mercoledì 10 ottobre 2012

Impressioni fugaci | The casual vacancy, di J. K. Rowling

Ho saputo in ritardo della pubblicazione, ma ho cercato di rimediare in fretta.
Parlo ovviamente dell'ultima opera della Rowling che non c'entra niente con Harry Potter. Un romanzo "per adulti" (e qui tutti hanno pensato: "Eh eh, che sporcacciona!"). I media o il marketing, poi, hanno spinto al massimo l'aspetto "scandaloso" per far parlare.
Io capisco benissimo: la J. K. si sarà anche divertita a scrivere i libri di HP - non so fino a quale libro -, ma a un certo punto uno vuole pure staccare, e non deve essere stata una passeggiata dover scrivere per forza qualcosa che probabilmente sotto sotto ti ha rotto (indi, ghost writer?).
Insomma: "Guardatemi, non sono solo una fortunata che scrive due stronzate per bambini e si fa i miliardi, ma ho un talento e so scrivere anche cose da grandi".
A questo punto sforna The casual vacancy, che vuol essere un romanzo trasgressivo, macabro, sconcio, raccapricciante ("Il primo libro dell'autrice che tratta di sesso, droga e rock 'n' roll e bestemmie.").
Ora, un po' per tutti trasgressione e Inghilterra sono un ossimoro.
Ciò che mi sono ritrovato davanti, però, è stata una cosa diversa da quello che mi aspettavo. Cioè, bestemmie e sconcezze varie non c'entrano. Questa roba è simile a Desperate Housewives.
Ogni capitolo ha un POV, ogni POV riguarda una famiglia coinvolta con la vita politica dell'ambientazione, ovvero Pagford, una tranquilla cittadina immersa nelle colline.
Per me è tutto così lovely, ma... C'è un "ma".
Lo stile. Gli Harry Potter, forse qualcuno non lo ricorda ma io sì, avevano uno stile che dal primo libro fino all'ultimo è mutato, si è fatto certamente più "serio", ma all'inizio la narrazione tendeva verso il favolistico e soprattutto verso l'umorismo. Le stramberie magiche dovevano far sorridere se non ridere.
Se invece The casual vacancy deve far rabbrividire o qualcosa di simile, allora fallisce - secondo me -per colpa dello stile.
Prendo alcune frasi della review del Guardian:
The new book contains regular outbursts of four-letter words, along with the memorable phrase "that miraculously unguarded vagina"
E ancora:
No one, I suspect, reads Rowling for the beauty of her sentences but there is often a sense here that the language is not quite doing what she wants it to do. One character, we are told, "hated sudden death". Who doesn't? The metaphors regularly run away with her. One character's sexual performance was "as predictable as a Masonic handshake". What's predictable about that?
Mi "stupisce" (e neanche tanto, in realtà) che tal Theo Tait del Guardian non abbia notato la cosa più evidente.
Incollo un breve brano (Part I, Monday, VIII):

The Old Vicarage was the last and grandest of the Victorian houses in Church Row. It stood at the very bottom, in a big corner garden, facing St Michael and All Saints across the road.
Parminder, who had run the last few yards down the street, fumbled with the stiff lock on the front door and let herself inside. She would not believe it until she heard it from somebody else, anybody else; but the telephone was already ringing ominously in the kitchen.
‘Yes?’
‘It’s Vikram.’
Parminder’s husband was a cardiac surgeon. He worked at the South West General Hospital in Yarvil and he never usually called from work. Parminder gripped the receiver so tightly that her fingers hurt.
Praticamente ti sbatte in faccia le informazioni di cui hai bisogno al momento, e non solo quelle essenziali, ma anche quelle minori. Posso tollerare la prima informazione "topografica", ma sapere che il marito di Parminder è un cardiochirurgo in un momento concitato non è la migliore delle scelte.
E poi gli avverbi, tanti, inutili. In questa parte non ce ne sono troppi, a parte l'orrendo "ominously", che è a dir poco inadeguato, attenua di una tacca il senso di tensione che il resto di narrazione sta creando.
La Rowling ha proprio bisogno di vomitare informazioni sul lettore, a costo di sottrarre ritmo narrativo alla storia e occuparlo da wall of text come questo (come prima, ma capitolo III):

