martedì 20 settembre 2011

Impressioni | Abney Park, steampunk band

In cerca di ispirazione musicale steam, ho trovato questa (tra le incredibilmente tante) band come una specie di esponente del genere.
In effetti, apprendo dal web che solo dal 2006 la band decide di diventare un gruppo di Airship Pirates, virando quindi nella direzione della musica steampunk.
Ma come diavolo è la musica steampunk? Me lo chiedevo anch'io. La cosa che vi si avvicina di più, pensavo, è semplicemente l'opera o il folk. Gli Abney Park sfruttano tastiere ad archi e distorsione poco invadente - spesso in palm mute -, il vocalist (Capitan Robert Brown) si muove su toni bassi e voce rauca. In effetti, mi rendo conto che ha l'estensione di un'ocarina tascabile peruviana. Ma nell'atmosfera complessiva ci sta bene, soprattutto perché affiancato da un'altra voce femminile (Jody Ellen) di assai migliori abilità canore.
Non può esistere un rock steampunk in quanto tale, perché lo steampunk stesso è un po' un miscuglio di cose. Gli Abney Park sono un po' gothic, ma sfruttano sonorità folk - fisarmonica e chitarra su ritmi accentuati su secondo e quarto tempo, in stile quasi reggae - ed effetti industrial (o, più che industrial, electrorock). Non mancano anche i tempi marziali, che laddove c'è guerra stanno bene ovunque, diciamocelo.
Sonorità a parte, i brani sono tutti più che sufficienti, a mio avviso. Non spiccano per virtuosismi, anzi, non mi pare neanche di aver sentito alcun particolare assolo nei due album che ho ascoltato, Lost Horizons (2008), e The end of days (2010). Ci sono però alcuni pezzi che spiccano.
Ho gradito molto, per esempio, Letter Between a Little Boy & Himself as an Adult, (in The end of days). Quattro semplici accordi, Cm, G#, D#, G#, con relativi abbellimenti, di grande impatto. Certo, è quasi l'equivalente di Fly, di Einaudi, solo mezzo tono più basso, ma il brano è comunque bello.
Brani come Airship Pirates suonano azzeccati - un po' di chitarra distorta, archi fugaci, ritmo deciso, stile piratesco, assolo di violino, liriche adeguate -, e "legittimano" lo stile steampunk. Peccato che brani come questo non ce ne siano molti: una buona parte delle tracce richiama atmosfere etniche, sia per le melodie che per l'uso degli strumenti.
In alcuni brani, invece, come Victorian Vigilante, l'atmosfera è più quella degli anni '30 del '900, e anche in qualche altro brano. Ma, giustamente, si può considerare l'età vittoriana con limiti piuttosto sfumati e ampi, e tutto sommato non si può richiedere un eccessivo rispetto delle sonorità vittoriane e trascurare altre possibilità musicali (compreso Post-Apocalypse Punk, vero e proprio pezzo punk con relativi power chords ecc.).
Se si apprezza lo steampunk, il gotico, le atmosfere post apocalittiche e il rock privo di artifici tecnici, immagino che l'ascolto degli Abney Park potrà dilettare le ladies e i gentlemen.

2 commenti:

Michele A. F. Greco ha detto...

Li amo profondamente!

Ti consiglio anche Emilie Autumn ;)

Federico Russo "Taotor" ha detto...

La sto ascoltando!
Senza dubbio è molto brava - mooolto gothic più che steam, ma credo che le cose si eguaglino: di recente sto ascoltando Nince Inch Nails e mi sembra che si adattino bene a ciò che scrivo :D.
Emilie Autumn la ascoltava una mia amica, e la prendevamo spesso in giro per il fatto che fosse (Emilie Autumn) sempre depressa e al limite del suicidio.
Comunque ci sono brani davvero belli, come quelli strumentali tipo Manic Depression, oppure altri come By the sword.