domenica 9 dicembre 2007

Svago domenicale: Immigrant song


Per lo svago domenicale di questa settimana: Immigrant song, dei Led Zeppelin. Magari qualcuno, leggendo questo titolo, dirà: "E chi la conosce, sta canzone?". E invece no. La conoscono tutti, fa parte di quelle canzoni storiche di cui la gente non ricorda il titolo né il compositore. Vi incollo il testo della canzone, ché è legato stretto stretto al fantasy, in un certo senso, dal punto di vista storico. :)


Ah  ah
We come from the land of the ice and snow
>From the midnight sun where the hot springs blow.
The hammer of the gods
Will drive our ships to new lands
To fight the horde singing and crying:
Valhalla I am coming!
On we sweep with threshing oar
Our only goal will be the western shore.
Ah ah
We come from the land of the ice and snow
>From the midnight sun where the hot springs blow.
How soft your fields so green,
Can whisper tales of gore,
Of how we calmed the tides of war.
We are your overlords.
On we sweep with threshing oar,
Our only goal will be the western shore.
So now you'd better stop and rebuild all your ruins,
For peace and trust can win the day
Despite of all your losing

sabato 8 dicembre 2007

L'importante è crederci

Quest'oggi il Duca mi ha inviato il link di questo articolo. Ho letto un po' distrattamente, poi però leggendo leggendo ha attirato la mia attenzione. Insomma, state per leggere un posto ad alto livello di sarcasmo, vietato ai minori, e se siete fan sfegatati della Troisi, vi prego, non leggete.

L'articolo è tratto da Donna Moderna. Si parla della Troisi. L'articolo è di Antonella Trentin.

Capelli neri cortissimi, da maschietto. Uno stile minimalista, easy, di chi non perde tempo a truccarsi e usare il phon. [e di chi dovrebbe cominciare a farlo] Ha la testa troppo occupata a studiare le stelle e lasciare galoppare liberi i pensieri. Licia Troisi, 27 anni, astrofisica di giorno (lavora all'Agenzia spaziale di Frascati) e scrittrice di notte o nei lunghi viaggi in treno, è così: essenziale. [magari per scrivere libri apprezzati da tutti potrebbe cominciare scrivendo di giorno, alla scrivania] Non una scrittrice qualunque, ma la regina del fantasy made in Italy, 600 mila copie vendute, sei libri in quattro anni. L'ultimo, il terzo episodio della saga Le guerre del mondo emerso: Un Nuovo Regno (Mondadori), appena uscito in libreria e già avidamente letto da una schiera di adolescenti, ha spazzolato 80.000 copie in una settimana. ["da una schiera di adolescenti", avete letto bene] Il successo di Licia è un mix di bravura e fortuna [molta fortuna], un po' com'è accaduto a J.K. Rowling, madre separata che, scrivendo libri per la figlia, ha creato Harry Potter, o Christopher Paolini che a 15 anni, nella solitudine di una vallata nel Montana, ha immaginato le peripezie di Heragon e le ha riversate in un bestseller. [Già paragonarla alla Rowling è azzardato, ma poi mi scrivi Heragon... Hai preso l'acca in prestito da Arry Potter?]

Nel suo caso, Licia, com'è andata?
"Ho cominciato a scrivere da piccolissima, a otto anni avevo già realizzato il primo romanzo [brava la pampina] e i miei genitori me l'hanno fatto rilegare. Ora è in quello scaffale, [quale?] là in alto [aspè che non lo vedo] nella libreria [ah eccolo, trovato]. Poi al liceo ho tenuto un diario, ho buttato giù qualche poesia. Ma ero sempre alla ricerca di una trama complessa, che tardava a manifestarsi [tardava? Devo supporre che poi è arrivata?].

Quando è accaduto?
"Avevo 21 anni, ero iscritta a fisica, e finalmente nella mia mente ha preso vita il mondo delle terre emerse, una saga dove si consuma l'eterna lotta tra il bene e il male [madò, che storia, mai letta], e l'eroina è una donna, Nihal. Ho impiegato un anno e mezzo a scriverlo, alla fine ho partorito 1.200 pagine [eh già , l'aborto è peccato... ma in questo caso sarebbe stato un atto di misericordia, credimi]".

