lunedì 3 dicembre 2007

Sulla scaletta e altre diavolerie

Per scrivere un romanzo ci vogliono due cose: fantasia e un minimo di conoscenza linguistica. La prima non è necessaria visto come va il mercato (ma io sono anticonformista e moralista, quindi se non avete fantasia andate a quel paese e dimenticate di scrivere racconti! via! via!), la seconda è indispensabile. In aggiunta a questi due elementi essenziali, c'è una cosa che agevola grandemente la scrittura di un racconto/romanzo: la scaletta.
Un esempio di organizzazione, direttamente dal sito di Andrea D'Angelo (per rimanere in tema fantasy, ma vale anche per tutti gli altri generi, che il fantasy in realtà controlla a vostra insaputa).
I pregi e i difetti della scaletta.

Pregi
. In verità la scaletta è molto utile. Consiglio di farla prima di cominciare a scrivere. Createvene una e non cominciate a scrivere finché non l'avete ultimata. Nell'organizzazione del racconto, potete inserire la trama per esteso, commentata, un elenco dei personaggi, in modo da conoscerli meglio, e una cronologia degli eventi. Quest'ultima è utilissima: quando scrivete, seguendo la cronologia non rischiate (gravi) nodi nella trama. Nel complesso, avrete l'impressione di aver creato l'impalcatura del racconto. Ed è già una grandiosa sensazione.

Difetti. Primo, la sola idea di creare una scaletta vi fa crescere una barba biblica (donne incluse). Secondo, se avete molta voglia di scrivere, per Giove, scrivere, avrete un'emorragia generale che comprenderà tutti gli orifizi. Perché la fantasia viene scrivendo e vivendo gli eventi coi personaggi, non programmando tutto prima. Questa è roba da ingegneri malati. Inoltre, se nella scaletta programmate, per esempio, tre eventi principali in una scena, è probabile che vi ritroviate a scrivere senza sapere come cominciare, pur avendo un'idea precisa di cosa dovrebbe accadere.


Ho iniziato proprio ieri o avanti ieri un nuovo racconto lungo. Per evitare di scriverne metà e poi fermarmi per paura di fare errori o incappare in incoerenze e altri incubi, ho preparato la tremenda scaletta (3 pagine), ciò messo massimo due ore. E ho scritto dieci pagine in una giornata. Non male, conoscendo i miei tempi!

9 commenti:

Gamberetta ha detto...

Io mi diverto a scrivere le scalette. Però le seguo poco. Il problema mio con le scalette è che mi rendono pigra.
Faccio un esempio stupido: il cattivo spara al buono. Nella scaletta posso metterci che lo prende di striscio e il buono riesce a scappare. Considerate distanze e armi usate sarebbe realistico. Bene. Mi metto a scrivere, il cattivo spara e... prende il buono di striscio? Ma, no! Lo prende in pieno! Ora il povero buono è per terra sanguinante e non può più scappare. Il cattivo, che non è scemo, si prepara a sparargli una seconda volta... cosa succederà? Non lo so, ma mi piace la tensione mentale che si crea e il dover trovare una soluzione in tempo reale, quasi fossi io quella che sta per crepare.
In effetti nei miei racconti spesso la gente muore.
In altre parole non riesco a livello di scaletta a immaginarmi una storia nel suo sviluppo inevitabile. Nella storia di cui sopra è probabile che lo sviluppo inevitabile sia che il buono schiatta. Non si può sempre vincere! Se avessi seguito la scaletta la storia sarebbe risultata artefatta.
Nondimeno un paio di volte sono riuscita a ideare scalette che portassero a sviluppi inevitabili, e scrivere le successive storie è stato molto più rapido. Perciò credo che le scalette siano una buona cosa, ma bisogna avere l’accortezza di capire quando non si sta più seguendo la storia come si è davvero svolta, ma piuttosto come vorremmo che si svolgesse.

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Già. Mi viene da pensare, a questo punto, che la scaletta altro non sia che un'illusione. Io stesso ho scritto, nella scaletta del nuovo racconto: "Entrata della donna. Presentazione." E poi è finita (parliamo già delle prime pagine) che la poveretta ha rischiato lo stupro (però non sono mai molto volgare nei racconti, eh)!

C'è chi ci campa, di scalette. Dio ce ne scampi! XD

Gloutchov ha detto...