  She had hated Barry Fairbrother. Shirley and her husband, usually as one in all their friendships and enmities, had been a little out of step in this. Howard had sometimes confessed himself entertained by the bearded little man who opposed him so relentlessly across the long scratched tables in Pagford Church Hall; but Shirley made no distinction between the political and the personal. Barry had opposed Howard in the central quest of his life, and this made Barry Fairbrother her bitter enemy.
  Loyalty to her husband was the main, but not the only, reason for Shirley’s passionate dislike. Her instincts about people were finely honed in one direction only, like a dog that has been trained to sniff out narcotics. She was perennially aquiver to detect condescension, and had long detected its reek in the attitudes of Barry Fairbrother and his cronies on the Parish Council. The Fairbrothers of the world assumed that their university education made them better than people like her and Howard, that their views counted for more. Well, their arrogance had received a nasty blow today. Fairbrother’s sudden death bolstered Shirley in the long-held belief that, whatever he and his followers might have thought, he had been of a lower and weaker order than her husband, who, in addition to all his other virtues, had managed to survive a heart attack seven years previously.
La cosa che frega la Rowling è che non presenta i pensieri dei personaggi così come sono nella loro testa: lei li tira fuori e li impasta in maniera tale da risultare per metà proprietà dei personaggi e per metà roba sua. Il risultato è una vera e propria "Pausa" al flusso narrativo, un voce fuori campo che ti dice ciò che devi sapere, una voce che però non è quella del personaggio, anche se a tratti le assomigli, poi è come se si premesse "Play" per poi essere costretti a mettere di nuovo in Pausa poco più avanti.

Il Guardian conclude:
The Casual Vacancy is no masterpiece, but it's not bad at all: intelligent, workmanlike, and often funny. I could imagine it doing well without any association to the Rowling brand, perhaps creeping into the Richard and Judy Book Club, or being made into a three-part TV serial. The fanbase may find it a bit sour, as it lacks the Harry Potter books' warmth and charm; all the characters are fairly horrible or suicidally miserable or dead. But the worst you could say about it, really, is that it doesn't deserve the media frenzy surrounding it. And who nowadays thinks that merit and publicity have anything do with each other?
Io non posso tirare le somme: in inglese l'opera mi appare molto lenta e poco appassionante, e oltretutto le scelte stilistiche inappropriate mi saltano all'occhio più che in italiano - a causa dell'automaticità della lingua madre, l'occhio può non accorgersi di "brutture" perché non ci si sofferma senza sforzo, mentre in inglese la concentrazione è naturalmente maggiore, e così anche la "criticità".
Mi piace l'atmosfera mondana creata dalla Rowling, così come l'ambientazione. I personaggi vanno bene, ma il peso principale è lo stile. Il narratore si sofferma su come si sentono certi personaggi, con ricchezza di termini ma penuria di immagini/significato; le informazioni ci vengono buttate addosso, ci travolgono e non lasciano sufficiente spazio agli eventi.
Personalmente, sebbene con qualche dubbio, rimando la lettura e il giudizio definitivo alla versione italiana.

4 commenti:

Spirito Giovane ha detto...

Oh, aspettavo davvero un tuo commento su Causal Vacancy! Devo dire, mi aspettavo un commento... così. Avrei scommesso più di un penny su questo tipo di scrittura per il nuovo libro della Rowling.

Di fatto, aggiunge qualcosa al cliché "Desperate Housewives"? Oppure è un copia incolla/nuovo episodio della serie?

- S.G.

Federico Russo "Taotor" ha detto...

L'atmosfera ricorda Desperate Housewives per il senso - secondo me - "costretto", più che claustrofobico (claustrofobico è nella serie, non tanto nel romanzo, a mio avviso: nella serie di DH, non so se sono l'unico ad averlo notato, nonostante qualche campo lungo, le inquadrature sono costrette nello spazio del set, al punto che non capisci se tutta Wisteria Lane sia di cartapesta, mentre per le sitcom sai che il set è quello - la casa/il bar - e non ti poni il problema, ma vabe', è un altro discorso).
Casual vacancy vuole essere raccapricciante e trasgressivo, così dicono i media e grosso modo così traspare dal romanzo. Sa anche esserlo, ma senza sconvolgere gli schemi o far sbiancare l'uomo della strada.
Lo stile è un bello scoglio, soprattutto l'impellenza (femminile, oserei dire) di dover comunicare gli stati interni in maniera logorroica ma inefficace. E gli infodump.
Ripeto, potrebbe essere che la mia insofferenza sia amplificata dalla lingua. Non escludo che in italiano sia più sopportab... godibile. E lo spero, perché a parte lo stile, ha (per i mi gusti) buone premesse e non mi dispiacerebbe affatto riprovare a leggerlo sotto Natale.

emica ha detto...

Momento momento momento: ma quindi in questo caso "per adulti" ha proprio il significato di "erotico" o qualcosa di simile? No perché io pensavo che a questo libro fosse stata data questa definizione solo per differenziarlo da HP; per sottolineare il fatto che, a differenza di HP, questo non è un libro per ragazzi. Non pensavo che in questo caso l'etichetta "per adulti" fosse usata nello stesso senso in cui la usano su sky per indicare certi film che si possono vedere solo a pagamento e preferibilmente a tarda ora xD

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Nah, è una mossa di mercato. In realtà è un thriller, risvoltato in chiave sociale come un riflesso della classe media "arrampicatrice" e senza scrupoli, con sprazzi di sesso e parolacce. Poi vabe', non mi ci sono addentrato, ma insomma, non è un romanzo erotico. xD