p2p, e spesso il relativo ebook originale nemmeno esiste!

Ora come ora, il principale motivo che dà più valore ai libri digitali è la possibilità di diffondere la cultura al di là dei limiti materiali dettati dal cartaceo.
Senza contare che, con una saggia gestione del marketing, col digitale tutti guadagnerebbero più che col cartaceo.

P.S: Il link al blog del Duca porta alla categoria "eBook". Ci sono diversi articoli di diversa importanza, puoi vedere tu stesso quelli che ti interessano di più. :)