Ahhhrgggg!!! La scaletta no! Non la reggo proprio. Mi ammazza l'ispirazione. Io scrivo di getto e sfrutto la mia proverbiale memoria per i nomi, le situazioni.. tutto quanto.
Poi, quando inizio una storia, non so ancora come finirà, quali personaggi interverranno... insomma, non la studio a tavolino.
L'unica cosa che mi concedo è una sorta di carta di identità dei personaggi... quella sì che è importante! :D

Bartimeus88 ha detto...

Be', la scaletta, se si vuole portare a termine una saga, o un opera discretamente complessa e articolata, è indispensabile; a meno che non si formatti il cervello per contenere soltanto le informazioni necessarie ad andare avanti con la storia. Per opere relativamente brevi, lineari e poco complesse è molto più facile e la scaletta la si può anche ridurre a un semplice elenco di eventi chiave.
Il punto fondamentale è sapere dove si sta andando a parare; e non intendo solo il finale: quanti e quali personaggi ci sono; lo svolgimento della storia; il finale ecc.
Che poi fare la scaletta ammazzi l'ispirazione si è d'accordo, anche perché poi quello che si scrive sarà diverso da quello che si è pianificato in più punti.
Una soluzione è scrivere gli eventi così come li si immagina - magari anche in modo disordinato, seguendo l'ispirazione - per sapere cosa scrivere e non perdere la passione.

Spirito Giovane ha detto...

Scaletta anche da me preferita. A mio parere necessaria ai fini di una buona coerenza interna di ciò che si scrive. Tuttavia la utilizzo solo per scritti lunghi, mentre scrivo di getto i racconti brevi.
Da notare che nelle poesie che scrivo ultimamente seguo uno schema, che non è proprio una scaletta, ma comunque diciamo che rappresenta una bozza del risultato vero e proprio.

Spirito Giovane a.k.a. Daniele

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Rapporto di odio e amore anche con la scaletta, insomma. Per il primo romanzo che ho scritto (parliamo di anni e anni fa) ho usato la scaletta solo una volta arrivato a metà. Ma alla fine non l'ho seguita più di tanto - però ho concluso a tempo di record il romanzo, che fa tecnicamente schifo, ma ci sono idee grandiose e conto di riscriverlo un giorno, e vincere il premio Hugo, lol.
Per il secondo che ho scritto e lasciato a ¼, ho programmato la scaletta ma si è rivelata ugualmente inutile. Mi son fermato per riscriverla e programmare come si deve gli eventi, ma da quanto ho capito tutti voi, su per giù, ve ne fregate della scaletta.

Mi sa che fate bene. :D

AndreMiglio ha detto...

Scalette, eh? Mai usate: renndono lenti, stupidi, fessi... 0.ò
@Bartimeus88= Ehi! Anche a te piace Jonathan Stroud?^^

Bartimeus88 ha detto...

Be' che la scaletta rende lenti non direi, ma dipende a cosa ci si riferisce. E' vero che se uno perde tempo a fare la scaletta, che comunque è obbligatoria per le saghe complesse, si rompe e tante altre cose, ma io mi romperei di più a scrivere tutto e, arrivati a un certo punto, realizzare che, sebbene si abbiano in mente gli elementi principali della storia e il finale, fa tutto schifo e non si riesce a continuare (parlo per esperienza personale).
Personalmente trovo, come ottima via di mezzo, fare un riassunto dettagliato (ma non troppo di quello che accade.
Es. Avete presente la festa di Bilbo nel SDA? Bene. La cosa la si può scrivere così: Quel pacioccone di Bilbo fa la sua festa fighissima dove invita tantissima gente a cui importa solo del cibo (occorre mettere una bellissima descrizione dei preparativi della festa, di quello che pensano gli invitati e allaggarsi a considerazioni generiche sulla vita nella contea.
E' un esempio veloce, ma secondo me mette d'accordo tutti. Per non sopprimere l'inventiva si mettono le idee riassunte ai fini della trama e tra parentesi le considerazione su come deve essere strutturato il capitolo.

Andremiglio: io adoro il primo volume della trilogia. Gli altri non li ho trovati in libreria, ma visto che mia madre ha acconsentito a regalarmi dei libri per Natale ne approfitterò e leggere tutta la trilogia d'un fiato.

AndreMiglio ha detto...

Sì, bellissimo il primo! E' quello che ti colpisce di più! Ma anche gli altri sono bellisssimi e la saga è ricca di colpi di scena, te lo consiglio assolutamente!