Caspita [ti sta prendendo per il culo, Licia, attenta!]. E cosa ne ha fatto?
"Come ogni scrittore giovane e ingenuo l'ho spedito a una grande casa editrice. Nel mio caso, la Mondadori. E, con enorme sorpresa, Sandrone Dazieri, editor della letteratura per ragazzi, quattro mesi dopo mi ha telefonato per incontrarmi". [ha sbagliato numero, secondo me]

È vero che lei ha iniziato a scrivere per stupire il suo fidanzato? [si commenta da solo]
"Non esageriamo. [ci vuole ben altro per stupire il fidanzato di Licia Troisi!!] È vero che lui è sempre stato il primo lettore delle mie opere. Oggi è mio marito ed è astrofisico come me".

Che c'entrano pianeti e stelle con il fantasy? [Me lo chiedo anch'io]
"Tra scienza e letteratura esistono molti punti di contatto: in entrambe servono intuizioni, capacità di cogliere il nesso tra eventi diversi e metodo, molto metodo. Io m'impongo di scrivere un certo numero di pagine ogni giorno, faccio degli schemi per organizzare con coerenza la trama". [Eh, d'accordo, ma che c'entra col fantasy?]

Come mai i protagonisti-eroi dei suoi romanzi sono sempre donne: Nihal e Dubhe?
"Perché in ognuna metto dentro una parte di me stessa. Forza fisica e fragilità di carattere, per esempio". [...]

Via, lo racconti a qualcun altro! [Brava Antonella!]
"E invece è proprio così. Sembro una donna forte a prima vista [davvero?], invece ho le mie debolezze. Nihal rappresenta la mia adolescenza [per gli déi, che brutta infanzia hai avuto], una certa tendenza ad autocommiserarmi [...], a piangermi addosso [...]. Dubhe esprime la mia indecisione: ogni tanto mi impantano nelle difficoltà delle vita e non reagisco subito con vigore".

Fragili ma combattenti vittoriose?
"Esatto. Perché ciascuna attraversa un percorso educativo, cresce, si irrobustisce dentro". [qui l'unico (valoroso) combattente è il tuo fidanzato]

E lei: scrive di fantasy per evadere dal grigiore della realtà? ["ne avrebbe bisogno", aggiungilo, Antonella!]
"Per nulla. [Mannaggia] So che alcuni lettori del genere sono mossi da questo bisogno [questo impellente bisogno]. Io no [Mangia meno frutta cruda o usa Duphalac!]. Cerco di rendere credibili le vicende esistenziali dei miei personaggi, ma se dalla trama si tolgono draghi e mezz'elfi, i miei romanzi potrebbero svolgersi anche adesso". [ma anche no]

Da uno a dieci quanto ama il suo mestiere di astrofisica?
"Dieci. Il cielo ti regala un senso di meraviglia e di smarrimento che ti costringe a indagarlo. Ti sembra di perderti in un altro universo mentre invece è proprio questo qui, il nostro. È un po', spero, quello che accade ai lettori delle Guerre del mondo emerso". [... L'importante è crederci.]

*Piccola nota al post: Non ho nulla contro Licia Troisi, che sicuramente è una bravissima persona. :)

mercoledì 5 dicembre 2007

Pubblicare online


Qualcuno ha la malsana idea che i racconti pubblicati su internet siano o brutti, o di scrittori che non sono riusciti a farsi pubblicare. Aho! Macché! Di solito non prendo una posizione precisissima, nei post, per lasciar spazio al dialogo costruttivo piuttosto che al litigio (tuttavia quest'ultimo, visto come esercizio lessicale, è sempre produttivo! :).
Metto in chiaro come considero e cosa penso della pubblicazione online: la pubblicazione online è essenziale. Anzitutto uno scrittore a 360°, secondo me, dovrebbe saper dare importanza alla propria personalità e alle proprie opere. Farsi un sitarello o un blogghetto, pure brutti, è già un ottimo inizio. Diffondi i tuoi lavori, se sei fortunato leggi dei commenti, se sei strafortunato ricevi commenti costruttivi, e così ti fai conoscere. Quasi in ogni casa c'è un computer, e oramai, uno dopo l'altro, tutti si collegano a Internet (altre bollette e soldi da sganciare, mannaggia a sto governo di vecchi scemi!): così è molto più facile farsi conoscere.
Dato che alcuni scrittori, pubblicati e anche famosi, hanno pure loro un sito/blog/quellochemin**iahanno, noi scrittori inpubblicati abbiamo l'opportunità di visitarli, di scambiare opinioni, e anche di poter ricevere, un giorno, una visita da parte dello scrittore!
Penso che tutti gli scrittori (artisti in generale, musicisti, poeti...) dovrebbero avere un loro spazio web, aggiornato e commentabile.

