martedì 2 ottobre 2012

Impressioni | La caduta dei giganti, di Ken Follett

Sono insofferente ai mattoni.
Mi attirano di più, sono quelli che guardo con più interesse in libreria, ma allo stesso tempo esigo molto e se c'è qualcosa che non mi convince, rinuncio ad andare a fondo.
Il caro buon Daniele voleva un mio parere su Ken Follett e il Century Cicle. Dato che avevo letto solo I Pilastri della terra e Mondo senza fine, ho voluto provare La caduta dei giganti. La recensione appena linkata risale a giugno 2008, non avevo nemmeno 17 anni, quindi non assicuro una grande maturità critica - non che possa assicurarla neanche ora -, ma grosso modo non credo di aver individuato cose tanto assurde.
La caduta dei giganti è uscito un paio d'anni fa, se non sbaglio. Costa 25 euro, sul sito della Feltrinelli 21 e, udite udite, in formato ePub con Adobe DRM è vostro a "soli" 9,99 euro. Venghino signori... not.
La quarta di copertina della Caduta è eloquente. Ci sono diversi personaggi, ricchi e poveri, di diversi paesi, le cui storie si intrecciano sullo sfondo della WWI, in sostanza.
E ora vi rivelo una cosa: non l'ho finito.
Le opinioni sullo stesso sito della Feltrinelli riportano - come al solito - posizioni contrastanti sull'opera. Ma nonostante il contrasto, i pareri negativi comprendono una tesi comune.
Scritto da salvo52 il 10 gennaio 2011
Sono certo: questo libro non lo ha scritto Ken Follett
Diversi utenti lo sostengono. Non essendo io un appassionato di Follett, non sono in grado di dirlo. La prima impressione che ho avuto è stata: sembra un romanzo scritto da un autore alle prime armi e ripulito alla meglio per renderlo decente.
In sostanza, l'autore pensa di parlare o con un bambino o con un cretino o con entrambi. O meglio, con un bambino cretino.
Infodump qua e là e salti di POV inopportuni, con digressioni storiche in eccesso e dialoghi approssimativi. Non c'è pathos. In una scena, per esempio, un personaggio [non faccio spoiler] arriva a casa con un grosso problema da rivelare. Ma ecco che la narrazione necessaria alla costruzione dell'atmosfera (e.g., movimenti dei personaggi, linguaggio corporeo, ritmo delle battute, scelta dei termini) manca. Abbiamo il personaggio che entra in casa, c'è uno scambio veloce di battute con frasi stereotipate, una spolverata di emozioni spiattellate grossolanamente per dovere (raccontate e non mostrate, con conseguente vuoto emotivo nel lettore) e la scena si risolve nella maniera più indolore possibile.
I personaggi della Caduta mancano di emozioni vere e proprie. Follett ti dice: "Tizio è arrabbiato e confuso", o "Caia è divorata da una passione travolgente", e spera di cavarsela con due frasi fatte. Nella mia mente questi personaggi sono manichini.
Ci sono frasi da racconto rosa di serie B. Come:
L'amore per Walter aveva risvegliato in Maud il leone sopito del desiderio fisico, un desiderio stimolato e tormentato da baci rubati e amoreggiamenti furtivi.
Se volessi un romanzo di frasi fatte non andrei certo a spendere 25 euro. Me lo scriverei da me.
Tutto sommato la lettura non è pessima. Il problema è che anche lo sviluppo è lentino. Non noioso come altri romanzi che ho avuto il dispiacere di leggere, ma comunque non così esaltante.
Lo spazio dato agli avvenimenti storici è eccessivo. Oltretutto, quando si parla della situazione politica, il linguaggio muta e assume uno stile manualistico-stereotipato, con tanto di metafore e termini che dubito uscissero di bocca persino a Churchill mentre prendeva il tè con altri politici.
Nel complesso darei la sufficienza. Un 6/10, nel senso che sebbene lo stile faccia cadere le braccia in diversi momenti, i dialoghi e i personaggi non abbiano alcuna coloritura emotiva, diverse digressioni storiche siano inappropriate, e via discorrendo, nonostante tutto ciò, la gestione degli eventi non è tremenda, le "armi seppellite" ci sono e se si ha abbastanza pazienza, le si vedrà "sparare". (Credo. Di solito Follett fa così.)
Io ho abbandonato la lettura perché mi stavo abituando alla bruttezza. E perché sono curioso di leggere altri libri - l'ultimo della Rowling, Casual Vacancy: voglio proprio vedere di che si tratta.
Quindi, se non avete altro da leggere, non avete grandi esigenze stilistiche, e vi piace la Prima Guerra Mondiale, forse La caduta dei giganti potrà piacervi.

2 commenti:

Spirito Giovane ha detto...

Ma che bella sorpresa! Grazie mille per le impressioni: proprio ieri ero in Feltrinelli e vedevo le copie dell'Inverno del Mondo tutte appollaiate vicino all'entrata e ho pensato alla nostra discussione.

Che Follet abbia preso un Ghost Writer? :-P
Pensavo che queste cose funzionassero solo nei film con Brosnan e Ewan McGregor. (Tra l'altro devo ancora vederlo sto film...).

Mille grazie ancora e penso che ridirigerò i miei soldi su acquisti differenti! ^^

- SpiritoGiovane

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Grazie a te per avermi ricordato di darci un'occhiata! :)
Sono curioso di vedere come andrà L'inverno del mondo. Anche se, certo, con questo tipo di marketing, riuscirebbero a venderlo anche se le pagine fossero bianche. .-.