Perché non pubblicare on line? Perché noi scrittori che perdiamo tempo ad aggiornare blog e scrivere racconti per questo o quel sito o forum, dovremmo essere "scrittori frustrati che non hanno mai pubblicato"? Non sarà magari che chi ci (e dico ci) affibbia questo epiteto altri non sono che rosiconi nullafacenti, privi di fantasia e volontà di scrivere, apertura mentale e applicazione informatica per farsi conoscere e scambiare idee?
Sarà forse che pubblicare online ciò che si è scritto con passione e per amor dell'arte, senza quei fini editoriali che si pensano secondari, sta scomodo a chi, invece, un vero scrittore non è?

lunedì 3 dicembre 2007

Sulla scaletta e altre diavolerie

Per scrivere un romanzo ci vogliono due cose: fantasia e un minimo di conoscenza linguistica. La prima non è necessaria visto come va il mercato (ma io sono anticonformista e moralista, quindi se non avete fantasia andate a quel paese e dimenticate di scrivere racconti! via! via!), la seconda è indispensabile. In aggiunta a questi due elementi essenziali, c'è una cosa che agevola grandemente la scrittura di un racconto/romanzo: la scaletta.
Un esempio di organizzazione, direttamente dal sito di Andrea D'Angelo (per rimanere in tema fantasy, ma vale anche per tutti gli altri generi, che il fantasy in realtà controlla a vostra insaputa).
I pregi e i difetti della scaletta.

Pregi
. In verità la scaletta è molto utile. Consiglio di farla prima di cominciare a scrivere. Createvene una e non cominciate a scrivere finché non l'avete ultimata. Nell'organizzazione del racconto, potete inserire la trama per esteso, commentata, un elenco dei personaggi, in modo da conoscerli meglio, e una cronologia degli eventi. Quest'ultima è utilissima: quando scrivete, seguendo la cronologia non rischiate (gravi) nodi nella trama. Nel complesso, avrete l'impressione di aver creato l'impalcatura del racconto. Ed è già una grandiosa sensazione.

Difetti. Primo, la sola idea di creare una scaletta vi fa crescere una barba biblica (donne incluse). Secondo, se avete molta voglia di scrivere, per Giove, scrivere, avrete un'emorragia generale che comprenderà tutti gli orifizi. Perché la fantasia viene scrivendo e vivendo gli eventi coi personaggi, non programmando tutto prima. Questa è roba da ingegneri malati. Inoltre, se nella scaletta programmate, per esempio, tre eventi principali in una scena, è probabile che vi ritroviate a scrivere senza sapere come cominciare, pur avendo un'idea precisa di cosa dovrebbe accadere.


Ho iniziato proprio ieri o avanti ieri un nuovo racconto lungo. Per evitare di scriverne metà e poi fermarmi per paura di fare errori o incappare in incoerenze e altri incubi, ho preparato la tremenda scaletta (3 pagine), ciò messo massimo due ore. E ho scritto dieci pagine in una giornata. Non male, conoscendo i miei tempi!

domenica 2 dicembre 2007

Svago domenicale: War Inside


Lo svago domenicale di questa settimana, ancora una volta musicale, mi rende anche mecenate! Si tratta di una canzone degli Overcharge (questo è il loro spazio, c'è qualche foto e due canzoni). Gli Overcharge sono una garage-band, ma fanno progressive metal (chi vuol farsi un'idea del prog vada qui), e non solo le loro canzoni mi piacciono un casino, ma sono tecnicamente rispettabili, superiori di gran lunga alla musica che passa la tv o la radio (pensate alla merda che c'è in giro, per gli déi!).
Citando le info sul video: "Esibizione degli OVERCHARGE al 5° South's Cheyenne dove hanno presentato 2 pezzi inediti." Cliccate play e sentitevi la canzone. Se poi siete così disgraziati da voler abbandonare la pagina, almeno pensate alle gnocche che ballano sulla pedana durante il brano. :P